Il Bianco e l'Azzurro.visto il giorno dopo Qualcuno forse si aspettava un Urlo speciale per la nostra festa, ma non l'abbiamo fatto: il tempo era poco e le cose da fare erano tante. ma non è questo il motivo dell'assenza: la realtà è che abbiamo reputato, dal punto di vista pratico, che non ce n'era bisogno. Ci spieghiamo. Per il programma delle giornate, i vari appuntamenti, c'era l'apposito depliant che illustrava, anche, tutti coloro che ci hanno permesso con il loro aiuto, sotto varie forme, di poter offrire a tutti i sanquirichesi (o a quelli interessati almeno) alcuni momenti d'interesse. Parlare più approfonditamente dei Canneti e della loro storia, allora? I sanquirichesi la conoscono già, quelli che sono intervenuti da fuori paese, qualora interessati, l'avevano già potuta apprendere dal nostro visitatissimo sito (circa 500 contatti nei giorni precedenti): a che scopo? Fare un doppione? Dimostrare quello che sappiamo fare? Stigmatizzare le assurde polemiche sentite di recente contro tale evento? Tutte cose che non ci interessavano e che non ci interessano; dispiace però constatare che i consueti detrattori non hanno avuto nemmeno il pudore, non dico di ammettere gli errori (fantascienza!), ma almeno di farsi vedere in giro. Per noi riuscire ad organizzare quest'evento (ora possiamo dire d'esserci riusciti) è stato accettare una sfida in cui avevamo solo da perdere e che invece abbiamo vinto, usando i mezzi nei quali da sempre crediamo: impegno, impegno e impegno. Non vogliamo citare i nomi dei cannetini che si sono dati da fare perché, come sempre, aldilà dei meriti e del tempo che ognuno ha profuso, è stato l'intero popolo dei canneti a fare quello che è stato fatto! Certamente c'è anche chi ci ha dato una mano dal difuori e, oltre al Comune che ci ha concesso il patrocinio, la sala per la conferenza e la palestra per far cambiare gli ospiti, ringraziamo pubblicamente il Quartiere Borgo per aver esposto la bandiera in segno di saluto di fronte alla Chiesa di Santa Maria, le Forze dell'Ordine che hanno consentito lo svolgimento senza intoppi delle giornate, Giulio Ferretti e Alessandro Generali che (pur non essendo cannetini) ci hanno prestato l'impianto di amplificazione e la loro maestria nell'usarlo, nonché tutti coloro che hanno amichevolmente assalito il nostro stand nelle due serate pur appartenendo ad altri Quartieri. E ringraziamo, infine, tutti quelli (e sono tanti, credeteci) che con i loro complimenti e felicitazioni ci hanno fatto capire che quel sogno, nato dentro di noi nell'ultimo inverno, eravamo riusciti a realizzarlo; basterebbe solo una frase, che citiamo, a ripagarci di tutto: "Non seguo più il Barbarossa perché sono vecchia, ma il tripudio di bandiere e la bellezza della sfilata mi ha fatto lasciare la finestra e scendere in piazza: San Quirico ha bisogno di queste cose". Siamo d'accordo. |
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