Considerazioni sull'anno che finisce

Anche quest'anno, il trentaquattresimo dall'era della Festa del Barbarossa, stà per concludersi e, com'è d'uso in ogni congregazione che si rispetti, arriva il momento dei bilanci. Non si tratta di scegliere "i grassi dai magri" o di confrontare le cose buone e quelle cattive, con i più e i meno per controllare se il risultato finale rimane sopra lo zero: con un po' di presunzione (forse) riteniamo che i meno non ci siano stati e, comunque, qualsiasi cosa si voglia obiettare, non è di questo tipo di bilancio che vogliamo parlare. Ma andiamo con ordine. Il 1995 è stato un anno più che positivo per il Quartiere di Canneti perchè, oltre che a portare a casa la vittoria numero 18, hanno avuto successo le altre attività che abbiamo intrapreso. In primavera infatti è nato il primo ed unico giornale contradaiolo (questo che state leggendo) e, nello stesso periodo, è nata anche la lodevole idea del restauro della Chiesina della Madonna di Riguardo che, con nostro estremo piacere, ha riscosso molti consensi da parte della popolazione sanquirichese. Fra riunioni ed allenamenti siamo infine arrivati al mese di Giugno. Per chi partecipa attivamente alla vita del Quartiere i giorni precedenti al Festa del Barbarossa sono giorni un po' diversi dagli altri; ci sono molte cose da organizzare e da perfezionare, ci sono da preparare gli addobbi per le strade, c'è da tenere a bada la tensione che sale di giorno in giorno. Finalmente è giunta la terza domenica (il 18, come le brocche, che sia un segno?), il giorno della Festa, che ha confermato la tendenza registrata negli ultimi anni; è continuato, infatti, il dominio dei Canneti (dal 1991 vincitori di 6 brocche su 10) e, in parte, del Prato (dal 1991 vincitori di 3 brocche su 10)........ non c'è stata, purtroppo, un'altra apoteosi ma, d'altronde, non si può fare cappotto ogni anno! I giorni seguenti sono stati occupati dalla preparazione della Cena e Festa della Vittoria, tenutasi in quel di Via Nuova il 1^ Luglio, che ha avuto al suo segno distintivo nella scenografia stratosferica (ormai quasi una tradizione, vorremmo aggiungere) degna di un grande regista. Dopo le vacanze estive l'organizzazione ha ripreso lentamente a muoversi, sono ricominciate le riunioni, si continua a predisporre e guidare il futuro del Quartiere, augurandoci che il lavoro sia fatto bene e nella direzione giusta, affinché anche il 1996 sia tinto di bianco-azzurro ed il Dragone urli ancora più forte. In conclusione parliamo più approfonditamente de "L'Urlo del Drago". Dieci numeri possono sembrare pochi o tanti, ma credo che nessuno di noi, quando nacque l'idea, avrebbe scommesso sul fatto che saremmo giunti a questo risultato. Vogliamo anche mettere nel conto l'impatto che abbiamo avuto nella vita paesana. Certo non abbiamo nè stravolto il paese, nè posto le basi di chissà quale rivoluzione, ma siamo certi che qualcosa di nuovo, nel nostro piccolo, lo abbiamo portato. Dopo i primissimi numeri eravamo considerati solo quattro strulli che giocavano a fare i giornalisti ed ora, invece, mi sembra che un minimo di legittimazione ci sia stata data. Con questo non vogliamo montarci la testa e/o considerarci giornalisti (lo spirito iniziale, quello dei quattro strulli, è bene non perderlo mai) ma vogliamo soltanto dire che oggi si parla di noi come una realtà che esiste e che, nel bene e nel male (a seconda delle opinioni personali di ciascuno), rappresenta l'opinione di una fetta della popolazione sanquirichese. Si usa dire "chi si loda s'imbroda", ma crediamo, come sempre, di non aver detto altro che la verità............. la nostra, almeno !!!!!