A.D. 1155 : le impressioni di un viaggiatore. Eccezionale scoop dell'Urlo: ritrovati i diari del Barbarossa! Si tratta di alcune pergamene vergate a mano dove viene fatto il resoconto giornaliero della sua 1° venuta in Italia. Non potendo certo trascrivere tutto, riportiamo solo alcuni passi della prima decade del mese di giugno, quelli che parlano di San Quirico. "Ma guarda un po' se a trentadue anni, e con la montagna di cose che devo fare, devo lasciare la mia dimora di Waiblingen e sopportare questo clima africano. E meno male è giugno: l'estate quaggiù dev'essere come all'inferno. Io, Federico I° Hohenstaufen, III° Duca di Svevia, Re di Germania e Re d'Italia, designato da Dio a governare il Sacro Romano Impero, devo scendere fino in questa valletta desolata per incontrare tre preti che pretendono di porre condizioni alla volontà del loro capo - se la Chiesa è Dio ed è Lui che mi ha designato, cos'altro vorranno?-, e quello "spezzalancia" di Adriano (Adriano IV al secolo si chiamava Nicolò Breakspear - ndr) poi m'è garbato: è rimasto a Roma lui, il caldo lo disturba! Ma se non si fa vedere nemmeno verso Sutri glielo do io Arnaldo da Brescia. Anche questa poi: se lo vogliono in prigione che se lo prendano... e che so io, il gendarme del Papa? Se gli mancano i soldati che lo si dica subito, così invece di una passeggiata si fa una conquistina e non se ne parla più d'andare a raccomandarsi per una corona che, di fatto, porto già! Mah, speriamo che quei montagnoli dei Visconti l'abbiamo già preso questo fratacchione così non si sta a perdere altro tempo. Comunque lasciamo perdere le incazzature e vediamo di goderci questo paesello chiamato Scé Quiric che, a quel che mi dicono, pare sia piuttosto ameno ed accogliente. A dire la verità, i recenti rapporti inviati dal Consolo, dicono che ci stia anche gente strana, che pare si metta a discutere per nulla... mah, vedremo che ci presentano. (il giorno dopo - ndr) Bellino davvero, e anche il vino non è male, è piaciuto anche a quell'incontentabile della mia moglie: che lei se ne intende viene dalla Borgogna! Fra tutti però s'è fatto un una figuretta un po' cacina, con tutte le guardie che c'erano, a non accorgerci di quel frataccio che c'è saltato nel mezzo, ma meno male che poi s'è rimediato... e i Visconti hanno fatto la frusta per il loro culo a raccontarmi che l'avevano già preso! Anche la festa che m'hanno fatto m'è garbata, sono proprio bravini a rigirare quelle bandiere, uno spettacolo che non avevo mai visto; e con gli archi, poi, c'è da stare tranquilli: ci chiappano... soprattutto in quel gruppetto che stavano nell'accampamento azzurro, sono i primi che ho incontrato e mi son garbati subito! Mi pare che il resto della comunità ce l'abbia un po' con loro, e non si capisce bene perché, ma si sa che quando c'è l'invidia di mezzo la ragione non ci alberga. Certo è che, se seguitano in questo modo, mi tocca piglia' e fare un motuproprio per nominare Consolo il capo dell'azzurri, tanto con quell'altri mica ci si cava niente. Tutta la gente strana che mi diceva il Consolo non l'ho vista; sì, c'è qualcuno che bozziglia sempre e non gli va mai bene niente... c'è quello delle gabelle, con quel nome che pare quasi greco... accidenti a non ricordarselo... o quell'altro con quel capino bucchio che sembra stia zitto zitto e invece va sempre dietro alle spalle a far la malalingua per mandare avanti qualche altro... certo che, in quanto a falsità, non c'è nulla a che vedere con quel bizzegolo lungo che sembra voglia mettere tutti d'accordo e, poi, gira e rigira, la maggior parte del casino lo finisce per fomentare lui, con l'aiuto di quell'altro, quel vecchio fabbro. o come si chiama. meno male che c'era quell'altro gruppetto dei bovari, con quei mori inciviliti, che facevano schianta' da ride e ci siamo divertiti tutta la sera. Mah, comunque mi pare un po' come da tutte le parti: tanta romba ma, in fondo, bravi ragazzi che sanno come mandare avanti le cose. Si, si, tutto bene, ma penso proprio che quel Saul del Gran Dragone, invece di sprecarlo a perder tempo qui, lo farò venire con tutti i suoi, in giro per l'Impero, a mostrare come si devono fare le cose, così che tutti sappiano che, anche nel posto più sperduto dei miei possedimenti, la fedeltà e l'impegno verso il mio volere pacifico è rispettato ed onorato degnamente: che s'impari da loro! In fondo questo mio viaggio non è stato inutile... e poi mi sa tanto che un bel Vicariato Imperiale ce lo metto in questo posto... ma intanto pensiamo ad arrivare a Roma e diventare Imperatore." Qui finisce la parte che ci riguarda e, dovendo e volendo concludere con un breve commento, si può dire che Federico fosse proprio un osservatore acuto, che pur con un soggiorno così breve aveva già inquadrato la situazione... almeno dal suo regale punto di vista perché, non conoscendo assolutamente i personaggi da lui tratteggiati non possiamo sapere se i suoi giudizi fossero azzeccati, oppure no: comunque se regnò altri 35 anni, morendo affogato, quasi per caso, in un fiumiciattolo sperduto non doveva essere certo un bischero! Voi che ne dite cari lettori: ci avrà visto bene ? |
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