LEX, DVRA LEX, SED LEX

Il motto che fa da titolo (se le reminiscenze scolastiche non ci tradiscono) individuava nel Digesto, ovvero il Codice Giustinianeo del VI secolo, che è la base di tutto l'ordinamento giuridico dei paesi civili non anglosassoni, l'essenza della Legge (con la L maiuscola) che c'è per tutti, è dura, ma è la Legge. Sono passati 15 secoli e, forse per questo, qui da noi è in atto una specie di revisione di questo basilare principio. Precisiamo subito che ogni decisione che verrà presa sull'argomento dal Magistrato dei Quartieri (che poi è il Sindaco che eventualmente può avvalersi del consiglio di due saggi quali il Segretario Comunale ed il Difensore Civico, ma deve sentire prima il parere a titolo consultivo del Consiglio dell'E.A.B.) sarà senz'altro accettata dal nostro Quartiere. ma possiamo qui esprimere, civilmente, il nostro pensiero? Pensiamo proprio di si, e gli vogliamo dedicare anche un ampio spazio del nostro notiziario perché ci pare indispensabile far capire quanto sia grave quello che è accaduto. Per prima cosa ci pare, visto anche quanto detto sopra, che sentire tutti i presenti al fattaccio sia un dovere al quale non si possa abdicare; è vero che il Magistrato, come afferma, ha visto tutto da solo, ma impiegare qualche minuto per parlare con qualcuno sarà troppa perdita di tempo? In ogni società civile è, come minimo, impensabile che esista qualsiasi giustificazione al pestaggio di gruppo di una persona, perché non c'è assolutamente attenuante. Addirittura lo Stato Italiano contempla il reato di "eccesso di legittima difesa" equiparandolo giustamente al delitto intenzionale. E queste cose sono ancor più gravi per coloro che sono investiti di un particolare compito. Ovviamente il Magistrato ha il più ampio margine d'azione, ma ha anche il dovere, come dice lo Statuto, di tenere presenti tutti gli atti che ha emanato in passato circa la commisurazione delle pene. Orbene tre anni or sono Andrea Ciolfi venne squalificato per un anno perché aveva tolto, senza sciupare nulla, alcune bandiere dal posto dove erano state messe. e le successive modifiche regolamentari decretarono che quelle bandiere lì proprio non dovevano esserci. Ma quella decisione era giusta, ed accettata da noi, proprio nell'ottica del prevenire futuri problemi. Ora invece si cerca di incolpare solo Angelo Melani (che è notoriamente facinoroso e presente ai fatti soltanto perché, in passato, nessuno ha mai voluto prendere i giusti provvedimenti verso di lui) e non anche Michele Monaci, che è quello che ha iniziato la rissa, e Andrea Fineschi che era lì proprio per evitare che si creassero problemi (sia perché è il Vice Capitano e sia perché era entrato in giardino come uno dei 3 accompagnatori autorizzati a stare dentro al recinto) e che invece di sedare i disordini faceva tutt'altro. Il fatto che le forze dell'ordine non fossero nelle immediate vicinanze non è certo una scusante: che ci vuole un poliziotto sempre dietro alle spalle per capire quello che si può o non si può fare? Il Regolamento, poi, prevede sanzioni per coloro che, essendo in costume, anche solo parlano con il pubblico. certo dei cazzotti e delle pedate non dice nulla, ma nemmeno dice di pistole e cannoni: forse si possono usare? Commisurata a quella del Ciolfi una squalifica minima per i tre soggetti in questione non può che essere almeno di 3 anni ciascuno! Invece, a quanto pare, sarà solo il Melani a doversi assentare per un anno. Potrà anche andar bene, ma ci pare poco serio: peccato davvero. Se queste sono le misure esemplari per insegnare qualcosa, che si impara da tutto questo? Che (nemmeno troppo implicitamente) d'ora in poi si potrà massacrare di botte chiunque ci rivolga la parola... purché nessuno ci aiuti, altrimenti quest'ultimo verrà squalificato! In compenso però si potrà incitare il branco, sempre ricordandosi di non intervenire! Sugli altri episodi di profonda e reiterata scorrettezza, sia dei figuranti del Prato che dello stesso Capitano (recidivo perché l'anno passato fece lo stesso) è il caso di sorvolare perché, ribadire che le multe simboliche creano soltanto un "mercatino del fare come si vuole", pare inutile. Infatti abbiamo anche appurato che: il lancio della bottiglia costa £ 60.000, avvisare prima del dovuto di un risultato costa £ 60.000 il primo anno e poi è gratis, mettere amici in giuria (questo fatto dal Pecci per il Borgo, cioè uno di quelli "puri" del caso Baiocchi del '97) è gratis, essere antisportivi sul palchetto (Bernetti) costa £ 50.000, portare gli occhiali da sole costa £ 40.000 (meno del minimo perché, forse, ha preso esempio dalle posture da spiaggia esibite dal proprio Capitano l'anno passato e, quindi, è più che scusabile). Noi ci auguriamo che sia tutto un brutto sogno e che il Magistrato ripensi a ciò che fa, perché un altro passo verso l'eccessiva tolleranza sarà quello di troppo, che gli farà mettere le mani nei capelli per non avere agito in precedenza. Certamente noi non crediamo minimamente che ci sarà qualcuno che prevederà di fare a cazzotti aspettando la prossima Festa, ma vi consigliamo di stare lontani da tutti quelli che sono stati legittimati a poterlo fare perché non si sa mai che gliene venga la voglia. se lo fanno appena dopo aver vinto, figuriamoci se gli capitasse di perdere quello che potrà succedere! Sicuramente le scusanti nei loro confronti sarebbero ancora maggiori. potrebbero addirittura dare la colpa a voi, così: becchi e bastonati! Noi non sappiamo nemmeno il nome del ragazzotto pestato, né i modi ed i motivi veri del suo coinvolgimento, ma che importa ciò? Infatti, come si dicevamo, è il solo concetto di pensare che si possa in qualche modo scusare chiunque faccia a cazzotti, indipendentemente dal motivo, a torto o a ragione, che è aberrante e che rivela un triste ritorno alle logiche da legge della giungla che, ripetiamo, non può essere quello di un paese che si ritiene civile. E guardatevi bene, cari lettori, anche da coloro che dicono che "hanno fatto bene" perché sono allo stesso livello di pericolosità sociale degli altri. Se, però, è questo che siamo diventati, se il punto così in basso in cui qualcuno ci ha fatto cadere ci sembra comodo per starci, smettiamo di lamentarci per tutto il sudiciume che ci circonda. è solo l'inizio, e il bello deve venire! Quello che, inoltre, ci stupisce è che i Consiglieri dell'E.A.B., a grandi linee, fossero più vicini a quanto da noi affermato piuttosto che a ciò che il Magistrato prospettava... perché, allora, nessuno vuol prendere seriamente posizione? Se si continua a far prevalere queste logiche e gli interessi del proprio Quartiere non si arriverà mai a nulla, perché non è di quelle che stiamo parlando, bensì dell'interesse supremo e del bene della Festa e del nostro paese. Oppure il motivo del "guanto di velluto" è che qualcuno avrà già detto il solito "allora non gioco più"? Questa ipotesi non è poi così strampalata. e se i responsabili del Prato erano contentissimi all'uscita dalla riunione che significa? Che non ci credevano nemmeno loro di cavarsela così a buon mercato! Continuiamo pure a cibarci della demagogia buona per tutte le stagioni, a far finta di niente ed a pensare che sia giusto che, come diceva Orwell, "siamo tutti uguali ma qualcuno è più uguale di qualcun altro", così il LEX DVRA LEX SED LEX nel latino di oggi non potrà che diventare, senza dubbio, un ben più adeguato: madde chè?!?! Meditate gente...

cap

Affiliato F.I.SB.

cap

Affiliato L.A.M.

Quartiere di Canneti

via Simone Martini, 37
53027 San Quirico d'Orcia - SIENA

Tel. e Fax 0577-897642
E-Mail info@canneti.it