Mitrockin per il KGB e Marrockin per il CEC

Dopo il caos creato dal dossier Mitrockin del KGB, approfittando forse del particolare momento storico, qualcuno ha pensato bene di portare alla luce un altro scottante dossier: il dossier Marrockin. Questo nuovo dossier sembra sia stato diffuso da un agente infiltrato dal CEC, appunto il colonnello Marrockin, in seno al Pratak (nota organizzazione rivale) e conterrebbe i nomi, in codice, di alcuni dei presunti agenti di questa potente organizzazione. A prima vista potrebbe sembrare un vero scoop, che aiuta anche a spiegare tanti fatti accaduti negli ultimi anni, ma ad un esame più attento non può che essere definito una bufala... tra l'altro parente geneticamente stretta del toro tanto caro al Pratak. In questo dossier, tradotto con molta difficoltà dal gergo algeriano a cura degli esperti decriptatori del CEC, si dice che undici esponenti di primo piano del Pratak, individuati con nomi in codice, Kamel, Tchycciovsky, Gryenkof, Mustafash, Tchuckyeskin, Fiasketteliof, Frediflintstyn, Grycshiof, Baghnayaof, Popof e, appunto, Marrockin, negli ultimi anni avrebbero tradito il Pratak in favore del CEC e dei suoi nobili scopi. Naturalmente sulla vera identità dei suddetti agenti è impossibile dire di più perché il codice è tutt'altro che chiaro, ma sulla veridicità, invece, di quanto in esso affermato, siamo riusciti ad avere un colloquio con "Big D", il misteriosissimo capo del CEC, che afferma quanto di seguito: "Non esiste e non è mai esistito un colonnello Marrockin nel CEC, neppure come nome in codice o come agente esterno; né la lingua che è stata usata è mai stata d'interesse o d'uso nostri. D'altra parte, se si trattasse proprio di altra persona infiltrata, non avrebbe certamente avuto accesso a notizie così segrete come quelle che egli afferma di conoscere. E poi è più che logico, nonché noto a tutti, che il CEC non è mai ricorso all'uso di infiltrati perché non ne ha mai avuto bisogno. In ultimo, in ogni caso, nessun infiltrato avrebbe potuto mai conoscere, come in tutte le organizzazioni di tale tipo che si rispettino, l'esistenza, e tanto meno i nomi, di altri infiltrati." Dopo una smentita così categorica ci siamo messi a ristudiarci l'intero incartamento e, rileggendo gli scritti ed i nomi dei presunti agenti, non c'è che da fare qualche piccola considerazione. Prima di tutto è troppo semplicistico affermare che qualcuno si possa esser fidato di questi personaggi, la cui inaffidabilità è più che nota a tutti, pur essendo (e proprio qui sta l'inganno) doppiogiochisti di tradizione; dopo una volta chi è che si farebbe fregare la seconda? Poi perché, visto che il presunto numero di essi è piuttosto elevato, sarebbe stato più semplice gestire direttamente il Pratak. Infine, ed è su questo che indaga il CEC, tenendo a mente tutti i fatti, sarebbe più probabile (si fa per dire, tanto che siamo qui a parlare di ipotesi quasi assurde) l'opposto in quanto il CEC non ha mai avuto bisogno di aiuti a fare alcunché, nonostante che qualcuno avesse, in un recente passato, provveduto a far sparire qualche bandiera verdognola dandone la colpa proprio al CEC. e nonostante ci sia anche chi gli ha creduto! Casomai si potrebbe trattare, e questa è la conclusione più probabile, di un meschino tentativo di fare un'azione che è tipica del controspionaggio più classico: l'invio di false informazioni. In effetti, ricontrollando una volta di più la presunta identità delle presunte spie, più che di "007" si potrebbe parlare, in modo molto più appropriato, di "bau-sette-te". Per concludere, dunque, state tutti tranquilli, che non ci sono infiltrati segreti di alcun genere e da nessuna parte, ciò che succede alla luce del sole basta e avanza per divertirsi!

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