LEX,
DVRA LEX, SED LEX (4° puntata)
E
ultima, si potrebbe anche scrivere, ma non vogliamo precipitare le cose, perché
ciò che appare non sempre corrisponde alla realtà. In ogni caso questa vicenda,
che tutti conoscete e di cui avevamo parlato nei precedenti numeri 75, 77 e 78,
ha avuto il suo epilogo nell’ultimo mese e mezzo… perché non ne avevamo parlato
nell’ultimo numero? E’ semplice: quando uscì mancava l’ultimo tassello ed abbiamo
voluto aspettare, nonostante le voci paesane siano state innumerevoli ed il
materiale per scrivere, perciò, non mancasse. Ma andiamo per ordine. Dopo molto
tempo, e vari tentativi infruttuosi, il Magistrato finalmente riuscì, un paio
di mesi or sono, a riunire i Rappresentanti del Popolo dei Quartieri per
parlare delle sanzioni lasciate in sospeso lo scorso luglio. Dalla riunione
venne fuori, per quello che ne sappiamo, ciò che sempre s’era affermato anche
noi: non si può squalificare nessuno per meno di un anno perché non ha senso. E
così al Magistrato, visto anche che i suoi inviti al Quartiere Prato, fatti
mesi prima, di prendere una qualche decisione autonoma in merito eran caduti
nel vuoto più assoluto, non poté far altro che prolungare la squalifica del
Monaci da otto a dodici mesi! Comunicata loro ufficialmente la decisione, pare
che la prima reazione sia stata quella solita del “allora noi non si gioca
più”, ma noi, almeno per questa volta, non ci vogliamo credere e riteniamo si
tratti solo di chiacchiere. Tant’è che il Prato, sicuro delle proprie ragioni,
presentò ricorso al Consiglio Comunale, supremo Organo decisionale che ha il
potere di confermare o meno quanto deciso dal Magistrato, che riunitosi lo
scorso 20 aprile ha dato ragione al Magistrato. Fin qui la cronaca, ma se non
si ricercano le ragioni delle cose non si riesce a comprenderle e, perciò, ci
poniamo tre domande: ha avuto senso ricorrere? Le cose in questione ci hanno
insegnato qualcosa? Si poteva fare diversamente? Riteniamo che le risposte
lascino pochi dubbi. La possibilità di ricorrere al Consiglio Comunale è
prevista per ovviare a possibili abbagli, voluti e no, del Magistrato, a
garanzia di tutti, e soprattutto di coloro che vogliono un Barbarossa sempre
più bello e leale... per cose come queste proprio non ci pare il caso e,
oltretutto, che l’esito è scontato ce lo dovrebbe dire la logica. La stessa
logica che, in effetti, se ci fosse stata, avrebbe dovuto consigliare il loro
Quartiere a prendere preventivi provvedimenti autonomi... quindi è anche vero
che diversamente si poteva fare, o meglio che potevano fare. Certo se avessero
deciso da soli di tener fuori i due dai giochi per la prossima Festa, l’esito
pratico sarebbe stato il solito, ma almeno la faccia avrebbero fatto finta di
salvarla. Cosa che, invece, presentando il ricorso solo per il Monaci (almeno
così ci risulta) è andata, se vogliamo, ancor più al contrario… principi?
Macché, solo pragmatismo del più deteriore e ricerca esclusivamente
utilitaristica del proprio pro! “Chi è causa del suo mal, non se ne dolga”
recita un antico adagio e, se vogliamo, questa è la prima cosa che la vicenda
c’insegna… a guardarci bene ce lo dice anche più d’una volta! Ma la cosa che
più ci dovrebbe far riflettere, a nostro giudizio, come avevamo anticipato in
un’altra puntata della stessa saga, è l’importanza della decisione del
Magistrato, che non punisce semplicemente un comportamento scorretto ma cerca,
invece, un enorme salto di qualità verso la più giusta e, ci auguriamo,
proficua responsabilizzazione collettiva del comportamento dei singoli. E’
stata ricerca vana? Per quanto appena detto parrebbe proprio di si, almeno per
ora e in questo caso, ma l’insegnamento che tutti devono trarne, che è quello
di far parte di qualcosa che è un po’ più ampio del solo interesse
personalistico del Quartiere, se sarà recepito lo si potrà vedere solo in
futuro. Ovviamente noi ci auguriamo che sia così, e che le forze siano spese
per far più bella la Festa del Barbarossa anziché per discutere in diatribe
inconcludenti, fini a se stesse e sterili. Ma qui il discorso diverrebbe molto
più ampio, lo spazio manca, e non è il luogo adatto (magari è meglio in un
prossimo articolo) per parlare di tutto quanto si potrebbe fare e non si fa,
soltanto per la pigrizia di non volersi impegnare veramente a fondo. Però un
piccolo segnale positivo vogliamo darlo (sennò ci dicono che siamo pessimisti):
l’EAB sta preparando i nuovi manifesti e, a quanto pare, verranno veramente
belli: vedere per credere!