Il trionfo della "Cena della Sconfitta 1999"

Le cattive azioni si ritorcono sempre verso chi le fa: mai adagio fu più vero! E il 7 scorso la "Cena della Sconfitta 1999" è stato il più grande successo conviviale di tutta la storia dei Canneti. Grazie! Grazie, naturalmente, a tutti coloro che hanno preso parte all'evento, ma anche (bisognerebbe dire soprattutto ma non sarebbe giusto verso i primi) a tutti quelli che hanno fatto di tutto per esasperarci gli animi, per relegarci nell'angolo dei perseguitati ingiustamente, perché avete dato modo al popolo cannetino di sentirsi "obbligato" a stare più unito di sempre per far fronte ai soprusi. Noi non siamo abituati alle centinaia e centinaia di persone che, si dice, frequentino i deschi altrui; da noi, che siamo i più piccini, se s'arriva come quest'anno a 150 persone, compreso quella quindicina di fedelissimi che serve e cucina, è un successone. e così è stato! Ma si vuol cominciare dal fondo, da uno stralcio del discorso del Capitano (che la sconfitta gli abbia portato anche il dono dell'oratoria?) che riassume l'anno cannetino. "A questo punto c'era sempre stata la cerimonia di premiazione ed il discorso del Priore Orfeo, mi sembra giusto, perciò, iniziare con le brevi righe che lui ci ha inviato: Caro Capitano, non posso partecipare alla cena perché sono da tempo impegnato fuori San Quirico; la vostra spigliatezza nell'accettare questa sconfitta fa però comprendere la nostra sicura determinazione per rifarsi presto e bene. Auguro una magnifica serata e ringrazio cordialissimamente, Vostro Orfeo Sorbellini. La grandezza del personaggio si capisce proprio da questo: con tre parole ha riassunto un anno di vita e di lotta dei Canneti. Ma per chi non sa tutta la storia qualcosa di più, forse, è il caso di ricordarlo. Innanzi tutto perché "cena della sconfitta" e non "cena di mezza estate", "pranzo di agosto", "cena nel feudo" e amenità del genere: le cose vanno chiamate con il loro nome, senza giri di parole a mascherare la realtà. Noi questo lo abbiamo sempre affermato e soprattutto quest'anno, tra l'altro, abbiamo il pieno diritto di festeggiare anche una sconfitta, un evento così raro negli ultimi dieci anni che merita d'essere ricordato proprio perché noi non siamo abituati a perdere. Nel '90 e nel '93, le ultime volte che s'era perso, non eravamo competitivi, quest'anno lo siamo stati eccome: siamo arrivati secondi in entrambe le gare e ad un centimetro, se così si può dire, dal vincere e dal fare anche cappotto. L'esito delle gare è sempre giusto (non siamo noi quelli che danno sempre la colpa alle giurie) e quello che si è visto quest'anno non ci può che confortare: nessuno ha fatto nulla di nuovo e di meglio e nessuno, se non noi, aveva la minima possibilità di fare cappotto. Il prossimo anno forse ci sarà un doppio Barbarossa (il Sindaco l'ha detto anche nel suo discorso di insediatura), se la paura degli altri non li porterà anche stavolta a dire di no, e lui non si farà ricattare com'è accaduto a giugno, quindi in palio ci sono quattro brocche... ed il Castello dev'essere raggiunto! Quello che non ci piace di questa sconfitta è che non è stata solo la sconfitta dei Canneti, ma anche del buonsenso, della lealtà e delle regole certe; non hanno vinto solo il Prato ed il Borgo, ma anche chi tira in fuori, chi vuole che la nostra festa rimanga al livello più basso possibile perché non si noti, o si noti meno, la loro pochezza d'animo e di capacità. Quest'anno non abbiamo, come detto, nessun alfiere, arciere o tamburino da premiare, ma il Consiglio ha deciso di elevare al rango di Priore un nostro fedele contradaiolo, uno di quelli che incarna benissimo il giusto spirito del nostro Quartiere, che è di lavorare sempre e comunque, qualsiasi cosa ci sia da fare e indipendentemente dalle sorprese che gli altri ci riservano. La carica di Priore è l'onore più alto che il Quartiere concede, perché coloro che ne sono investiti sono i perenni depositari dei nostri valori, ed è stata data finora soltanto agli ex Capitani, a cui spetta di diritto, e ad Orfeo Sorbellini. E' con grande piacere, quindi, che ho l'onore di chiamare al nostro fianco il nuovo Priore Armando Dinetti che riceverà dalle mani di Mauro Generali, Priore più anziano (di carica) presente, l'attestato di nomina." C'è poco da aggiungere, se non che tutti i manicaretti hanno avuto il vivo apprezzamento degli astanti (qualche entusiasta ha addirittura preteso di baciare le cuoche), che è stata davvero una serata magnifica come auspicato da Orfeo, che chi non è venuto se l'è proprio persa. non succederà tanto presto di fare un'altra Cena della Sconfitta!

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