Una Domenica a Sorano, Sovana e Pitigliano

Alla fine di maggio, come ogni anno, i fedeli sostenitori del Quartiere dei Canneti con le loro famiglie si sono ritrovati per passare insieme una giornata dedicata allo svago, prima delle fatiche del Barbarossa e delle giornate di intenso lavoro che lo precedono e seguono. Quest'anno la meta scelta è stata la bassa provincia di Grosseto, con i suoi luoghi ricchi di storia, e con il consueto intento di abbinare un po' di cultura (che non fa mai male) ad un sano pranzetto che soddisfi appetiti più profani. La quarantina di partecipanti si è mossa di buon'ora, con la consueta carovana di auto, verso sud alla volta di San Quirico di Sorano, nostro vicino omonimo ma di minor importanza, per proseguire in direzione della prima tappa che era, appunto, Sorano. Nel paesino dominato dalla rocca degli Orsini il gruppo ha potuto visitare, appositamente ed espressamente guidato, la suddetta rocca - fortezza col suo museo ed i suoi suggestivi sotterranei. Tornati alla luce del sole abbiamo potuto riposarci un attimo ammirando un altro spettacolo, quello dei nostri valenti sbandieratori, che hanno effettuato la prova domenicale nei prati interni alla possente costruzione. Di nuovo in auto e, in compagnia di paesaggi simili a scenari cinematografici, breve tragitto fino ai dintorni di Sovana per poter visitare l'area archeologica etrusca con la famosa tombe detta "ildebranda". A seguire, poi, l'ingresso nel paese vero e proprio, gioiellino tufaceo e patria del grande Gregorio VII, che al secolo si chiamava Ildebrando da Sovana, Papa famoso vissuto proprio mill'anni or sono, più o meno cent'anni prima del nostro Barbarossa. Perché Gregorio VII è famoso e importante per la storia della Chiesa e del mondo? Ricordiamolo brevemente sintetizzando i concetti. Passate le paure dell'anno mille si creò una gran confusione nel mondo di allora ed iniziò quella che viene ricordata come la "lotta per le investiture" fra il papato e gli imperatori germanici, il tutto condito dalla più ampia e diffusa corruzione fra gli ecclesiastici, avallata più o meno apertamente, a pro dei propri interessi, dagli imperatori e dalla schiera di Papi che si susseguirono in quegli anni. Quando al soglio di Pietro salì Ildebrando, uomo ben deciso a non farsi pestare i piedi da nessuno, le cose cambiarono e, grazie ad un paio di concili, stabilì tre limiti inderogabili a cui doveva attenersi il clero: conoscenza della teologia, divieto di sposarsi e nomina esclusivamente Papale. Limiti tutt'oggi esistenti ma che, allora, non furono certamente graditi dall'Imperatore Enrico IV. La lotta, fatta a colpi di bolle, scomuniche, minacce, ecc. ecc. portò al famoso episodio di Canossa che tutti ricorderete: Enrico IV, che era già scomunicato, fece anticamera diversi giorni fuori dal castello di Matilde, in cui era ospite proprio Gregorio VII, prima che gli fosse concesso di accedervi per potersi prostrare ai piedi di quest'ultimo, legittimando così il primato della Chiesa sull'Impero. E infatti, proprio grazie a questo primato, il Barbarossa passò da noi nel suo viaggio verso Roma per farsi incoronare dal Papa Adriano IV. Ma la storia fa venire appetito, e così eccoci tutti a degustar le delizie della Taverna Etrusca che calmano per un po' il bisogno di conoscenza. Quattro passi dopo pranzo a finir di vedere Sovana, un'altra sbandierata nella piazza principale (questa a gentile richiesta degli indigeni incuriositi, che applaudono entusiasti) e via per la strada di Pitigliano a visitare un altro palazzo e museo degli Orsini (questo guidato da "Loris, la guida più simpatica del mondo"), nonché le altre numerose bellezze di questa cittadina che è patria di un altro "ildebrando": un bianchino doc niente male! Tra le altre cose anche alla sinagoga perché qui a Pitigliano c'era una fiorente comunità ebraica. Nel tardo pomeriggio, poi, il ritorno, un po' alla spicciolata (ognuno ha i propri impegni), verso casa con soste varie ad ammirar posti a noi piuttosto vicini ma che, spesso, ci sfuggono quando ci lasciamo distrarre dalla fretta di tutti i giorni. Ancora una volta obiettivo centrato e giornata senz'altro lieta e proficua per i cannetini che si preparano agli importanti impegni dei prossimi giorni. Forse grazie anche a questa giornata comunitaria e contradaiola la voglia, la serenità e la consapevolezza nei nostri mezzi saranno, se possibile, maggiori di sempre, e ci guideranno a fare le cose sempre meglio.

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