Diciotto brocche nel nostro scaffale.
Che ora siamo diventati maggiorenni lo abbiamo già evidenziato nell'edizione straordinaria uscita la sera stessa della Festa del Barbarossa (non era ancora finita la gioiosa sbandierata di ringraziamento in piazza che L'Urlo già veniva letto dagli astanti!), ma non possiamo non parlare ancora di questa diciottesima, desideratissima, vittoria. Negli altri numeri ci eravamo abbastanza sbilanciati sulle possibilità di un nostro nuovo cappotto, e chi ha visto le gare non potrà certo dire che avevamo torto a riporre la nostra fiducia nella bravura dei nostri due alfieri. Si sà che rimanere ai vertici è, spesso, più difficile che arrivarci, ma questa sconfitta, per Nicola ed Enrico, sarà il giusto stimolo per ritornarci il prossimo anno. Tanto che siamo a parlare di vertici potremmo ricordare, guarda caso, i nostri validissimi arcieri Andrea Dinetti e Gianluca Mazzantini che hanno saputo ripetere quanto fatto l'anno scorso. In questa edizione c'è stato chi ha dato loro più filo da torcere del previsto ma, alla luce dei fatti, ciò è stato più per una loro tendenza a complicarsi la vita (e a farci soffrire fino all'ultimo) che per il reale valore dei contendenti. E' vero che quando siamo sopra il palco entra in gioco un pò di emozione e le gambe ti tremano, ma era da più di due mesi che la parte blu del bersaglio dei Canneti era intatta. E poi c'è da considerare che non è così automatico avere la freddezza necessaria a vincere dopo una sbandierata andata male e, perciò, con la consapevolezza di avere su di se tutta la responsabilità di un anno di vita di Quartiere. "Quando il gioco si fà duro sono i duri che cominciano a giocare" e nessuno meglio di Andrea e Gianluca ha saputo interpretare questo assunto, dando ai Canneti la vittoria. Non scordiamoci che solo pochissimi (Monaci E., Casini C. e Marcucci R.) hanno saputo vincere la gara dell'arco per due anni di seguito, e nessuno lo aveva mai fatto come coppia... questo quale riprova del loro indiscutibile valore.