Ed eccoci al dopo: tutto quello che c’è da dire.

Tutto bene e niente da dire? Senz’altro non è così. O meglio, cominciamo subito con il precisare che l’edizione di quest’anno è stata una delle migliori ma che, come sembra logico e costruttivo, è necessario evidenziare alcune piccole pecche per potersi, poi, migliorare. Tra l’altro fra poco ci sarà un’altra Festa e l’occasione per non dimenticarsi nulla è quanto mai propizia. Partiamo dalle novità che si sono viste. Innanzi tutto gli stand messi su dai Quartieri: cosa senz’altro positiva, abbastanza ben riuscita sia dall’aspetto economico che da quello di immagine, quindi da riproporre. Portano via un po’ di tempo e di fatica, ma forse possono essere anche un buon motivo per avvicinare i sanquirichesi che si tengono un po’ in disparte dalla Festa. Ingresso da pagare solo per entrare in giardino: economicamente non c’è stato problema, tuttavia sarà bene focalizzare l’obiettivo di far accedere più gente possibile, magari eliminando qualsiasi spettacolo alternativo in quell’oretta e mezza. Infatti che senso ha pagare qualcuno (nel caso il gruppo di Suvereto) per farsi diminuire gli incassi? Voglio dire che, per chi viene da fuori, la scelta può essere fin troppo semplice fra uno spettacolo gratis ed uno a pagamento dove, oltretutto, l’esito delle gare non interessa affatto. L’incontro fatto sul sagrato della Collegiata è andato, in via generale, quasi bene e molto meglio di altre volte; per migliorarlo è necessario rimettere a punto i tempi di arrivo dei Quartieri e rivedere un po’ il nuovo monologo che fa il Mastro. A proposito di questa nostra critica, che appena fatta ha suscitato ire e polemiche, occorre puntualizzare che, in senso generale, l’idea di arricchire la rappresentazione con una performance prettamente teatrale, che spieghi cosa accadrà quando i personaggi avranno lasciato il nostro suolo, è apprezzabile, serve anche a chiarire la storicità dei fatti, ed è una strada da percorrere in futuro… magari tralasciando di focalizzare l’attenzione su Arnaldo da Brescia (presente fisicamente solo da pochi anni e che, proprio da questo ben si comprende, certamente non è il personaggio principale della nostra Festa) per metterla su Federico I e Adriano IV. Fra i dialoghi, poi, sarebbe bene evitare alcune cosette banali, che forse il pubblico in generale nemmeno nota ma che sono errori evidenti: tipo un Cardinale che giura o che non dice "anno domini" (anno del Signore – ndr) quando invece lo fanno gli altri, che ne hanno molto meno motivo! Tutte cose, come vedete, non trascendentali e che possono solo migliorare la Festa… senza bisogno di alterarsi se qualcuno, come prescrivono lo Statuto ed il Regolamento, li fa notare nelle sedi opportune in fase di verifica. Per la verità non è solo il Responsabile del Corteo che s’era alterato (poi calmatosi, almeno sembra, quando qualcuno s’è degnato di dare una lettura più precisa ai nostri appunti) ma anche i castellani. Perché? In effetti non è molto chiaro (forse erano ancora turbati dalla sconfitta degli arcieri) in quanto si era solo evidenziato che, per la seconda volta, facevano vestire bambini con meno di 5 anni. Il Prato, invece, ha accettato di buon grado gli appunti fatti e, anzi, il Vice Capitano addirittura si presentava disponibile a mettere da parte qualche inimicizia di troppo ed a collaborare per costruire un futuro più unitario che senz’altro farà bene alla Festa. Da parte nostra, mi sembra si possa dire senza tema di smentita, abbiamo cercato di discutere il meno possibile, di non reagire alle provocazioni (perché, se la "politica" del Quartiere è in un senso ben preciso, si può anche arrivare a "scusare" gli eccessi dei singoli), non chiedere sanzioni ma solo di poter puntualizzare le cose, affinché vi si ponga rimedio. Cioè passare sopra a tutto purché non ci si dimentichi, comunque, dei fatti affinché non succedano di nuovo. La cosa un po’ più grave, in questo senso, è che il Capitano del Prato non abbia fatto granché su questa strada ma, anzi, ha dato più di una volta l’impressione di fare l’opposto. Sarà stata solo l’impressione? Noi vogliamo sperare che sia così… d’altra parte "errare è umano ma perseverare è diabolico": ad agosto conferme e smentite. Sull’atteggiamento del Mastro, inoltre, un’altra precisazione: non pensiamo che alcuni episodi a noi contrari siano deliberatamente voluti, ma lo sanno tutti che è di fede prataiola, quindi non sarebbe meglio (anche per lui) starci più attento ed evitarli?