Sbandieratori d'Italia, senza lasciare le origini.

Dell'ingresso dei Canneti in F.I.SB. avevamo già parlato nell'Urlo scorso, cercando di spiegare in maniera snella e precisa (chi voleva capire ha capito) le motivazioni che ci hanno spinto a tale passo. Di commenti ce ne sono stati fra i più vari e coloriti, del resto era più che prevedibile, ma non siamo qui a parlare di questo. Il 22 febbraio è uscito su "La Nazione", cronaca di Siena, un bell'articolo firmato Lorenzo Benocci, con un'intervista niente popò di meno che al Presidente della F.I.SB.: il Prof. Danilo Pederini. Un articolo che ha ottenuto un bello spazio sul giornale, con tanto di foto di una nostra esibizione della scorsa estate; una notizia che è stata anche letta nella "Rassegna stampa" di Radio Siena, lo stesso giorno. Considerati gli ottimi rapporti fra l'Urlo e Lorenzo, ecco per i nostri lettori l'intervista integrale fatta al Presidente Pederini, testé raggiunto telefonicamente. D: La F.I.SB. e San Quirico, si erano lasciati, a dire il vero, non tanto bene... mi riferisco ai fatti della primavera '98, quando sembrava che a giudicare il Barbarossa dovessero arrivare i giudici federali e poi, per i motivi che tutti sappiamo, non se ne fece di niente; ora, a distanza di due anni e mezzo, il Quartiere di Canneti è stato ammesso nella F.I.SB.: quali sono i motivi che hanno permesso questo ingresso? "Non c'era alcuna difficoltà per l'ingresso del gruppo del Quartiere di Canneti in Federazione, i problemi riscontrati, nell'episodio di San Quirico nel '98, erano dovuto a problemi interni fra i quartieri sanquirichesi. I Canneti, nell'ultimo anno, hanno dimostrato la buona volontà d'entrare in F.I.SB., hanno preso atto ed accettato in pieno il regolamento federale e ciò che comporta essere un gruppo della F.I.SB., aspettando i tempi necessari che erano stati imposti dalla Federazione. Inoltre i dirigenti dei Canneti, che ho conosciuto, si sono dimostrati persone davvero serie anche sotto questo aspetto. E poi, devo essere sincero, anche se in minima parte, ha inciso anche il fatto che eravamo sguarniti in un territorio importante come quella parte di Toscana, visto che i gruppi affiliati di codesta regione sono quasi tutti sulla costa. Non ha inciso quindi soltanto le valutazioni di carattere tecnico e costumistico, sulle quali non c'era niente da ridire, ma un insieme di fattori". D: Come aveva detto il Capitano Paolo Saletti, nell'assemblea di dicembre in terra emiliana in cui è stato deciso l'ingresso, i Canneti anche nelle manifestazioni F.I.SB. continueranno a puntare solo sulla tradizione, sulla storicità, non rinunciando assolutamente alle aste in legno, per fare un esempio, non correndo quindi dietro all'aspetto della "competizione a tutti i costi", come si potrebbe pensare parlando di FI.SB.: con queste premesse, quali sono gli spazi per un gruppo così, all'interno della Federazione? "Con i dirigenti dei Canneti avevamo parlato di questo aspetto, e devo dire che su questo argomento c'è la più piena sintonia. La Federazione sta lavorando infatti per salvaguardare tutti i gruppi, anche di piccole dimensioni, che puntano sulla tradizione. Nel mese di luglio si svolgerà infatti a Firenze il 2^ Campionato Italiano Coreografico (il primo fu a Cento, Fe, nel 1998, ndr) per il quale stiamo studiando un tipo di regolamento, modificando quello attuale, che dovrà dare la possibilità a tutti i gruppi di esprimersi per le proprie caratteristiche, di mantenere la propria storicità. Cosa impossibile, altrimenti, da conseguire con il solo campionato di tecnica. Chiaramente nulla vieta che un gruppo possa partecipare ad entrambe le competizioni". D: Il gruppo dei Canneti è assai eterogeneo dal punto di vista anagrafico, escludendo i dirigenti e vari figuranti, ma soffermandosi solo agli alfieri, tamburini ed arcieri, ci sono ragazzi che vanno da circa dieci anni ai quaranta; molti di loro sono minorenni, e molti sono i giovanissimi che si affacciano per la prima volta alla passione per una di queste arti medievali: cosa consiglierebbe quale Presidente di una Federazione che conta oltre tremila associati, fra cui molti giovani? Quale è, insomma, lo spirito giusto per intraprendere questo hobby? "Lo spirito deve essere quello di far gruppo, stare bene assieme, far si che il gruppo viva anche al di fuori delle sole attività delle bandiere e dei tamburi; magari organizzando cene, feste, gite, od altre iniziative e fare altre attività, il giovane non può stare sempre soltanto a sbandierare e basta. Penso anche a quello che già fate voi dei Canneti. si pensi che ci sono dei gruppi che fanno anche sedute di ginnastica, in parallelo agli allenamenti veri e propri con le bandiere. Quello che è importante, insomma, ma non solo per i giovani, è lo stare insieme ed il socializzare". Qui termina l'intervista al Prof. Pederini, una sorta di primo assaggio e conoscenza del "F.I.SB. pensiero" che, noi riteniamo, non necessita di commento.

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