E Federico nel 1155 passò da noi. ma poi? La Festa del Barbarossa, come tutti sanno, rievoca l'incontro fra l'Impero ed il Papato avvenuto nel nostro paese nel 1155. Qui si discusse dell'incoronazione di Federico da parte di Papa Adirano IV, in cambio della testa di Arnaldo da Brescia, ecc. ecc.... non ci dilunghiamo, ma gli antefatti e quello che accadde dopo sono sempre giustamente tralasciati; diciamo giustamente perché la nostra Festa non è certo la rievocazione della storia del XII secolo ma solo di quell'episodio. In ogni caso ci sembra giusto dare un'infarinatura su quello che i personaggi rappresentavano e sulla loro storia personale, partendo proprio da chi erano. Federico di Hohenstaufen, figlio di Federico il Losco (II Duca di Svevia) e di Giuditta di Baviera, era nato fra il 1120 ed il 1126 (probabilmente nel 1123, ma non è certo), era diventato a sua volta III Duca di Svevia nel 1147 alla morte del padre. Nel 1149 sposa, per ragioni politiche, Adela di Wohburg che è più vecchia di lui e, a quanto si dice, anche bruttina. In quegli anni è uno stretto collaboratore dello zio, l'Imperatore Corrado III, ed alla morte di quest'ultimo, avvenuta nel 1152, viene designato alla sua successione. In quel momento sul trono di San Pietro siede Papa Eugenio III, che capisce immediatamente che il nuovo Re porterà cambiamenti al Concordato di Worms, ormai vecchio di trent'anni; infatti egli si prodigò subito nelle trattative che poi portarono alla stipula del Trattato di Costanza del marzo 1153. Sempre in quell'anno Federico divorzia da Adela e, nel luglio, Eugenio III muore, ma non prima di aver designato il senese Rolando Bandinelli a Cancelliere della Chiesa Romana. Il nuovo Papa eletto è Anastasio IV, ma dura poco: morirà nel dicembre del 1154 lasciando il posto a Nicolò Breakspear, unico Papa inglese della storia, che prenderà il nome, per noi famoso, di Adriano IV. Adriano era diffidente nei confronti di Federico, ma la situazione a Roma era piuttosto irrequieta in quanto il frate eretico Arnaldo da Brescia arringava le folle con il beneplacito del Senato ed il Papa, che era praticamente costretto a restare sempre dentro alla città Leonina (l'attuale Vaticano e Castel Sant'Angelo), aveva interdetto la città, nella quale perciò non potevano celebrarsi cerimonie religiose. Questo stato di fatto portò ulteriori disordini, sfociati nel marzo del 1155 nella uccisione del Cardinale Guido di Santa Prudenziana, ai quali seguì la cacciata di Arnaldo, da parte dello stesso Senato, che si rifugiò nello staterello toscano degli Aldobrandeschi. Nel frattempo, dal mese di ottobre del 1154, Federico ha iniziato al sua prima discesa in Italia e, dopo lo svolgimento della Dieta di Roncaglia, nonché qualche scontro che portò alla distruzione di Asti e di Tortona, in aprile venne incoronato Re d'Italia a Pavia. Fatto questo egli si fermò brevemente a Bologna e poi riprese a discendere verso Roma, suscitando nuovi timori in Adriano IV che, per questo, inviò l'ambasceria cardinalizia a fargli riscontro. E qui avvenne l'incontro a San Quirico nei primi di giugno, probabilmente il 4 o il 5. Allo stesso tempo il Papa lasciava Roma alla volta di Viterbo perché voleva esser certo che l'esercito imperiale ci arrivasse con i giusti propositi, cioè quelli di riconsegnare la città a lui e non di conquistarla. L'incontro andò bene, meglio di quanto ci si sarebbe aspettati, tant'è che il Papa non era neanche giunto a Civita Castellana che seppe che Federico era già a Acquapendente, con tanto di Arnaldo da Brescia prigioniero al seguito (non c'era stata difficoltà a farselo consegnare dai Visconti di Campiglia). Fu deciso allora di incontrarsi a Sutri e qui, l'8 o il 9 giugno, i due si videro in faccia per la prima volta ed avvennero i primi screzi fra loro; infatti Federico non si attenne al cerimoniale classico e gli rifiutò lo "stator", cioè la formalità di reggere la staffa al Papa mentre smontava da cavallo. Questi dev'essersi senz'altro irritato, ma non lo diede a vedere, quando poi Federico si chinò per baciargli il piede fu lui a rifiutargli lo "osculum pacis", cioè il gesto di sollevarlo e baciarlo. Nonostante questi intoppi formali i due si diressero poi insieme a Roma (potenza della necessità politica) ed il 18 giugno avvenne l'incoronazione. non senza altri problemi. Sempre a Sutri un'ambasceria lì inviata dal Senato romano, aveva offerto a Federico la corona di Imperatore, ma egli aveva sdegnosamente rifiutato perché la voleva dal Papa. Roma quindi non poteva ritenersi tranquilla nemmeno allora e, infatti, la cerimonia avvenne in fretta e furia, di sabato anziché di domenica come invece imponeva la tradizione, e abbreviando il rito. Ma questo, forse, faceva ancora parte dei dissidi fra i due, non volendo entrambi dare l'impressione di essere da meno dell'altro. Durane il successivo banchetto, poi, un drappello di romani tentò di entrare nella città Leonina e assaltò i commensali: Federico fece poche storie e massacrò gli attaccanti, ma era fin troppo evidente che la situazione era molto tesa. Data l'assoluzione alle truppe imperiali che avevano ucciso le sue pecorelle (Roma era pur sempre la Diocesi del Papa) Adriano e Federico lasciano Roma alla volta della più sicura Sabina e celebrarono insieme la festa di San Pietro e Paolo a Ponte Lucano, sull'Aniene anziché sul Tevere. Fu in quel giorno che Arnaldo venne consegnato al suo carnefice e la sua esecuzione sembrò più una ripicca per quello che era successo, invece che un atto già deciso in precedenza. Poi Federico ripartì alla volta della Germania, ma gli scontri con il Papato non finirono certo lì, anzi questi si intensificarono con il successore di Adriano IV, che fu proprio quel senese Rolando Bandinelli che avevamo incontrato prima (che ebbe dissidi con Federico già dall'ottobre del 1157, quand'era sempre Cardinale, alla Dieta di Besançon), e che dal settembre del 1159 prese il nome di Alessandro III, regnando per i successivi 22 anni. Infine manca all'appello Beatrice di Borgogna, la sposa di Federico che lo affianca nella nostra Festa: egli la sposò, in realtà, nel 1156, quando lei aveva circa vent'anni e lui dai dieci ai quindici di più, ma a quanto ci dicono le cronache la loro unione, pur cominciata come matrimonio eminentemente politico, fu anche un forte legame d'amore. |
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