Va bene che il Dragone è un animale acquatico. Va bene che dalle limpide acque nascono e crescono i canneti.

Alle 21.05 così era il cielo a Porta Nuova

Ma di un’ora di pioggia durante la cena della vittoria ne avremmo fatto volentieri a meno. In fondo avevamo già esagerato abbastanza.

Inutile girarci intorno: quando organizzi nei minimi dettagli una cena, accurata ed elegante, come quella della vittoria del Barbarossa, la pioggia è l’ultimo degli ospiti indesiderati. Invece, nonostante le previsioni, ipotizzassero una lieve (ed eventuale) precipitazione, intorno alle quattro di pomeriggio (invece niente). Avevamo iniziato con un aperitivo esagerato in piazzetta Porta Nuova. Poi l’ingresso dei vittoriosi con le Brocche ed un balletto dei cinque del giardino che ha fatto impazzire gli astanti. Ma poi. Ad inizio cena i primi tuoni e le prime gocciole. Da non crederci. Cosa pensare, cosa fare. Sono quelle situazioni che con quella partecipazione non permettono alternative. Conviene non pensarci e sperare. Ma quando succede è già troppo tardi.

Porta Nuova alle 21.40

Ma la gente dei Canneti ha resistito: chi non si è mai mosso non si è nemmeno ammollato le chiappe, e in un attimo, in tanti hanno recuperato e aperto gli ombrelli. Continuando a mangiare, a bere, a cantare come niente fosse. O quasi. Scene surreali, grottesche, paradossali. La scaletta della serata, ovviamente saltata, la perfetta ed elegante apparecchiatura, bagnata e rovinata dalla pioggia. Ma la serata è andata avanti. Come niente fosse. O quasi. La speranza (che è sempre l’ultima a morire) non è mai mancata, si vedevano i lampi e anche la luna. Fino a quando, verso le 22.30, correvano voci incontrollate che fosse smesso di piovere. Intanto il mega striscione “Abbiamo esagerato 33” – bellissimo – realizzato con passione e dedizione dalle bravissime citte dei Canneti (uniche!!) era stato piegato dal vento e dalla pioggia.

Ha smesso di piovere quindi? La cena era andata avanti. Ma quando ricapita di mangiare e bere a Porta Nuova, sotto fulmini e saette? Un’esperienza unica. Ma quando ricapita.

Un plauso va ai nostri ospiti, al sindaco Marco Bartoli, al parroco don Pier Luigi (fresco e baldanzoso per la quinta vittoria da correttore dell’Oca), ai Capitani del Quartiere di Borgo Tommaso Franci e Quartiere Prato Giacomo Pistoi, la rappresentante del Castello Giada Gorelli, agli amici del Pianello con il presidente Tommaso Bovini. Con noi anche l’artista e storica dell’arte (amica cannetina) Rita Petti (che ha realizzato le opere andate in premio ai vincitori). Grazie a tutti voi che avete capito la situazione e avete resistito fino a fine cena.

E poi il popolo dei Canneti, che non si è mosso, che è rimasto al suo posto ed a continuato la cena. Non ci sono parole per tutti noi, gente di Porta Nuova. Siamo stati meravigliosi!

Dicevamo. E’ smesso di piovere. La cena era comunque andata avanti e rimaneva solo la torta, anzi le torte delle vittorie. E così abbiamo recuperato tutti i video celebrativi, sbandierate, commenti (sì ma brevi mi raccomando), sketch, ringraziamenti, fino alle premiazioni ai vincitori. I cinque del Barbarossa de’ Citti (Pietro, Cristian, Giovanni, Diego e Lorenzo) e i cinque del Barbarossa vero e proprio (Matteo, Lapo, Elia, Marius e Jacopo) con il regista delle due sbandierate Nikke. Il Capitano Tommaso Ciolfi anche stavolta non ha mai perso la barra, sangue freddo e lucidità, per portare la cena fino alla fine. Anche perché, è tedioso ricordarlo, Tommaso Ciolfi è, il nostro capitano, noi lo seguiremo, lui ci guiderà. Anche con la pioggia.

Se è saltata solo la tradizionale lotteria (fra l’altro con premi pazzeschi), pazienza, sarà per un’altra volta. Inutile negare che quella pioggia maledetta non ci voleva, ma è andata così e ce l’abbiamo comunque fatta, come sempre, asciutti o bagnati, nel bene e nel male. La cena delle vittorie 2025 non la dimenticheremo facilmente. Epica. Resterà nei nostri cuori, come la meravigliosa vittoria di domenica 15 giugno, quella della 33esima brocca del Dragone.

Scende la pioggia ma che fa, Amo i Canneti più che mai…avrebbe cantato Morandi (che invece dei Canneti aveva messo la vita, che per noi so’ sinonimi). La pioggia è caduta e i Canneti non hanno perso il sorriso. Unus Sed Draco.