Quello che c'è nelle sale del Museo del Genio Il percorso museale è suddiviso in tre parti principali: le specialità del Genio, il Sacrario ed il Genio nelle campagne di guerra. La prima parte riguarda le opere ed i mezzi che sono stati usati e realizzati durante i secoli dal personale del Genio; ci sono sia pezzi originali che numerosi plastici tridimensionali realizzati appositamente dall'Istituto per illustrare meglio possibile ogni aspetto. Da notare che presso l'Istituto esisteva, fino all'ultimo dopoguerra, la Scuola di plasticisti e modellisti che, oltre ad aver raggiunto la grande perizia che possiamo ancora riconoscere nei circa 750 modelli presenti all'Istituto, arricchì con tale lavoro molti dei più importanti musei italiani, fra i quali quello della Civiltà Romana e di Castel S.Angelo qui a Roma e quello della Scienza e della Tecnica a Milano. In questa parte sono ricordati anche gli uomini che hanno dato lustro al Genio; alcuni li abbiamo rammentati in precedenza, fra gli altri citiamo Camillo Cavour, il Gen. Borgatti (fondatore del Museo), nonché alcune figure che si sono distinte per fatti di eroismo fra le quali: Ten. Ettore Rosso (1° M.O.V.M. della Guerra di Liberazione che morì a Monterosi il 09.09.1943 per impedire ai tedeschi d'avanzare verso Roma), il Gen. Giuseppe Perotti (fucilato a Torino dai fascisti il 05.04.1944 perché uno dei capi della resistenza dell'Alta Italia), il Gen. Giuseppe Cordero di Montezemolo (torturato a Via Tasso e ucciso alle Fosse Ardeatine il 24.03.1944 perché uno dei capi della resistenza a Roma e nel centro Italia) ed il Magg. Paolo Caccia Dominioni (comandante di quel mitico 31° Guastatori che ad El Alamein meritò, unico caso, l'onore delle armi dagli inglesi) e che poi ha curato personalmente la costruzione del Sacrario di "Quota 33" dove riposano le salme dei soldati di ogni paese, da lui stesso ricercate. Il Sacrario ricorda i caduti del Genio di ogni tempo ed ha delle notevoli vetrate disegnate da Duilio Cambellotti. La terza parte contiene i plastici delle opere realizzate dal Genio, sia in guerra che in pace, una sala in onore di S.Barbara che è la patrona del Genio, ed una mostra fotografica del concorso dato dal Genio nella vita di tutti i giorni e nelle calamità, fino alle più recenti. Tutto questo occupa l'intero piano terra dell'Istituto per circa 4.400 mq. Sempre al piano terra, ma fuori del perimetro dell'edificio, c'è anche il monumento ai caduti del Genio, qui trasportato da Castel S.Angelo nel 1937. |
Quartiere di Canneti via Simone Martini, 37 Tel. e Fax 0577-897642 |