Per chi sa sempre tutto: l'apologia del dubbio. Siamo ormai abituati a convivere con coloro che posseggono la "scienza infusa", come si suol dire, e perciò non ci facciamo nemmeno più caso a tutte le dicerie che sentiamo in giro, alle spiegazioni "vere e reali" che questi pensatori provetti scoprono dietro ad ogni discorso ed iniziativa. In fondo è perfino simpatico e divertente ascoltare queste cose e, prendendo spunto da un breve scritto che abbiamo casualmente ritrovato fra le cose messe in disparte per l'occasione giusta, eccoci a parlarne in tono, ci auguriamo, scherzoso. Da parte nostra, anche se può sembrare diversamente, possiamo dire che i dubbi sono sempre molti di più delle certezze. ma non per filosofeggiare gratuitamente, solo perché chi non ha dubbi finisce per battere il grugno nelle false certezze di cui era convinto. E poi avere dubbi vuol dire porsi delle domande, e porsi domande è l'unico modo per tenere impegnato il cervello e non farselo atrofizzare dalle troppe certezze. Ma veniamo allo scritto di cui si diceva sopra per rileggerlo insieme: "E' vero che l'apparenza inganna? Forse è vero solo a metà, solo apparentemente... in apparenza, l'apparenza inganna. L'inganno dell'apparenza non è un vero inganno, è un inganno solo apparente. O m'inganno? Non si può mai stare tranquilli, non si può mai essere sicuri di nulla... almeno in apparenza. In realtà, Einstein ha insegnato che l'inganno dell'apparenza è un inganno solo apparente e che, alla luce di nuove conoscenze, si possono raggiungere anche delle certezze. Il cammino della conoscenza è lungo e difficile, in apparenza, perché apparentemente è disseminato di trappole: le trappole dell'inganno che, in quanto tali, sono trappole solo apparenti. Solo il dubbio può essere un buon compagno di strada, perché il dubbio non cade facilmente nell'inganno. E' necessario fare amicizia con il dubbio, viverci bene insieme, allegramente. E' solo apparentemente che il dubbio è angosciante, ma in realtà il dubbio è sereno, divertente, scherzoso, gioviale... ed estremamente sicuro di sé... almeno in apparenza. Ad ogni modo le storie che raccontiamo contengono più dubbi che certezze, più apparenze che inganni, più allegria che angoscia... almeno in apparenza... e se non m'inganno!" E' ovvio che non l'abbiamo scritto noi anche se sembra adattissimo a quello che dicevamo introducendolo: sennò che s'era scelto a fare? Dunque, cari "sottuttoio" che non mancate di deliziarci la vita con le vostre verità, fate uno sforzo ed imparate ad avere un po' di dubbi. mica tanti, quanto basta a non voler apparire ridicoli oltre il lecito. E in ultimo, chi ha scritto questo pezzo? Facciamo come se fosse una specie di concorso e provate ad indovinare il nome del "filosofo" che ci ha ispirato. mah... |
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