Piccoli Draghetti crescono....

Spesso veniamo accusati di essere troppo esaltati ed in verità non possiamo negarlo (non troppo però). Ma i motivi di questo nostro stato vanno ricercati negli innumerevoli successi degli ultimi anni (se non riuscissimo, per qualche malaugurata sventura, a vincere anche nel futuro prossimo non ne faremmo, certo, un dramma) e nella fiducia che ci è data dall'ambiente di vita cannetino. Fra riunioni e cene propiziatorie (pagate di tasca dai partecipanti - tanto per chiarire a tutti i contribuenti che non sprechiamo il loro denaro), forse utili anche ad allenare il nostro fegato alla sbornia generale in caso di vittoria, siamo arrivati quasi a giugno, e ci sentiamo galvanizzati dalla preparazione dei nostri alfieri ed arcieri, nonché, e soprattutto, dal rigoglioso fiorire del nostro vivaio. Dopo gli appelli fatti dalle colonne di questo giornale, infatti, alcuni giovani virgulti bianco-azzurri hanno iniziato, infatti, la loro preparazione per le future affermazioni. A riprova di ciò potrete ammirare, la mattina della Festa, due giovanissimi alfieri destreggiar già abilmente i loro vessilli. Come si può non pensare che nel futuro daranno immense soddisfazioni ai nostri colori ed acuti dolori ai fegati degli avversari? Tornando ai corsi preparatori, bisogna aggiungere che i due suddetti non sono i soli a godere delle attenzioni del "mastro di bandiere", infatti altri baby-alfieri stanno apprendendo i segreti dell'arte. Inoltre, sotto la guida del pluridecorato tamburino per antonomasia, altri baby-cannetini stanno iniziando a picchiettare la pelle del ciuco (la pelle, non le palle) per poter, al più presto, ritmare i rulli delle festose future vittorie. In ultimo gli arcieri (non certo per importanza): anche qui numerose adesioni, ma il Quartiere deve adeguatamente attrezzarsi per supplire alla mancanza di consoni materiali didattici. Ci pare di poter affermare che ci stiamo dando da fare perchè le tradizioni del nostro paese non muoiano ed invitiamo gli altri Quartieri a fare altrettanto, perchè non mancano i citti (scusa troppo spesso usata) ma la voglia di seguirli... e non lo diciamo tanto per dire, ma perchè siamo stati costretti a escludere quelli provenienti da colorazioni ambigue. Concludendo appare doveroso ritornare con la memoria a quegli anni (ormai ne sono passati quasi venti) dove esisteva il "Barbarossa dei citti", festicciola paesana nell'accezione più bella ed autentica del termine, che serviva a dare un senso ed un po' di gioia all'impegno dei futuri protagonisti della Festa dei grandi. Perchè non far rinascere questa piccola manifestazione? Crediamo che i Quartieri non ne potrebbero trarre che giovamento. Ma forse, nella foga di cercar di dare idee, ci siamo dimenticati della cosa più importante, della ragione per la quale finì: si vinceva sempre noi! Così come per le gare di atletica, il torneo di pallavolo, ecc, ecc.... che si continua con queste ripicche stupide o si cambia atteggiamento?