E Montese fa rima con sorprese...

Si, sorprese tante e tutte positive: accolti come Baggio nella vicina Sestola! Ma andiamo con ordine, ripartendo dalla telefonata giunta mentre eravamo a consumare il meritato spuntino. Per la verità l'approccio appariva abbastanza misterioso: chi può cercare sbandieratori alle otto di sera per il mattino dopo (non ci scordiamo che era Ferragosto) alle dieci? Dopo breve colloquio telefonico, e fra di noi, qualche perplessità (in fondo nemmeno tante) sull'opportunità d'andare a bischero sciolto in un posto che non si sapeva nemmeno dov'era, cinque prodi si decidono a rischiare. Il tempo di tornare a casa, disfare i bagagli e rifarli subito per il nuovo viaggio, consultate le mappe e deciso il percorso, i nostri alle dieci di sera partono praticamente all'avventura. All'arrivo a Montese, paesino di 3000 abitanti, ci aspetta l'Assessore appoggiato ad una panchina nel mezzo di piazza e, subito, ci porta al bar degli Orsi per chiarire quello che ci sarebbe da fare di fronte ad un bel boccale di rinfrescante birra. Comincia subito il giusto feeling: "ma che siete matti a cercare gli sbandieratori la sera prima?" - "perchè voi a venir su di notte saresti meglio?". Poi tutti a letto perchè è tardi e fra sette ore c'è da sbandierare... magari anche da provare per metterla su la sbandierata! Alle sette colazione, dove si fa la conoscenza di Felizino che aveva già scolato tre tubi di bianchino, e poi a provare. Alle dieci ha inizio il corteo con in testa Pippo (the voice), Roberto (flagmaster), Lorenzo (bacchette magiche), Guido (ex-ciruglia) e Valerio (er romano). Poi, in una piazza gremita di gente, Pippo e TB eseguono numeri d'alta scuola lasciando tutti i presenti a bocca aperta... poteva essere altrimenti? Finito il corteo ci s'avvia, fra un aperitivo alle scuole, uno dagli Orsi ed uno al Cerro, offerti dalle donne di Montese che non fanno altro che riempir bicchieri, al pranzo. A tavola avviene un gemellaggio spontaneo, dove il vino bianco ha la meglio sull'acqua, con gli amici di Montese, gente davvero simpatica, accogliente e socievole. L'abitudine a fare festa acquisita nelle tante cene della vittoria ci permette di reggere bene il colpo e di ripresentarci all'interminabile corteo pomeridiano in ottime condizioni. Ancora sbandierate per introdurre le corse di cavalli, e ancora cena e vino per far festa. E dopo cena ancora la stessa musica (non c'era verso di smettere di sbandierare), ma con la variante che il vino lascia il posto alla "sambuca al foco"... che sarà anche appiccicosa ma va giù bene. Ormai a notte fonda si visita anche l'Indio, ballereccio locale indigeno, famoso per il "tatanka", bevanda locale divisa in due bicchierini da bersi d'un fiato con una fetta d'arancio. Proprio in questo locale l'assalto delle montesine si faceva più pressante (per conoscere gli sbandieratori, cosa avevate capito?) e non c'era verso di non bere e di conoscere sempre nuova gente. Ma non erano solo le donne che si facevano avanti: anche qualche maschietto eccedeva nei complimenti, tant'è che uno di loro dovette esser prontamente fermato da TB con la frase "te sarai anche il Favi, ma a me un m'inculi!", divenuto lo slogan principe della serata. Ma non per tutti il finale fu questo: infatti una bella emiliana voleva in regalo la polo dei Canneti, ma la maglietta era in camera e così... vero Pippo? Una storia e un'esperienza veramente incredibili, dove ciò che avete appena letto non riesce a rendere a pieno l'idea, lo stupore per la calorosissima ospitalità di quella gente, gente bella, affabile e di cuore... bisognava esserci per capirlo. E noi, per poterlo capire ancora meglio, il prossimo anno saremo nuovamente fra di loro.