La Pubblica Assemblea... "Varie ed eventuali"

Dopo l'articolo sul numero 53 torniamo a parlare delle vicissitudini delle modifiche allo Statuto ed al Regolamento E.A.B. perché si è finalmente svolta la tanto agognata Pubblica Assemblea sull'argomento. Non vogliamo subito far polemica, ma non si può non notare che, dopo tanta attesa, forse sarebbe stato meglio scegliere una serata con un po' meno avvenimenti concomitanti: partita Milan - Juve in TV, gara di briscola e prova della banda. Comunque la partecipazione, ci pare di poter dire, è stata sufficientemente buona: in fondo c'erano anche due o tre persone che non avevano mai partecipato, almeno di recente, alle vicende strettamente legate alla Festa. La presenza che invece mancava, alla luce anche di quanto venuto fuori all'ultimo Consiglio Comunale in materia, era proprio quella dei Consiglieri o, almeno, di gran parte di essi: non ci pare sia stata una buona cosa. Ma veniamo alla riunione vera e propria. Il Sindaco ha rotto il ghiaccio affrontando subito, nell'introduzione, i primi tre argomenti all'Ordine del Giorno: Festa del Barbarossa, Statuto e Regolamento. E' stata una felice prolusione, ricca di tutte le argomentazioni che dovrebbero muovere la gente a darsi da fare, tesa alla ricerca di un dialogo con gli astanti per comprendere ed ascoltare le ragioni e le perplessità di tutti, aperta alla chiarificazione degli aspetti che potevano risultare più ostici ai meno addentro ai meccanismi dell'organizzazione. Dobbiamo veramente dire che è stata un'introduzione che ci è piaciuta in ogni aspetto, sia per la forma che per i contenuti, nonché per la misurazione delle espressioni. Naturalmente non siamo qui a spellarci le mani in applausi per l'oratoria di Marileno, ma quello che è vero dev'essere detto e, a tal proposito, diremo più avanti anche dei difetti. quando ci si arriva. Il pubblico, però, non ha reagito un granché bene a tale discorso, tant'è che, senza commento alcuno sullo stesso, è forzatamente passato all'ultimo punto all'Ordine del Giorno, il classicissimo "varie ed eventuali" (come si diceva nel titolo) cioè al "di tutto di più", senza regole e senza ritegno, con molto poco buon gusto e con scarsissima educazione. Ovviamente ci si poteva aspettare qualcosa di meglio del solito "giornalino dei Canneti" e delle "nozze di nonno", ma non c'è stato verso di muoversi da questi due interessantissimi argomenti di cui raramente si parla. Non è certo peccato parlar di cose come queste (tanto più che il linguaggio usato è risultato vieppiù forbito e colorito del solito, per la gioia degli amanti del gratuito turpiloquio), ma come si può non farci tornare in mente i vecchi adagi circa la necessità di urlare ed insultare perché, altrimenti, l'assoluta assenza di contenuti dell'enunciato non cattura l'attenzione dell'ascoltatore? Ed in effetti sfido chiunque a raccontare almeno un concetto (almeno uno!) che sia emerso dal pronunciamento dell'accanita componente anti-Canneti. Il bello è che la discussione, ancorché palesemente in disaccordo con il nostro Quartiere, non ci ha mai visto del tutto protagonisti in quanto erano i componenti degli altri Quartieri che discutevano pro e contro di noi e delle nostre iniziative. E al momento che il nostro Capitano è riuscito ad avere la parola, oltremodo sollecitato in ciò da epiteti d'ogni genere, nessuno ha nemmeno provato a ribattere (che sia stato, forse, per lo stupore dovuto al suo non uso di urli - l'unico nostro Urlo è quello che state leggendo - e di irate offese) la breve e lineare spiegazione da lui fornita sulla posizione del nostro Quartiere circa i problemi in discussione. Tanto per fare un breve inciso su quanto è stato detto circa il giornalino che state leggendo, pare d'aver capito che è da molti apprezzato come iniziativa ma con qualche perplessità sui toni talvolta usati; legittimo pensiero e prezioso suggerimento per il futuro. però con due nostre perplessità: a) chi dice che noi insultiamo la gente, usando toni ed insulti da noi mai usati, cosa intende veramente dire? b) l'Urlo è gratis e, quindi, non avendo necessità di marketing non dobbiamo per forza correre dietro al gradimento a tutti i costi dei potenziali lettori. Tornando ai concetti espressi (?) dagli interessati circa l'abbandono dell'agone da parte del Prato non c'è stato verso di capire nulla di preciso, cioè qual è la vera ragione di tale dipartita. Di cose ne sono state dette tante, più o meno le stesse di sempre e, sempre, senza aggiungere nulla di nuovo, quindi non mi pare di dover dire nulla di più di quanto già detto altre volte. Qualcuno ha anche notato che, fra le righe, i prataioli avrebbero un odio sviscerato per il nostro Capitano e vorrebbero che lui si dimettesse o, meglio, che fosse forzatamente dimesso. sinceramente non ci è parso di capire questo, ma possiamo anche sbagliarci. In ogni caso il discorso è sempre lo stesso, e non potrebbe essere altrimenti: il popolo dei Canneti decide liberamente chi è il Capitano che lo rappresenta e, proprio per questo, non c'è certo differenza di comportamento e di idee in funzione del nome dello stesso perché è, appunto, espressione del gruppo. Invece una cosa che non c'è stato proprio verso di capire che senso avesse è stata l'insistenza del Marroni a voler sapere (ben quattro successive richieste "di chi Paolo?" sullo stile del noto militaresco "non si sente"!) a casa di chi Paolo (ovviamente Saletti - ndr) fosse stata fatta una riunione degli arcieri di qualche anno or sono, cosa che per altro tutti ben sapevano. Voleva forse promuovere l'elargizione d'un compenso per l'uso di una struttura privata a fini E.A.B.? Se così fosse, proprio per lo spirito con il quale essa venne gentilmente concessa, diciamo subito che nessuno ha nulla da pretendere. Se, invece, voleva sottintendere altre cose, ripetiamo, non si capisce quali. Forse che "il cannetino ambiente" avesse condizionato la decisione? E allora le volte che anche lui veniva a riunirsi all'albergo di Topolino vuol dire che accondiscendeva al volere dell'allora Capitano castellano? Mah. Da parte nostra, comunque, possiamo dire con certezza che le decisioni ed i pensieri non ci vengono modificati dall'immobile in cui ci capita di trovarci. Per finire parliamo ancora una volta della proposta sui cosiddetti "Saggi". Ancora una volta è evidente che il giornalino viene letto soltanto a pro di quello che ci piace che ci sia scritto, infatti dell'argomento avevamo parlato nel n° 53. Ribadiamo che a noi ci può andar bene di tutto e che non abbiamo remore a discutere di cose che possono interessare il buon andamento dei rapporti fra i Quartieri e la Festa in generale, non avvalendoci della facoltà di veto concessaci (come agli altri), se gli argomenti sono seri e la loro trattazione sincera. Ci si conceda di poterne dubitare. Si diceva dei difetti del Sindaco. sì, poteva anche essere un po' più fermo e deciso nel non far scadere gli interventi nel turpiloquio, così come poteva e doveva essere lui a ricordare come sono le regole e che vanno rispettate da tutti, poteva e doveva essere lui a mantenere la discussione sugli argomenti che aveva fissato. Avrebbe avuto stesso atteggiamento se a dare in escandescenze fossero stati i cannetini? In ogni caso aveva detto che voleva ascoltare e, se ha avuto buoni orecchi, crediamo che di cose ne deve aver sentite parecchie. a lui trarne le opportune conclusioni. E a noi, tutti, prepararci per la Festa 2000.

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