Pertini è del Borgo, Segni e Saragat castellani!

Carlo Azelio Ciampi è il nuovo Capo dello Stato… il 13 maggio 1999, alle ore 13.04: habemus presidentem! Ma che c’entra potreste giustamente dire voi? "Boh. mah, per me niente." Risposta giusta, infatti non c’entra niente. E non lo citiamo nemmeno per il classicissimo giochetto di parole "Piacere sono Sellone Ciampi, ecc. ecc." Vi ricordate il giochetto fatto l’anno scorso quando ripercorremmo la storia dei mondiali di calcio parallelamente alle Feste, vedendo cosa successe quando i due eventi si incontravano? Ecco, più o meno nello stesso modo, abbiamo cercato di fare un parallelo fra i vari settennati dei nostri Presidenti della Repubblica e la storia della Festa, così alla fine di quest’indagine virtuale potremmo dire quale Presidente ha portato più fortuna ad ogni Quartiere. Che bella cazzata, ci potreste ancora dire voi… ma che fantasia! Via dunque si parte alla scoperta dell’ignoto. Non andiamo a disturbare i vari De Nicola, Einaudi e Gronchi perché con loro non c’era ancora il Barbarossa. S’inizia allora con il sardo Antonio Segni, eletto il 6 maggio del 1962 al 9° scrutinio: ci sta poco più di due anni (si comincia a complicare i conti) perché si dimise per motivi di salute alla fine del 1964. In quel periodo 2 vittorie nell’arco al Castello ed 1 al Borgo; a noi dei Canneti l’unica sbandierata vincente. Il 28 dicembre 1964 viene eletto al 21° scrutinio Giuseppe Saragat, ed allora il Castello va a vincere ben 6 brocche, di cui 4 nelle bandiere, poi i Canneti ed il Prato con 3, 1 bandiera e due archi ciascuno, infine il Borgo con 2, 1 e 1. Sette anni dopo al Colle sale Giovanni Leone, eletto il 24 dicembre 1971 dopo 23 scrutini. Con Leone sia i Canneti che i Castellani, che i piazzatondari, raccattano 4 brocche ciascuno, tutte equamente divise fra bandiere ed archi; il Borgo segue con 2, 1 e 1. Andando avanti nel tempo si arriva a Sandro Pertini, 7° Presidente della Repubblica eletto l’8 luglio 1978 al 16° scrutinio. Questo è il periodo d’oro del Borgo che vince ben 5 archi ed 1 bandiera, per un totale di 6; poi il Castello con 3 bandiere ed 1 arco, il Prato con 2 bandiere ed i Canneti con 1 e 1. Eccoci a Francesco Cossiga che il 24 giugno 1985 (quindi subito dopo il Barbarossa di quell’anno) viene investito della carica al 1° scrutinio. Nell’era del "picconatore" 4 brocche per il Dragone biancoazzurro e per il torello biancoverde, 2 e 2 noi, 3 bandiere ed 1 arco a Piazza Tonda; poi il Castello con 1 bandiera e 2 archi ed il Borgo con 1 arco. Arriviamo quindi al periodo dell’ultimo inquilino del Quirinale, Oscar Luigi Scalfaro da Novara, eletto al 16° scrutinio il 25 maggio 1992. Settennato più fausto che non si può per i colori biancazzurri con ben 7 vittorie, divise fra le 5 bandiere ed i 2 archi. Più in giù, molto più in giù, il Castello con 4 archi, il Prato con 2 bandiere ed 1 arco, ed il Borgo con zero vittorie zero. Da tutto ciò si può dedurre che Scalfavo, il Presidente dalla erre che pare una vu, è, senza ombra di dubbio, un nostro contradaiolo; anzi ora che è disoccupato potremmo proporlo come nostro prossimo Capitano, sarà d’accordo Paolo? Il Prato in verità (non date la colpa a noi) non ha un Presidente tutto suo. Con Cossiga i biancoverdi hanno prevalso in coabitazione con noi, va beh, faremo un giorno per uno, mentre con Leone (da questo punto di vista è lui il Presidente più "super partes" di tutti) la condivisione è più ampia, visto che lo devono dividere con noi ed il Castello. I biancorossi di Porta ai Cappuccini invece hanno anche due Capi di Stato tutti per loro: Segni e Saragat. Infine eccoci al Borgo che si è accaparrato le simpatie del Presidente con la pipa Sandro Pertini. Ed ora via ad un nuovo capitolo della storia repubblicana, il 10°, e, fra poche settimane, un altro Barbarossa; allora dicevamo Ciampi è livornese, non è tanto alto, è espertissimo di economia, ha cinque lauree, ecc., ecc., ecc., a chi porterà più fortuna?