Le tournée estive: c'è chi può e chi non può! Noi può!. diceva Totò. "Qui sul Titano tutto bene, c'è tanta gente, il tempo è bello, ci si diverte un sacco. Ci rivedremo presto e. tanti saluti da San Marino. Firmato Canneti". Chi, quando si allontana da casa per una gita o una vacanza, non ha scritto in una cartolina queste parole? Noi dei Canneti avremmo voluto e potuto (perché ci s'era!) scriverla a tanta gente una cartolina così, quando eravamo alle "Giornate Medioevali" nella Repubblica di San Marino, ma abbiamo deciso, invece, di dare un po' più d'informazioni a chi non c'era; ecco l'utilità dell'Urlo. La kermesse internazionale dedicata al medioevo, che ogni anno raduna vari gruppi storici e folcloristici italiani e stranieri, è un appuntamento di quelli con la lettera maiuscola e parteciparvi è un onore. Infatti non sono molti altri i posti dove chi sbandiera ha la possibilità di farlo davanti ad un pubblico così folto e competente. Ma andiamo per ordine. Già da tempo avevamo mantenuto contatti con il Ministero Sammarinese e con Rob, ormai un amico di famiglia in casa biancoazzurra, per tornare là dopo la precedente uscita del 1996, ma la cosa era problematica per via dell'atteggiamento tenuto da chi venne con noi l'altra volta (non ci scordiamo che eravamo stati noi, ahinoi, a trascinarci dietro tutta la bruzzimaglia). non solo all'albergo (come chiacchierarono tanti) ma, soprattutto, durante le esibizioni. Quest'anno, cadute le remore di rispetto e signorilità verso chi non ha nei nostri confronti lo stesso atteggiamento, è stato sufficiente dire che saremmo stati da soli per avere accesso alle delizie del Titano. Non potevamo certo andar su con una coppia, e così, dopo un accurato studio coreografico ed un costante allenamento, decidemmo d'impostare vari giochi della bandiera, mantenendoci però fedeli alle nostre tradizioni che ci hanno reso inarrivabili a San Quirico e conosciuti ovunque. Preparammo due coppie, un gruppo da sei e, dulcis in fundo, una spettacolare esibizione solista, forti della convinzione di avere l'unico alfiere in grado di competere con i big di tutta Italia. Così, dopo lungo e faticoso cavalcare, siamo alfin giunti nel turrito castello, ennesimo baluardo conquistato dal nostro Dragone; ad attenderci il Ministro del turismo in persona, che ci mise a disposizione il Teatro Titano, e l'immancabile Rob con il quale concordammo il da farsi e partimmo per l'esibizione mattutina per le vie del centro. Alla prima piazza, per rompere il ghiaccio, subito l'esibizione del Cingo e, alla successiva, coppia di Giacomo e Fabio. gli allievi che vengono su bene. Proseguimento poi del corteo per tutto il centro per dare un assaggio di ciò che si sarebbe visto il pomeriggio. Dopo il lauto pranzo in una taverna locale l'inaspettato fuori programma di dover ripartire subito alla volta della Torre Maggiore (la Guaita) perché, avendoci visto molto coreografici ed adatti all'ambiente, non si vollero far sfuggire l'occasione di farci fotografie e filmati ufficiali da usare per le tutte le prossime pubblicità. Durante la permanenza all'interno della torre un "simpatico" spadaccino volle esibirsi con i nostri vessilli ma, non rivelandosi troppo aggraziato, fu indotto a farsi da parte al grido di "smette grenco!" ed annichilito da qualche assaggio di vero saggio. Finiti gli impegni d'immagine, via di nuovo per la città per gli spettacoli clou e le esibizioni della nostra capacità. Ottimo l'effetto visivo e coreografico del gruppo composto dal debuttante (in questa disciplina) Dinetti, dalla new entry assoluta Marco Bernazzi (per altro impeccabile) e dagli ormai esperti Nicola, Pippo, Giacomo e Fabio; naturalmente si esibì anche la nostra coppia principe Nicola e Tommaso. Infine la quintessenza dell'alfiere: sua maestà il Cingo con il suo strabiliante assolo in cui hanno giostrato ininterrottamente per tre minuti fino a quattro bandiere con la consueta classe e precisione. Per inciso il Cingo, visto che qualcuno sta tentando di profanare il gioco a tre bandiere, ed a scanso di cabarettistiche imitazioni, per questa volta lo aveva preparato addirittura con quattro. In definitiva un'uscita all'altezza delle nostre aspettative e, cosa più importante, di quelle dei sammarinesi (per l'anno prossimo già tutto ok), per la quale dobbiamo ringraziare l'impegno anche dei tamburini Lorenzo, Laura e Giacomo, del paggio Capello e della dama Valeria, degli arcieri Giandomenico e Guido, della portastemma Bernazzi, di tutti e sei i genitori accompagnatori e, naturalmente del nostro Capitan Paolo. Cosa concludere da tutto ciò? Senza dubbio possiamo ritenerci orgogliosi della professionalità dimostrata in questa prestigiosissima uscita, molto ma molto diversa da quella di tre anni or sono quando, a causa dell'irresponsabilità di alcuni e della disorganizzazione di altri, dovemmo fare i salvatori della patria e non solo i trionfatori visti all'opera anche quest'anno. Non c'è quindi da stupirsi se la massima possibilità dei nostri avversari resta quella di esibirsi, per trenta denari, a Rigaiolo, che non è famoso per essere "la Repubblica più antica del mondo" ma per avere "la più grande discarica della provincia"! Non vediamo quale ritorno di immagine, prestigio e popolarità possa portare all'EAB, nonché come possano sentirsi appagati coloro che vi hanno preso parte (solo in dodici fra tutti, tanto per parlare ancora un po' d'organizzazione), ma forse è solo per poter dire "anche noi si va a giro senza di voi". A questo proposito ci sarebbe da sapere chi e perché ha deciso di violare per l'ennesima volta lo Statuto dell'EAB, visto che le uscite dovrebbero essere approvate dal Consiglio ed all'O.d.G. di quest'ultimo non si è mai visto nulla del genere. Il tentativo, molto mal celato, di isolarci continua. non si sa bene chi ne tragga davvero vantaggio, ma qualcuno ce lo dovrà prima o poi spiegare. Appena ci rispondono ne sarete messi subito al corrente. |
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