La storia del Genio: "par ingenio virtus" Definita l'Arma Nobile per eccellenza, legata la progresso tecnico in ogni epoca, inizia con il bisogno di difesa dell'uomo e si innesta nel lungo percorso degli eserciti e delle guerre fra i popoli, con la costante evoluzione di un'ingegneria che non è mai esclusivamente di carattere militare e attraverso esperienze offerte dalla tecnologia, dall'architettura e dalla scienza in genere, sia in tempo di guerra che in tempo di pace. "Arma bivalente", pertanto, "protagonista in pace, essenziale in guerra" come i suoi uomini che sanno unire all'intelligenza dello studio la severa militanza del soldato. Questa è la breve introduzione che il Gen.C.A. Gianfranco Baldini, quale curatore, ha scritto nella guida illustrata all'Istituto, ma forse, nonostante la stringata sinteticità e chiarezza, è più opportuno spiegarci ulteriormente partendo dall'inizio. Ogni esercito dell'antichità, semplificando, come tutti saprete, era composto fondamentalmente da fanteria e, quasi sempre, anche da un più o meno esiguo numero di cavalieri (generalmente i nobili o quelli di più alto rango), necessarie nelle battaglie ma poco adatti a tutto quanto è di supporto. Giulio Cesare (che è considerato, perciò, il creatore del Genio), per sopperire a tali esigenze, istituì nel suo esercito le "centurie faber", cioè i lavoratori, quelli che dovevano pensare prima di tutto a quello che è rimasto fin da allora il compito specifico dei genieri: "creare ostacolo al nemico e favorire il movimento all'amico". L'opera più famosa dei primi "faber", descritta nel "De bello gallico", è il ponte di legno sul Reno, vicino a Bonn, costruito nel 55 a.C., lungo più di 500 metri e largo 4, messo in piedi in solo una decina di giorni. Un'altra opera famosa, e ancora praticamente visibile, dei "faber" è il grandioso percorso per raggiungere Masada (fortezza isolata sulle rive del Mar Morto in Israele) dalla collina vicina, cioè un colossale terrapieno costruito durante i tre anni d'assedio, che servì ai romani di Flavio Silva per poterla espugnare nel 73 d.C.. La storia ci narra, tra l'altro, che il migliaio di zeloti ivi asserragliati, volendo dimostrarsi più tignosi dei romani, quando videro che sarebbero stati sconfitti, si uccisero tutti per non cadere in mano al nemico. Fino a dopo il medioevo il lavoro dei genieri non subì grandi modifiche, passando alla realizzazione di varie macchine da guerra per gli assedi, ma la prima grande variante avvenne con la scoperta della polvere da sparo ed il suo utilizzo. Chi non ricorda Pietro Micca? Egli fu il valoroso geniere che si immolò per bloccare l'ingresso del nemico a Torino. Con il grande sviluppo tecnologico del 19° secolo, e dell'inizio del 20°, il Genio (in generale ma soprattutto quello sardo e poi italiano) divenne una specie di punta di diamante della ricerca applicata e della sperimentazione che i nuovi materiali e processi industriali consentivano. Pochi sanno che la maggior parte dei primi passi verso macchine ed invenzioni che oggi ci sembrano del tutto naturali furono fatti dal uomini del Genio. Solo per citarne alcuni. Bordino (il primo mezzo a vapore su ruote), Guglielmo Marconi (la radio), Menabrea e Cavalli (i primi cannoni rigati), Crocco e Ricaldoni (il primo aliscafo), Tardivo (i primi apparecchi di fotogrammetria aerea), Pacinotti e Faini (telegrafici diottrici), ecc. In quel periodo il Genio era composto da molte specialità che col tempo sono scomparse per la naturale evoluzione delle cose o perché, spesso, si sono trasformate in vere e proprie Forze Armate o Servizi autonomi; è il caso degli "aerostieri ed aviatori" trasformati in Aviazione, "lanciagas e lanciafiamme" in Servizio NBC, "automobilisti" in Motorizzazione, "telegrafisti e colombai" in Trasmissioni. Sono scomparsi gli "zappatori", sono invece rimasti i "pontieri e lagunari", i "ferrovieri", i "minatori", i "pionieri" e, soprattutto, l'élite del Genio: i "guastatori". Finita la possibilità di fare ricerca in seguito alle sanzioni successive alla fine del 2° conflitto mondiale, è stato dato più impulso ad altre attività come quella di progettare e realizzare tutti gli edifici militari dell'Esercito e della Marina, tramite il Servizio Lavori del Genio, talvolta anche richiamando momentaneamente in servizio alcuni famosi tecnici ex genieri per realizzare opere particolarmente significative. Da ultimo ricordiamo l'impegno del Genio in ogni calamità naturale che abbia colpito l'Italia. |
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