Cronaca di un fine settimana del maggio 2002

Ma che sei strullo? Come si fa a mettere in piedi un affare così?. Non ricordiamo se erano state davvero queste le precise parole con le quali si commentò la prima idea, nell'autunno del 2001, di fare una riunione di gruppi, ma certamente il senso era quello. Poi ne parli un po' più a fitto, c'è chi butta giù un programmino di massima, fatto più di intenzioni che di fatti concreti, e piano piano c'è chi si dice disponibile ad affrontare il sacrificio, sperando di convincere anche gli altri. Prendi i primi contatti ma non sai che tipo d'interesse susciterai, speri in risposte concrete a breve, perché la macchina organizzativa (molto disorganizzata perché alla prima esperienza) deve partire nei tempi giusti. Ma com'è ovvio le risposte non arrivano mai al momento giusto, i problemi sembrano aumentare invece che diminuire, e arrivi alla riunione fatidica, a dover decidere se andare avanti o no, con la coscienza che dopo non potrai più tirarti indietro. più che il coraggio ha il sopravvento la temerarietà e, forse, la paura di deludere gli altri più convinti (siamo o non siamo stati tutti uniti, in ogni caso?), fatto è che si decide per il si! E arrivano le prime delusioni perché il gruppo in cui contavi di più fa lo spocchioso, scimmiotta parenti ben più blasonati, dimostra di non aver capito, purtroppo, lo spirito dell'idea. Manca anche il nome da dare alla festa e, come quando nasce un pargolo, sembra che tutto sia chiaro e deciso, ma niente suona bene, niente rende l'idea completamente, ci vuole qualcosa di semplice che però non vuol uscire fuori; alla terza serata passata e pensare ecco che quelle due paroline che abbiamo sempre in bocca, come per incanto, si mettono insieme: "il Bianco e l'Azzurro". volevate qualcosa di più significativo? Credo non fosse possibile. E si riparte a cercare collaborazioni, a spiegare intenti, a cercare di convincere delle nostre convinzioni (ma saranno poi tali?) quelli che son più titubanti. Tutto sembra a posto e cominci a fare i conti con quello che ci vuole: ti accorgi subito che la gente manca, che siamo quelli che siamo e che se non fai come il "Circo Super Splendor" (ad ogni numero cambi il nome all'unico artista) non caverai un ragno dal buco. pazienza, unus sed draco, vorrà dire che si trotterà di più! Mancano tre giorni, le previsioni meteo sono disastrose, i problemi aumentano ancora, ti vengono in mente anche tutte le cose che non avevi previsto e che ci sono ancora da fare; il venerdì sera il ritardo è quasi palpabile e il nervosismo, di pari passo, aumenta. ma rimandi tutto al giorno dopo, tanto lo sai che per poterti riposare devi aspettare ancora tre giorni! La mattina riprendi guardando il cielo che non si capisce che cosa voglia fare, cominciano ad arrivare gli ospiti, qualche ritocco dell'ultimo minuto e parti con il primo appuntamento che è in programma: la conferenza. Poca gente secondo alcuni, ma una quarantina di persone per eventi del genere a San Quirico sono un record. anzi, se la memoria non c'inganna, solo un paio di volte c'è stata più gente ad una conferenza, quindi tutto ok, è andata. Poi la gara fra i giovani allievi dello Scé Quiric e lo spettacolo degli arcieri, sotto un cielo che non ha ancora deciso se rovesciarsi su di noi... ma ci da tregua per un paio d'ore, fino a quando lo stand è tutto pieno e tutti al coperto. La prima serata è terminata, ma la gioia non può ancora uscire fuori perché già domani c'è l'incognita più grande: se piove dove si mettono 150 persone con i loro costumi? La mattina sembra bella e le preoccupazioni passano in secondo piano per le cose che devi ancora fare: accogliere i gruppi, portarli a Bagno Vignoni e per il centro storico, a fargli vedere il nostro paesello. Poi il pranzo, quattro chiacchiere fra amici che s'incontrano ogni tanto, le novità del frattempo, ecc. ecc. e tutti a prepararsi per sfilata e spettacolo. S'alza il vento, darà noia alle bandiere, ma è meglio dell'acqua. comunque con puntualità svizzera s'arriva in piazza, inizia il tripudio dei due colori che segnano la giornata, ogni gruppo da il meglio di se, e lo spettacolo pare gradito dalle centinaia di persone che affollano la piazza (forse un palcoscenico troppo piccolo, ma mai era stato così pieno zeppo). Già, lo spettacolo, mai provato tutti insieme, mai visto tutto di fila per capire se quello che noi ci immaginavamo sarebbe stato proprio così nella realtà. e nonostante tutto questo c'è chi ci ha chiesto come si fosse fatto a provarlo senza che nessuno se ne accorgesse: ma allora vuol dire che è venuto bene! Comunque il merito di questo non è certamente solo nostro ma anche, e soprattutto, degli amici del "Poggiolo" di Montepulciano (che dire della botte? e del vino che hanno dato in omaggio a tutti?), dei "Lunghi Archi" della Repubblica di San Marino (che lasciati da parte i longbow ci hanno deliziato con balli e combattimenti, e addirittura ci hanno omaggiato recando l'insegna della Repubblica, a noi, piccolo Quartiere d'Italia), di "Santa Maria al Pozzolo" di Cerreto Guidi (tanto bravi da farci sopportare anche il labaro verde che li accompagnava) e dell'Associazione "William Wallace" che purtroppo, a causa del malore improvviso di un suonatore di cornamusa (gli altri suoi amici non sono venuti da soli) non ci hanno potuto trasportare nel mondo dei suoni del nord. Ci è dispiaciuto di questo inconveniente ma, in fondo, come tutte le altre piccole cose non andate alla perfezione, non ci è sembrato che il pubblico ne abbia risentito più di tanto. D'altra parte era la prima volta e qualcosa di non perfetto doveva pur esserci: non siamo mica marziani! Poi la gioia di tutti all'uscita di Porta Nuova, lo scambio di doni e reciproci complimenti. il lavoro ricomincia poi allo stand, per sfamare ospiti e spettatori. Dopo un po' riecco anche la pioggerella, con un breve gocciolare che è più un saluto che una noia, quasi a dirci che anche lassù qualcuno ci ha voluto bene. Passata la confusione è il momento delle chiacchiere prima interrotte dallo sfaccendare, sembra quasi che il letto non ci voglia accogliere, ma poi la stanchezza prende il sopravvento e l'appuntamento è per il giorno dopo, a rimettere tutto a posto. Peccato che sia già tutto finito... ma è andato bene, tutti sono contenti, e tanto fra un mese ci risiamo, no?

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