Gemellaggio Canneti-Bandierai degli Uffizi? Riavvolgiamo il nastro. Due giovani allievi ufficiali della Scuola del Genio proposero al loro comandante di Compagnia di poter arricchire con una sbandierata, la cerimonia di gemellaggio, in preparazione, fra il Genio stesso ed il Comune di Capodimonte, sul lago di Bolsena, dove sarebbe stato fatto il campo d’arma di lì a poco, come era consuetudine.

Era la primavera del 1983. I due giovani erano: Paolo Saletti, cannetino, (all’epoca Tesoriere e Vice Capitano), ed il fiorentino Giancarlo Fuggiano, sbandieratore dei Bandierai degli Uffizi.

E così, domenica 1 marzo, Bandierai degli Uffizi e Canneti sanciranno il loro gemellaggio ufficiale, con un corteo nel centro del capoluogo toscano, una doppia esibizione in Piazza della Signoria, e la firma delle pergamene a Palagio di Parte Guelfa, sede dei Bandierai. Un’amicizia e collaborazione nata e cresciuta negli ultimi anni, che ha preso vita negli anni del Covid, per poi vedere la nostra partecipazione al Trofeo Marzocco 2022, dedicato all’indimenticato Gigi Vitali. Poi la presenza del nostro Capitano Tommaso Ciolfi a presiedere la giuria del Marzocco 2025, con rapporti personali che si sono stretti. Fino, appunto, a questo gemellaggio, che unisce due realtà molto diverse, sia dal punto di vista storico sia sociale, ma unite da valori e principi comuni, dalla gloria dell’arte dell’usar la bandiera.

L’aneddoto, uscito dai cassetti della memoria in queste ultime settimane, merita di essere raccontato per bene, perché a quanto pare una collaborazione fra i nostri colori ed il giglio di Firenze, c’era già stata, ben quarantatré anni fa.

“Ad onor del vero – racconta il Priore cannetino Paolo Saletti – la proposta venne fatta più per tentare un imboscamento da qualche servizio che per altro, e con scarsissime attese circa la possibile approvazione”.

Insomma, sempre meglio sbandierare che fare mansioni militari: “Ed invece l’idea piacque – prosegue -, ma i paletti furono pochi e chiarissimi: insegnare anche ad altri per creare un gruppetto di sbandieratori, allenamenti tutti fuori orario addestrativo, spettacolo da farsi solo in tenuta mimetica e, soprattutto, nessun costo a carico della Scuola. Vista l’allora scarsità di mezzi cannetini, l’incarico di provvedere a reperire aste e panni da Firenze cadde su Giancarlo (Fuggiano, ndr), ma riuscimmo a farci comperare dal casermaggio i colori adatti per disegnarci sopra stemmi ed altre cose in tema. Diciamo che i Canneti misero il know how (avevamo appena rifatto le bandiere) ed i Bandierai misero la logistica”.

Le foto reperibili (queste 3 pubblicate), sono di domenica 8 maggio 1983, il grande giorno, nell’allora piazzetta lungolago di Capodimonte: “Il gruppo sbandieratori della Compagnia Grifo della Scuola del Genio – aggiunge Paolo -, composto da 12 sbandieratori (una decina davvero molto improbabili) e due tamburini (un imperiale ed un rullante) dette spettacolo eseguendo una sbandierata di coppia, preceduta da un corteo da e per il locale Palazzo Comunale. Nessuno, e ci metto anche noi due protagonisti, avrebbe scommesso una lira sulla riuscita che, invece, fu quasi entusiasmante per il successo e la fama che ci facemmo anche alla Scuola”.

Insomma, a quanto pare fu un successo, con delle conseguenze positive: “La cosa fu anche di buon auspicio perché, grazie al successo di quello spettacolo, ottenni di poter essere presente al Barbarossa di giugno, nonostante cadesse nell’ultima domenica del corso prima della nomina a Sottotenente (con ovviamente licenze bloccatissime), dove ebbi l’occasione di fare lo sbandieratore di supporto e aiutare i grandissimi Poppe e Maurizio a vincere la loro prima brocca. E fu anche la mia ultima apparizione come gareggiante nel campo delle armi”.