E l'oligarchia cacciò il tiranno troppo buono

Chi di arroganza ferisce, di arroganza perisce. Chi l'avrebbe mai detto che sarebbe andata a finire così l'avventura (è stata proprio tale) da Capitano dell'ormai ex dirigente supremo biancoverde? Quando nel '96 andò al potere dei torelli esordì dicendo che con lui non si poteva più scherzare (ma quanto s'è riso!) e la delinquenza di quelli dei Canneti avrebbe avuto fine. Dopo tre anni e qualche mese, e quattro Barbarossa da protagonista in cui le ha combinate di tutti i colori (o almeno ci ha provato), Capitan Carlo è stato cacciato dal suo entourage (ex), da chi gli aveva giurato eterna fedeltà in nome della guerra senza tregua al tremendo ed odiato nemico biancoazzurro. Stessa sorte era già capitata a grandi e perfidi condottieri della storia dei popoli nonché, in ben più piccolo universo, ai suoi predecessori nel seggiolone di Piazza Tonda. Gianni e Cristina. Ma come abbiamo sempre criticato, e di che tinta, Capitan Carlo per tutto quello che ci ha fatto, fra vigliaccate e tutto il resto, questa volta bisogna fargli un bel complimento. Non perché se ne sia andato, anzi ormai ci s'era fatta l'abitudine ed il callo (un po' ci dispiace) alle sue continue "dimissioni", ma per il motivo per cui ha lasciato la baracca. Ecco quanto è accaduto. Dopo l'approvazione dei nuovi Statuto e Regolamento EAB sono iniziate, per lui, le rogne. Delle tante cose chieste (di proposte serie nemmeno l'ombra) solo una è passata: il gioco a tre bandiere, dichiarato fuorilegge grazie al competente consenso tecnico del Castello ed a quello, non si sa di che specie, del Sindaco. Il resto tutto respinto. Le aste di resina. a casa. Le espansioni territoriali. come prima. Gli archi di legno da lui proposti. da lui stesso bocciati! Facciamo basta va, che è meglio. Dopo tali decisioni egli ha dovuto render conto ai suoi bravi ragazzi. Apriti cielo!! "Ma vi rendete conto, hanno vinto i Canneti!", "Ma come, Carlo, ti sei fatto prendere per il culo in questo modo, da te non ci aspettava!", "No guarda, bisogna che tu vada a fargli cambiare idea al Locio e al Sindaco, a noi queste cazzate non ci vanno bene per niente, sennò un altr'anno un ci si va in giardino!". Questo e molto, molto, molto altro s'è detto fra pochi intimi alla riunione carbonara dei Prataioli. Per non dire poi cosa è stato detto ad un'altra riunione, ancor più carbonara e più intima (guarda caso non c'era nemmeno l'ex Capitano). E' stato detto di tutto ed a Carlo, quella sera, gli devono essere fischiate parecchio le orecchie. Eh si, l'aveva fatta davvero troppo grossa. L'aver accettato il responso democratico di una riunione democratica è stato per lui un peccato imperdonabile. Troppo buono con tutti, con i Canneti, con il mondo. E allora? Fra qualche retromarcia, fra qualche "ma, vediamo", hanno di nuovo preso il sopravvento quelli dell'intifada verde, quelli più cattivi dei cattivi, quelli duri e puri, i prataioli di seme, quelli doc insomma. Ed ecco fatto il nuovo Capitano. Chi si sente più portato a lavorare all'ombra dell'ufficialità (tradotto: chi vuol fare ancora più casino) ha rifiutato ma qualcuno ci doveva pur sedere nel seggiolone. Così i sempre più pochi, della riunione sempre più intima e carbonara di cui sopra, hanno deciso che l'incarico dovesse toccare ad Alessandro Giannetti alias Ciccio. Lui, che in passato ha ricoperto le cariche di Segretario e Vice Capitano (anche se ciò è indimostrabile perché ancora non hanno uno Statuto), ha dovuto alfine accettare. Ad alcune condizioni però: non fare le figure di merda del predecessore "che si è fatto confondere ed imbavagliare da quell'odioso ed odiato Capitan Paolo" di sponda biancoazzurra. Noi dell'Urlo non vogliamo dare giudizi a priori, speriamo invece che Capitan Alessandro sappia far prevalere la ragione rispetto ai ricatti degli ultras del suo rione, perché anche da lui passa il futuro della Festa. Abbiamo sentito dire, però, che egli avrebbe intenzione di dar vita ad una nuova era detta "dell'esorciccio" per sradicare il satana biancoazzurro che è in noi. Crediamo sia meglio che pensi a sradicare chi, dentro al suo gruppo, non ha a cuore la Festa ed il bene di San Quirico; sarebbe saggio per la Festa, per il Prato. e per se stesso, per non aggiungersi all'elenco dei Capitani finiti arrostiti. Gianni, Cristina e Carlo (pensate un po', addirittura anche lui) insegnano. E il dossier Marrockin, con tutto questo, non c'entrerà davvero niente?

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