LEX, DVRA LEX, SED LEX (2° puntata) Era inevitabile dover riparlare del "fattettaccio bbrutto der Campo delle Armi", per dirla alla Gadda. Così come avevamo previsto da più parti (senz'altro troppe) s'è tentato di sminuire il tutto e di far passare i nostri ragionamenti come livore anti Prato. E' normale che sia così, che non si voglia parlare della realtà ma si voglia modificarla a pro delle tesi difensive. Perché è normale? Perché la realtà di quei fatti è ovviamente indifendibile. perciò "cerchiamo di dare una visione diversa", più scusabile. O, meglio ancora, cerchiamo di parlare d'altro. Così s'è cercato di parlare di cosa aveva scritto L'urlo, ma non dei contenuti veri, bensì di quelli presuntivamente nascosti, tralasciando la sostanza. Purtroppo la nostra "penna infelice" non ci permette quasi mai di usare mezze parole, di far capire e non far capire: noi siamo per dire ciò che c'è da dire direttamente. e ci scusiamo se, contrariamente alle nostre intenzioni, qualcuno si sia sentito offeso. D'altra parte abbiamo sempre sostenuto (e ci pare d'averlo anche dimostrato) la nostra fedeltà a Statuto e Regolamenti, quindi anche alle decisioni del Magistrato, senza mai far guidare le nostre parole dalla convenienza del momento, dai rapporti umani o d'interesse che si possono avere con le persone oggetto del discorso. La cosa che più ci ha sconcertato in questa vicenda, infatti, è stata proprio la commistione che alcuni hanno fatto fra gli avvenimenti e coloro che vi hanno partecipato, in maniera da poter stare, una volta di più, al tranquillo riparo dei successivi "io che avevo detto?", senza l'onta (da loro ritenuta tale) d'aver preso una posizione che non gli permetta di cadere sempre in piedi. Noi no, noi s'era detto già come si pensava, chiaro e tondo, senza possibilità di confusione su quello che era il nostro pensiero! E per non dar adito a fuorvianti interpretazioni s'era anche messo per scritto. Indubbiamente, agli occhi di qualcuno, questa è una gravissima colpa, ma non c'importa. Poi il Magistrato ha preso le sue decisioni ed emesso le sanzioni che ha ritenuto più opportune, e noi le accettiamo. Certo, le decisioni non sono proprio quelle che prospettavamo, ma ogni sanzione è fatta da due elementi, la pena e le motivazioni, e siccome le seconde pare che chiariscano le prime, ecco che riteniamo accettabile quanto deciso. Infatti se la squalifica del Melani è stata di 18 mesi e quella del Monaci, provvisoriamente, di soli 8 mesi, ciò trova senso nelle motivazioni a quest'ultima: decidere prima dell'uscita di S.Stefano, appurare con successivi colloqui (fino a quel momento impossibili) il suo reale coinvolgimento, attendere le decisioni (chiaramente e formalmente sollecitate) del loro Quartiere in merito. Il rapporto con quanto inflitto a suo tempo al Ciolfi? Per certi versi potrebbe sembrare esserci sperequazione fra le due cose, e forse c'è, ma riteniamo che il cammino intrapreso dal Magistrato, dando a lui fiducia ancora una volta, sia credibile e sostenibile. Infatti, se la squalifica del Ciolfi per un anno durava in realtà solo due giorni, è anche vero che fu costretto a saltare una gara. Così come farà il Melani, benché la sua inibizione durerà fino a sei mesi dopo la prossima Festa, e così dovrebbe comunque essere per il Monaci. In un certo senso la decisione è piuttosto innovativa perché rimette, preventivamente, nelle mani della dirigenza del Quartiere l'obbligo di provvedere contro il comportamento dei suoi adepti; indubbiamente ciò comporta un salto enorme di qualità verso la vera responsabilizzazione collettiva del comportamento dei singoli, e ciò è ancor più chiaro nell'inciso circa le future multe per eventuali reiterati comportamenti scorretti. Il neo di tutto questo è che si basa sulla presunta, e sperata, correttezza ed eticità di comportamento di chi, secondo noi, doveva altresì essere sanzionato. ma dire cosa succederà equivarrebbe a processare le intenzioni, non sperare nella saggezza altrui equivarrebbe a non dar fiducia alla redenzione E poi visto che i sostenitori verdi, in poco più d'un anno, sono più che triplicati (da 72 ad oltre 230, le fonti sono le loro), perché non augurarci cambiamenti? Tornando all'attualità, invece, pare poco corretto continuare a prestare i tamburi dell'E.A.B., senza dirlo al Consiglio nemmeno stavolta, al solito gruppo senza nome nel quale il Magistrato sa bene che sbandierano i due sanzionati di cui sopra... |
Quartiere di Canneti via Simone Martini, 37 Tel. e Fax 0577-897642 |