Benvenuto al neonato "Il Buratto". Non è nostro costume trattare argomenti non strettamente attinenti alla Festa del Barbarossa ed ai suoi dintorni (ce ne scusiamo con i nostri lettori) ma, essendo chiamati direttamente in causa, non senza un malcelato orgoglio, facciamo uno strappo alla regola per commentare l'uscita de "Il Buratto". Come si può capire l'orgoglio deriva dai complimenti che ci vengono fatti e dall'essere citati, addirittura quasi ad esempio, nell'articolo d'esordio del suddetto. A tal proposito ci scusiamo con loro per averne parlato in terza pagina, ma le nostre esigenze d'impaginazione non consentivano altrimenti. Era nostro auspicio che qualcuno ci copiasse e, anche se speravamo lo facesse qualche altro Quartiere, non possiamo che complimentarci con Leonardo & C. per il lavoro che hanno intrapreso. Purtroppo non potremo sempre avere un dialogo diretto con "Il Buratto" perchè loro, almeno da quello che traspare dalla lettura dei primi numeri, affrontano molteplici argomenti (noi solo e soltanto, come detto, Barbarossa e simili) e li affrontano da un punto di vista, per noi, troppo "politico"; questo non vuol dire che siamo contrari, o favorevoli, alle idee che sono espresse, ma deriva dal fatto che è sempre stata nostra intenzione tenerci fuori da tutto ciò. Naturalmente questo non ci impedirà di sostenere, o avversare, le varie iniziative che questo nuovo aperiodico porterà avanti, sempre però restando su temi a noi familiari; qualcosa del genere credo ci sia anche in questo numero. Siccome, come dicevamo, ci sono stati fatti tanti complimenti (a dire il vero non immaginavamo di esser così ganzi) e, comunque, siamo nati un pò prima di loro, passiamo a dare qualche consiglio di "buon vivere" ai neonati colleghi, condito con nostre personalissime impressioni. Innanzi tutto la firma degli articoli: noi siamo un chiaro "Organo Ufficiale", di "evidente partigianeria contradaiola", e tutto ciò che scriviamo rispecchia questo: è più che naturale che nessuno firmi gli scritti. Ma "Il Buratto" no, non è espressione di un gruppo ben definito di persone (vanno bene anche i branchi di matti come noi, purchè si capisca bene chi siamo), perciò è più che indispensabile qualificarsi, evitando anche l'uso degli pseudonimi...... per noi ignoranti l'unico Jordan è quello che gioca a basket. Sul contenuto dei singoli articoli non possiamo, per ovvi motivi, esprimerci (tra l'altro tutte le verità, o le falsità, che quotidianamente si scrivono, o si leggono, dipendono esclusivamente, a nostro giudizio, dall'onestà intellettuale di chi scrive o legge) ma vogliamo parlarne in linea generale. Quando si è "partigiani", come noi, si diventa un facilissimo bersaglio alle critiche, ma può essere altrettanto facile controbatterle perchè basta dare qualche segno d'impegno concreto... e, nel nostro ristretto universo barbarossiano, non è cosa impossibile. Se invece non ci si schiera, o lo si fa mettendosi dalla parte "di tutti", si rischia di stare troppo sopra le righe, assumendo, agli occhi dei più, la funzione di "giudice", che è una funzione non facilmente sostenibile perchè razzolare bene non è così facile, per ognuno di noi, come predicare. Tra l'altro "i più" di cui dicevamo non aspettano che di trovare un giudice sulla loro strada perchè, è quasi scientificamente provato, che non c'è cosa più facile che criticare chi deve decidere: qualcuno scontenti sempre di sicuro. Naturalmente questi piccoli appunti non sono riferiti direttamente a quanto apparso nei primi numeri de "Il Buratto", ma sono divagazioni sui rischi nei quali si può incorrere se si scive, dettati anche (purtroppo o per fortuna non saprei dire) dall'esperienza fatta..... comunque non preoccupatevi mai delle critiche che, di sicuro, vi faranno perchè, anche questo è ormai risaputo, l'occupazione preferita di chi non fa mai niente è quella di criticare coloro che qualcosa tentano di fare. |
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