Quando sembrava un Barbarossa andato liscio, c’è stato chi ha voluto far notare la propria stupidaggine con un atto di vigliaccheria e vandalico in piena regola.

Durante la rappresentazione della rievocazione storica di domenica pomeriggio, i Canneti per conto dell’Ente Autonomo Barbarossa (EAB) hanno interpretato il popolo. Per poter portare materiale in Piazza Chigi – tavolo e sgabelli in legno, tini per l’acqua, spade ed armature, ed altri oggetti di scena – è stata utilizzata un’auto privata (una Peugeot Ranch) che con un permesso concordato con la polizia municipale è rimasta parcheggiata al Pratino (ovvero dietro a Palazzo Chigi) fino alla serata di domenica. Quando il proprietario è andato a riprendere il mezzo, il vetro anteriore del Ranch è stato trovato spaccato in due, probabilmente colpito da un oggetto appuntito (guarda caso colpendo proprio all’altezza della scritta Canneti). Un bel danno insomma, visto che il vetro sarà da sostituire completamente. Forse ‘l’unica colpa’ è stata quella scritta “Quartiere di Canneti” sul cruscotto, un pass un po’ troppo audace in giorni di Barbarossa.

Ad oggi, sia il proprietario dell’auto né il Quartiere di Canneti non conoscono l’autore o gli autori dell’atto vandalico. Ricordiamo sempre che l’auto era parcheggiata al Pratino per svolgere un servizio per l’EAB, ovvero per l’intera Festa del Barbarossa. L’area in cui è accaduto il fatto può far pensare a motivi o a rancori di Barbarossa, ma non siamo quelli che tirano le conclusioni di pancia e fanno i moralizzatori. Come è invece successo un anno fa, quando l’equazione bandiera del Castello bruciata in Via Nuova, uguale “sono stati i Canneti” è venuta automatica. In quel caso tutti giustizialisti: “sono sempre i soliti dei Canneti” e così via, film già visti. Oppure sempre lo scorso anno quando si è raccontato di vere e proprie risse da saloon fra cannetini e prataioli e cazzotti durati ben cinque minuti (5!!! ci rendiamo conto) che se fossero successi davvero si sarebbero visti denti e sangue per terra. Invece ci furono quattro spintoni e un po’ di adrenalina post Festa, che rientrano nella normalità. Anche in quel caso tutta una schiera di buonisti e di giustizialisti, scesi in campo per sputtanare quello o quell’altro, singoli o Quartieri interi. Molti di questi, è bene ricordarlo, senza essere stati presenti, senza sapere cosa era accaduto, senza avere mai fatto vita di Quartiere. Ma le sentenze furono sparate lo stesso. Stavolta no, un’auto spaccata nel silenzio generale. Ma non è forse che a San Quirico si è buonisti o giustizialisti a colori alterni?