Che sia finalmente arrivato il grande giorno?

Dopo mesi di attesa, lo scorso 22 gennaio, il Consiglio Comunale ha finalmente discusso sulla ratifica delle modifiche allo Statuto ed al Regolamento dell'E.A.B.; discusso e non ratificato, però, perché è stato tutto rinviato a nuova data, dando mandato al Sindaco di sondare il terreno, all'interno del Consiglio E.A.B., per la ricerca di intese e chiarimenti. Non che la cosa sia finita in due balletti, anzi, di balletti se ne sono visti, ma tutti di scarsissima classe e di malcelata "finta purezza". E' anche molto probabile che con il presente articolo ci tireremo addosso, ancor di più, le ire di qualche nostro nemico ormai dichiarato, ma non possiamo esimerci dal dire la verità, la nostra, che però è tutta riscontrabile e comprovabile dagli atti depositati e non si fonda solo su chiacchiere, come quella di qualche altro! Il presente articolo, che prosegue di pagina in pagina, dimostra anche visivamente l'importanza che ha per noi la chiarezza, che deve intersecarsi con tutti gli argomenti che si trattano. Tornando poi, dopo la doverosa precisazione, ai fatti, dobbiamo dire che la discussione è stata lunga e tesa alla ricerca della comprensione dei fatti che il Sindaco aveva esposto nel suo excursus introduttivo, prolusione che si può definire saggia, ponderata e corretta, ancorché incompleta, purtroppo, di importantissimi particolari. forse per desiderio di brevità, forse per non voler infierire ulteriormente sui prataioli nella speranza che capissero, forse per semplice dimenticanza: fatto è che se si fosse spiegato bene come stava la storia degli archi di legno (proposti dal Prato e da loro poi bocciati. forse per aver modo di continuare a lamentarsi come fanno?), siamo certi, non ci sarebbe stato bisogno di rinviare la decisione né di fare tutte le disquisizioni fatte circa l'uniformità di aste ed archi. Ma intendiamoci, non critichiamo minimamente il Sindaco che, come detto, c'è sembrato all'altezza della situazione e teso a superare nel migliore dei modi l'impasse creatosi con le minacce (?) prataiole. Casomai avremmo preferito, temendo che accadesse ciò che s'è visto, (cioè persone disinformate ad arte che si trovano a dover parlare di argomenti a loro del tutto o quasi sconosciuti) poter prendere la parola o, anche, poter presentare un breve scritto chiarificatore di ciò che è successo. ma non solo noi, tutti i Quartieri! E questo era quanto s'era chiesto, con una lettera, al Presidente E.A.B. (vedere il protocollo del Comune). Ovviamente non era certo obbligo ascoltare i Canneti, ma forse era il caso d'informare i Consiglieri di ciò, visto che c'è anche chi gli scrive direttamente e che quelli più corretti e ligi alle regole (cioè noi) non lo fanno. Forse così si sarebbero potuti evitare gli ignobili balletti di cui sopra che parevano la nuova edizione del "gioco delle tre carte", ribattezzato per l'occasione "gioco dei tre Consiglieri", fattoci vedere e sentire. Non che questi balletti, come si diceva prima, ci scandalizzino o ci preoccupino (è solo un problema di dignità propria delle persone), solo che ci si aspetterebbe dai Consiglieri, da tutti, un minimo di serietà invece che di giocare al "piccolo amministratore". Infatti ognuno può, e deve, poter esprimere tutte le proprie idee, le proprie perplessità ed i propri dubbi, ma non deve mai, nel modo più assoluto, mentire a se stesso ed agli altri, tacendo, per tornaconto di parte, tutte le cose che ben conosce. E, visto che almeno due di questi tre (che poi forse, come i moschettieri, so' quattro) sono "recidivi", consigliamo al Sindaco di aprire bene gli occhi sui suoi che gli lavorano alle spalle. o almeno di aprire gli orecchi verso chi gli dice come stanno le cose, provandolo! Infatti sarebbe bene che, quando si dice una cosa, questa fosse vera. Che la Festa non sia la cosa più seria o importante del paese lo sappiamo tutti, così come sappiamo che per la maggior parte dei Consiglieri questo scarso interesse si trasforma nel non perdere tempo a leggere ed imparare lo Statuto dell'unico Ente a partecipazione diretta dello stesso Comune che esiste a San Quirico. Ma questo, per certi versi, è giusto e sacrosanto e, comunque, rientra nella sfera delle cose che ognuno può liberamente pensare. E' l'approfittarsi di questo fatto da parte di alcuni che è tutt'altro che serio, specialmente se ci si ammanta di purezza e si fanno dire le cazzate all'amico di turno che, non essendo prataiolo, agli occhi dei più pare sia "super partes" ma che, in realtà, agisce anche per astio nei confronti di altri. E' ovvio che chi non è ben al corrente di tutte le cose può non accorgersi di questo, ma è serio permettere che ciò accada? Per fare un piccolissimo esempio della travisazione della realtà, parliamo della famosa petizione prataiola scaturita dalla riunione in palestra del 17 dicembre, e che ha fatto (giustamente, se fosse vera) riflettere tutti: nel documento sono contenute, di sicuro e palesemente, firme false e nomi di persone non presenti all'assemblea stessa. Ciò non vuol dire che tre o quattro nomi in meno possano cambiare il termine del problema, ma la serietà (sia di chi lo scrive, che di chi lo legge) imporrebbe di dubitare, a quel punto, di tutto il documento stesso e, quantomeno, di approfondirne l'esame. Sul fatto che le firme, inoltre, siano fatte su un foglio diverso da quello del verbale, che parecchie sono fatte da minorenni (non dilunghiamoci), e che lo stesso verbale in realtà non sia altro che un resoconto di come si è svolta una serata, senza riportare minimamente le cose effettivamente dette, ci si potrebbe scrivere un libro. ma noi si fa finta, ancora una volta, che tutto sia dovuto solo all'inettitudine di qualcuno. Tornando alla discussione che abbiamo visto e sentito non possiamo non evidenziare dei dati che potrebbero essere sfuggiti a molti, soprattutto a quelli che gli fa comodo farseli sfuggire: gli interventi più saggi si sono sentiti da quelli che possiamo definire "meno informati", coloro che possono considerarsi "più vicini" ai Canneti hanno taciuto, qualche "moschettiere" ha cercato di travisare (e qui si torna all'approfittarsi prima detto) ancora una volta il Regolamento cercando di far approvare illegalmente modifiche pro-amici. Non è vero? Ma davvero nessuno s'è accorto della titubanza, di alcuni, nell'alzare la mano a favore della mozione di rinvio, che decretava la sconfitta del tentato golpe? Andiamo, non raccontiamoci novelle! Per venire, poi, alle proposte sentite dire possiamo commentarle favorevolmente perché, prima di tutto vanno nella direzione che noi si è sempre cercato di far capire, secondo perché è stato ribadito più volte che chi "non gioca più" non ha certo ragione. Scendendo nello specifico, noi abbiamo sempre sostenuto che l'Organo di garanzia supremo debba essere il Consiglio Comunale. ben venga però il Comitato dei tre saggi "super partes" finché la serietà del Consiglio è minata dai "moschettieri"; l'unico dubbio rimane questo: chi saranno i tre saggi, e chi li nomina? Il Consiglio Comunale non può farlo (per legge), il Consiglio dell'E.A.B. non è il caso che lo faccia (forse però con l'obbligo dell'unanimità.), resta il Sindaco. Si, potrebbe essere una soluzione adeguata visto che dovrebbero, in realtà, sostenerlo nel suo operato. Ma forse la cosa migliore sarebbe la seconda ipotesi, visto che il Sindaco è il Presidente del Consiglio dell'E.A.B.! Comunque a noi può andar bene sia l'una che l'altra. Su archi e bandiere uguali la scelta è facile: entrambi in legno... se si fa per fare meglio non è il caso di tornare indietro! E ora non tirate fuori il problema economico perché sono tutte panzanellate, che non hanno nessun senso. Non esistono, come s'è anche sentito dire, i Quartieri ricchi e quelli poveri e, poi, basta fare una semplice considerazione: non avete già gli archi del Quartiere? Dateli indietro e prendetene del nuovo tipo, forse vi rifanno anche un po' di resto. Gli archi sono privati? Fate fare la stessa cosa ai vostri arcieri. Non vogliono darli indietro perché ci vanno a fare le gare? A parte il fatto che le gare si fanno anche con gli archi medioevali (e non si capisce perché devono andare a farne di altro tipo se qui si decide di usare questi), li compri allora il Quartiere, che non aveva speso prima perché erano privati! Non va bene nemmeno questo? Allora ditelo che il motivo non è questo e, quindi, sono solo le solite ripicche! Per le aste "da pesca", poi, a parte il fatto di poterle usare per questo sport, vale il solito discorso di prima, tanto più che c'è sembrato di vedere che le usa anche il gruppo sbandieratori del Locio e, quindi, non volete nemmeno regalare le aste che non usate più al vostro gruppo? Via, un po' di generosità! C'è poi il problema del commissariamento del Prato, anch'esso proposto in Consiglio. Proposta seria e pienamente condivisibile. se il Prato esistesse, cioè se fosse stato obbligato, quando era il momento (sei anni oro sono!), ad ottemperare alla disposizione statutaria dell'E.A.B. che imponeva a tutti i Quartieri di costituirsi legalmente. Loro, com'è ovvio, non lo hanno mai fatto e perciò chi vai a cercare? Tra l'altro, se così fosse avvenuto, siamo certi che non saremmo giunti ai problemi odierni perché qualcuno di buona volontà, che possedeva legalmente i beni del Quartiere, di sicuro ci sarebbe stato. Ci vogliamo sbilanciare e vogliamo credere che ci sarebbe anche ora se, magari, fosse informato correttamente di ciò che succede davvero, se chi gli racconta le cose fosse un po' meno "partigiano"? In ultimo vogliamo concludere con l'apprezzamento di quella parte del discorso del Sindaco riguardante questo giornaletto. Ha detto che, secondo lui, talvolta non è il massimo dell'opportunità, che non condivide certe cose, ma che ognuno ha il diritto di fare quello che crede, che la libertà personale, in parole povere, non si discute mai. nemmeno nell'E.A.B.! Riteniamo sia un principio imprescindibile e che se ciò venisse ribadito più spesso, forse, lo avrebbero capito anche i prevaricatori di mestiere. Sul fatto che, qualche volta, non siamo stati opportuni al 100 % gli diamo pienamente ragione, ma noi non facciamo politica e siamo abituati a vedere le cose dal punto di vista della realtà, sia bella che brutta, sia favorevole che contraria, senza pensare a ciò che ci farebbe più comodo di dire o di tacere. D'altra parte, alla lunga, "a dire la verità non s'è mai fatto male nessuno"... o no?

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