I Canneti iniziano ad esibirsi per Pasquetta In un ameno luogo dei colli romagnoli, sullo sfondo del panorama dominato dai rudi e bellissimi contrafforti sovrastati dall'austera sagoma delle rocche sammarinesi, nel cortile d'onore dell'antico Castello Marcosanti, i nostri giovani hanno dato il via alle esibizioni del nuovo millennio. Luogo più suggestivo, ed occasione più lieta, non poteva proprio fare da sfondo a questo debutto. Il Castello Marcosanti, altrimenti detto Rocca di Poggio Berni, è una costruzione trecentesca con ampio cortile, che ha fatto da sfondo alla vita di numerose famiglie nobili e famose, famiglie che hanno fatto la storia d'Italia e d'Europa: Malatesta, Aragona, Gonzaga, Della Rovere, Medici e Lorena. Ed i Canneti potevano perciò mancare? L'occasione, poi, era il matrimonio di due nostri estimatori e (ci sembra perfino ovvio dirlo) amici: Mirco e Giorgia. Ma, forse, ancora più simpatico è stato il fatto che ci siamo esibiti "a sorpresa". infatti nessuno degli astanti s'immaginava che un gruppo di personaggi, con vesti d'altri tempi, sarebbe uscito fuori all'improvviso ad allietarli mentre loro attendevano di prender posto per consumare il desco, anch'esso medioevale, preparato dai bravi cuochi. Ed i tamburini, sbandieratori, arcieri, armigeri, paggi e dame hanno saputo dar prova della loro capacità di immergere tutti in una calda atmosfera medievale davvero molto apprezzata. non solo perché la giornata era piuttosto freddina. E per mezz'ora, senza sosta, lo spettacolo che era stato appositamente studiato per l'occasione un po' insolita, ha trascinato così tanto tutto il pubblico che pensavamo ormai di rinunciare del tutto al pranzo: meno male che, ad un certo punto, la fame ha preso il sopravvento, sennò ci toccava di mangiar diaccio! Lasciamo da parte le battute, e veniamo agli eventi. Il rullo improvviso dei sette tamburi del Beno ed i suoi seguaci ha suscitato, per un attimo, uno po' di sbigottimento generale ma, poi, man mano che tutti gli altri avanzavano, la sorpresa lasciava il posto all'ammirazione. i precisi lanci stratosferici dell'ingresso, poi l'introduzione del teatrale Dinetti, i numeri della squadra di sei, lo spettacolare singolo dell'esperto Cingo, la coppia giovane, l'inappuntabile squadra di quattro, il tutto sempre condito dalla forbita loquela dell'Andrea anzidetto, lo scompiglio del duello scaturito all'improvviso fra quella rissosa gente che son gli armigeri, poi ancora le coreografie della coppia principe, la disarmante precisione degli infallibili arcieri che, a suon di centri, facevano il loro particolare augurio nuziale, il gran finale e l'omaggio dell'insegna cannetina, vieppiù apprezzata dagli sposi... non solo perché in ceramica decorata a mano. Ma tutti, dai tre Andrea dell'arceria a Beatrice, Cristina, Daniele, Elena, Enrico, Francesco, i due Giacomo, Lorenzo, Marco, Maurizio, i due Nicola, Paolo, Roberto, Sara, Tommaso (e non a caso i nomi sono elencati in ordine alfabetico) hanno vinto il loro meritatissimo Oscar, tutti insieme, con uno spettacolo mai visto (nel senso che racchiudeva molte novità, non che noi ci si glori di far cose d'altri pianeti) presentato per la prima volta in questa sede. Dopo le foto di rito, il succulento pranzo ed il ritorno verso casa, chi a dritto e chi passando per la città del Santo Marino a noi molto cara. La buona riuscita è stata, senza dubbio, segno che la strada è quella giusta e l'inverno appena finito ha dato i suoi frutti. O almeno si spera. non circa i frutti (di quelli siamo certi) ma per la fine dell'inverno; infatti l'unica nota dolente, se così si può dire, della giornata è stato il tempo, o meglio la temperatura che era un po' rigidina. La pioggia per la verità ha minacciato sempre di venir giù, ma ha atteso che finissimo. d'altra parte si sa: "sposa bagnata sposa fortunata". potevano i Canneti andar contro alla saggezza? |
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