Borgo e Prato ritornano ad essere vittoriosi

 

Dunque quest’anno le brocche sono tornate a casa degli sbandieratori prataioli e degli arcieri del Borgo. Due verdetti che non ci piacciono particolarmente, ma che non hanno avuto, viste le gare, niente di strano o trascendentale, perciò non si può che fare i complimenti al duo di Piazza Tonda ed a Modugnino. Si diceva “viste le gare” perché sono state proprio le gare a lasciare un po’ perplessi in alcuni aspetti. Se per l’arco era abbastanza pronosticabile una vittoria del Borgo, nessuno dica che questo non fosse per i favori riscossi dal Tassoni… e invece è stato il compagno-comprimario che si è rivelato un vero outsider. Ma quello che ci ha fatto piacere è stato che proprio il vincitore si sia reso conto del coniglio che ha tirato fuori dal cilindro del prestigiatore, con una prestazione andata ben aldilà anche delle sue aspettative, ma che nulla toglie al suo legittimo orgoglio. E ci fa anche piacere che sia stato lui ad eliminare, prima, il nostro arciere per via di una sola freccia che toccava una riga… perché vuol dire che s’era fatto quanto in nostro potere, come sempre, per essere lì, ad un millimetro dalla brocca. Nelle bandiere il predominio nostro e prataiolo va avanti dal 1988, quindi nulla di strano all’orizzonte. Qui il verdetto è più soggettivo e lascia campo a tutto quanto si voglia dire in merito, circa originalità, inventiva e capacità degli alfieri. Ognuno ha le sue idee in proposito: c’è chi preferisce dar sfogo alla fantasia, chi alla visione di videocassette di altre parti con tanto di maestri esterni. Ogni cosa è legittima e lo spettacolo ognuno lo interpreta come si sente di fare, ma se la vittoria premia uno piuttosto che l’altro non sempre è l’indicatore di una strada da seguire. Il vero stupore sono state le esibizioni di Borgo e Castello, deludente la prima se rapportata a ciò che avevano fatto altre volte, speranzosa per il futuro l’altra, in quanto abbandona vecchi schemi. Per il prossimo anno quindi ci sarà a contare anche su un altro pretendente… o no?