Cinque bravi ragazzi che insindacabilmente hanno riportato la ventesima Brocca degli Alfieri a Porta Nuova. A casa. Ce l’hanno fatta, hanno battuto gente forte, ma forte davvero come i vincitori delle due edizioni precedenti, e questo rende ancora più epica la loro vittoria. Hanno vinto con 9 preferenze su 11, insomma un dominio schiacciante. La loro è stata una delle più belle interpretazioni dell’arte della bandiera, l’eleganza che si unisce alla tecnica, la ricerca coreografica che si fonde con la fantasia. In una parola, la scuola cannetina che tante soddisfazioni continua a darci. Il tutto con un approccio mentale positivo e comunicativo, da Barbarossa. Altro che duelli o balletti.

Eccoli. Lapo è l’eleganza unita alla classe, al suo secondo successo dopo quello del

Lapo Giannelli incanta la platea

2015 (dopo un altro da alfiere di sostegno nel 2014), insomma il ragazzo di Via Nuova comincia a prenderci gusto. Quel colpo di mano a richiamare la folla, dopo aver ipnotizzato i giurati ricorda un duello cavalleresco, un arringare la sua gente come per dire “andiamo a prendercela questa brocca”. Tutti insieme. Il suo sorriso, la sua tranquillità, hanno aperto una breccia verso la conquista del Campo delle Armi.

Elia Ciolfi durante il singolo

Poi arriva Elia, il Junior del clan Ciolfi; la sfrontatezza e la spensieratezza in persona, al suo secondo anno in giardino compie l’impresa più bella. Bello carico, dinamico e sorridente, anche quando arriva con quattro bandiere davanti alla giuria, come se niente fosse, come per dire “passavo di qui, ma tanto ci siamo vi faccio vedere qualcosa di bello” Un perno del gruppo, perché per lui cresciuto all’ombra del Trabucco, è l’unione a fare la forza.

Il carismatico Alessio Ravagni

Ed ecco Alessio che nel 2014 vinse da terzo e quarto. Ma stavolta è diverso, stavolta questa vittoria l’ha voluta in tutti i modi, con tanto impegno, tenacia ed abnegazione. Ma quando va in giardino ecco il ‘personaggio Alessio’: il suo carisma, quel sorriso beffardo di chi la sa davvero lunga che si nasconde dietro quel baffetto da uomo che non deve chiedere mai. Batarino è una garanzia per i compagni.

Pier Giovanni ‘iceman’ Volpi

Ladies and gentleman ecco a voi Pier Giovanni. E’ il caso di dire ‘the last but not the least’, l’ultimo ma non il meno importante, ovviamente. Perché fra i ritratti da ricordare di questo successo c’è proprio lui. Una favola nella favola, l’esordiente che è diventato campione, in soli 7 minuti e 20 secondi, impassibile qualunque cosa gli accada intorno. Piergio è un ragazzo d’oro, che per arrivare in giardino a difendere i colori del dragone si è fatto davvero un grande mazzo; e subito è riuscito a portare a casa la Brocca. Una favola a buon fine, tanto che quella brocca non l’ha lasciata un secondo per tutta la sera, al massimo, buono com’è, c’ha fatto bere qualcuno, ma solo persone di fiducia. Bravo Piergio ti sei meritato ogni millimetro di questo trionfo, continua sempre così e intanto goditi questo momento di gloria.

Jacopo Bensi, il tamburino

No che non lo dimentichiamo, Jacopo, tranquilli. Il tamburino è uno dei tanti ruoli che svolge nel Quartiere perché lui, quella voglia di vedere i suoi Canneti fare le cose per bene, ce l’ha da quel lontano 1996, quando suo babbo Enzo lo portò in piazza a festeggiare la brocca degli alfieri appena conquistata. Quel giorno Jacopo aveva una camicina a maniche corte a quadretti, ma lo sguardo vispo e quel sorrisetto erano quelli di oggi. Come quello che ha fatto domenica scorsa davanti alla giuria alla fine della sbandierata: ha inclinato la testa e quella smorfia che parlava da sola, per dire “stavolta ce l’abbiamo fatta ragazzi”. Per lui è il secondo successo da tamburino dopo quello del 2015.

E per Jacopo e Alessio una storia di padri che arricchisce questa vittoria: Enzo e Franco infatti vinsero insieme il Barbarossa 1983 a ruoli invertiti, il babbo di Jacopo faceva l’alfiere e quello di Alessio il tamburino (LEGGI).

Ogni vittoria del Barbarossa, insomma, nasconde aneddoti, ritratti, curiosità e storie da raccontare e da tramandare. E’ di queste storie che il nostro presente si alimenta; storie di bravi ragazzi, come Elia, Lapo, Alessio, Pier Giovanni e Jacopo. Grazie ragazzi!