Un Barbarossa anomalo. Il primo e l’unico che si è svolto nel mese di settembre. La canonica data di giugno fu rimandata per un lutto che aveva colpito pochi giorni prima della Festa la comunità sanquirichese. Quindi l’Eab optò per il rinvio.

Era il 5 settembre (come oggi) del 2010, giorno della 50esima storica edizione del Barbarossa. Della gara delle Bandiere eravamo i campioni in carica. Ma il Barbarossa numero cinquanta, ci portò delle novità. Gli alfieri da gara furono Fabio Generali (già vincitore nel 2002 e nel 2004) e Constantin Dragusanu, gli alfieri di supporto Nicola Dinetti e Alessandro Martellini (coppia vincitrice l’anno precedente), tamburino il fenomale Francesco Dinetti (all’epoca vincitore nel 2004 e 2009). Non ci fu molta storia: la tecnica, la potenza, la fantasia dei nostri alfieri, sbaragliò senza tentennamenti e senza dubbi della giuria, la concorrenza, rappresentata in quegli anni e anche in quell’occasione, dal Castello. Fu una gran bella vittoria, per come venne e per come fu costruita. Fu il secondo trionfo di capitan Tommaso Ciolfi, che dopo quello dell’anno prima stava iniziando una gran bella abitudine, varcare Porta Nuova a mani piene. Una curiosità: fu anche la prima edizione delle Brocche dell’Imperatore realizzate da un’artista – era l’ora -; e quell’anno la scelta ricadde sul senese Alessandro Grazi (già autore fra l’altro del Palio 2007, oltre che del Manifesto de Il Bianco e l’Azzurro, sempre del 2007) che realizzò due splendide brocche dedicate all’edizione numero cinquanta ed a Orfeo Sorbellini, scomparso pochi mesi prima. Per la cronaca, la vittoria degli Arcieri andò con merito a Piazza Chigi.