L'edificio che ospita l'ISCAG e la sua storia Quando Roma divenne capitale d'Italia l'edificio di Castel S.Angelo era ridotto in misero stato dalla sua funzione di caserma e carcere, perciò il Gen. Durand de le Penne, allora Ispettore del Genio volle destinarlo a Museo delle Armi. La sua intenzione non riuscì in pieno perché i materiali che lui voleva esporre erano stati sistemati nella cittadella di Torino in quello che oggi è il Museo dell'Artiglieria, ma ottenne di creare il Museo dell'Ingegneria Militare Italiana che, con alterne vicende costitutive, venne inaugurato nel 1906. Ma lo spazio divenne ben presto esiguo per ospitare la mole di materiale che affluiva e, perciò, nel 1911 ci fu il trasferimento nelle adiacenti "casermette di Urbano VII" ed il cambio di nome in Museo Storico del Genio. Furono anni in cui il museo veniva visitato da persone provenienti da ogni parte del mondo e, sulla sua scia, cominciarono a sorgere anche i musei delle altre armi. Però nel 1933, con il nuovo Piano Regolatore di Roma, si decise di creare un parco al posto delle casermette e, quindi, il museo dovette rispostarsi. Il concorso di progetti venne vinto dal Ten. Col. De Matteis, del Genio, ed i lavori iniziarono nel 1937; nel frattempo tutto il materiale era stato trasferito, alla meglio, nella caserma Tevere. La prima parte dell'edificio venne aperta nel 1939 e vi vennero trasferiti tutti i materiali; da allora l'Istituto assunse il nome attuale. Ma la fretta nell'eseguire i lavori e l'incuria patita durante la guerra (tuttavia l'edificio non venne mai bombardato) fecero si che staticamente venissero fuori alcuni problemi non di poco conto che in parte, causa la scarsità di fondi a disposizione, sono ancora ben visibili. Tuttavia si può dire che l'edificio è un notevole esempio di architettura razionalista con evidenti riferimenti al periodo autarchico visibili soprattutto nell'uso dei materiali. Si avvicina molto ad altri edifici che vennero edificati in quegli anni (soprattutto la zona dell'EUR), ma ha la caratteristica di essere uno dei pochissimi esistenti che è stato concepito per l'uso tutt'oggi in essere. La gran mole e la ricerca di caratterizzazione monumentale ed austeramente militare ben sono state fuse con le necessità espositive, creando un percorso ben preciso di visita, sviluppato lungo i tre cortili, che porta alla zona più simbolicamente "sacra", la cappella, con il campanile/torre che fa da sfondo alla coppia di torri gemelle, più basse, del bastione ad esedra dell'ingresso. |
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