Tutto il Barbarossa minuto per minuto Per dar modo a tutti di comprendere i fatti e fugare ogni dubbio circa gli stessi, facciamo un breve riassunto di tutto quanto è successo nei giorni immediatamente precedenti e seguenti il 38° Barbarossa. Domenica 13 alle ore 21:50 i prataioli Melani e Fineschi dicono al nostro Capitano, che è al seggio, che lo scudo che noi mettiamo all'inizio di Via dei Canneti non è nel solito palo e di spostarlo. La risposta è che il palo non è nel Prato, ma non c'è problemi a spostarlo personalmente nell'antico loco, non appena finito con le operazioni elettorali o, al massimo, mercoledì 16 perché il martedì è fuori da San Quirico. Martedì 15 il Capitano del Prato toglie lo scudo e lo mette, a detta sua, su di un altro palo; noi, però, ce lo ritroviamo a terra e danneggiato, tanto che non lo possiamo rimettere. Il problema non è quale sia la verità, ma se stava fermo s'era sicuri di come andavano le cose. Allo stesso tempo egli da ordine al Giannetti di mettere, come negli ultimi tre anni, tredici bandiere del Prato in territorio cannetino nelle vie Foscolo, S.Caterina e Carducci, con la scusa che glielo hanno richiesto quei residenti. Il Regolamento consente ad ogni privato cittadino di poter apporre una bandiera del proprio Quartiere nel proprio immobile qualora abiti, appunto, fuori di esso. Ci appare molto estensivo interpretare come immobile ogni unità immobiliare e considerare che esse arrivino fino alla recinzione, senza parlare dell'addetto che va a posizionarle. La regola era fatta per non vedere le strade con tante bandiere diverse. e non dico altro. Mercoledì 16 il nostro Capitano telefona al Dionisi e gli fa presente la necessità di togliere le bandiere per non fare le solite discussioni. La risposta è che secondo loro vanno bene così e che quando avrà tempo passerà a darci un'occhiata. Vengono avvertiti allora gli altri due Capitani al fine di farli intercedere per chiarire la cosa, visto che anche il Borgo aveva erroneamente posto tre bandiere nel Castello ed era bastata una chiacchierata chiarificatrice per risolvere il tutto. Non accade nulla ed allora giovedì 17 scriviamo al Presidente E.A.B. perché intervenga in quanto ci pare proprio che si cerchi solo di provocare confusioni gratuite. Nulla di nuovo ed allora il venerdì 18 il Ciolfi, il Corda ed il Perugini provvedono a togliere, senza danneggiarne alcuna, le bandiere in questione. Naturalmente non si aspettava altro e, dai loro appostamenti, escono il Monaci, il Bellugi ed il Fineschi che protestano e chiamano i Carabinieri. La volante giunta sul posto non rileva alcun reato ed invita tutti ad andare a letto. La mattina seguente, sabato 19, probabilmente anche per la poca soddisfazione della notte prima, una delegazione del Prato si reca in Comune a protestare perché sarebbero scomparse 7 bandiere da Via Matteotti, che non c'entrano nulla con le altre. Alle 17 del sabato riunione straordinaria dell'E.A.B. su questi fatti e viene deciso che il Ciolfi dev'essere squalificato (a favore Prato, Castello e Sindaco, contro Canneti, astenuto Borgo), applicando velocemente una norma non scritta e con qualche dubbio sulla legittimità, perché come disse il Sindaco "bisogna dare un esempio forte a tutti", anche se, sempre parole testuali del Sindaco, "qualche ragione c'era perché le bandiere non erano messe tanto bene". Si decide inoltre di non procedere contro il Capitano del Prato perché si è dimesso e di multare il Prato con cifra da stabilirsi. Queste due ultime decisioni dovranno essere rese note lunedì per non creare ulteriori tensioni. La squalifica del Ciolfi, per ovvie ragioni, sarà divulgata dopo l'uscita dei Quartieri per gli stessi motivi. Il Capitano del Prato, invece, racconta subito tutto ai suoi (non mantiene il segreto nemmeno sull'esito del sorteggio, ma questo non lo ha mai fatto.!), "sennò non si vestiva nessuno", alla faccia della serietà di tutti. Il Vice Capitano del Borgo fa la stessa cosa con l'aggravante di venire anche a dirla a noi prima che lo facesse il nostro Capitano. Naturalmente la consueta dose (tutti gli anni fanno così) di insulti in Piazza nei nostri confronti è aumentata e, addirittura, si cerca anche di aggredire (solo verbalmente, o peggio?) il nostro Capitano; il Capitano del Castello da una mano ad allontanare il Melani, il Giannetti (che offre anche i soldi della multa), il Fineschi ed il Marcucci che sono più facinorosi degli altri. Sabato sera al bar si scopre che le bandiere di Via Matteotti non sono sparite, come aveva ribadito appena poche ore prima il loro Capitano, ma le aveva trovate a terra e messe a casa sua il Bellugi o il Di Cristina, a seconda delle versioni che venivan date. forse non s'erano messi d'accordo bene fra loro! E' evidente come fosse solo un tentativo di far punire gli altri in qualche modo. La stessa sera sparì una bandiera dei Canneti dal ponte della Cassia, ma di questo non importa niente a nessuno perché "senz'altro la avrà presa un turista".. con il palo di 5 metri e tutto? Il dopo gare della domenica, invece, è segnato dalle scorribande del Melani con la 500 che, a velocità folle, fece Via dei Canneti (nessuno arrotato perché veloci a scansarsi) ed alcune vie del centro storico anche contro senso. La serata ebbe inoltre il suo clou nei volantini che il Capitano del Prato in persona affisse in Via Dante e che il Monaci gettò in Via Nuova. Poi si passa a mercoledì 23 alla riunione dell'E.A.B. dove noi, visto che quest'anno si doveva dare un esempio a tutti, chiedemmo di applicare le stesse norme non scritte applicate per il Ciolfi anche al Capitano del Prato (s'era saputo, ovviamente, che le dimissioni del sabato erano solo una scusa per rinviare provvedimenti), al Monaci ed al Melani, di stabilire in una cifra che fosse "significativa" la multa al Prato, nonché di agire anche contro il Borgo per la diffusione di notizie anticipata. Amaramente scoprimmo quello che temevamo, cioè che per "tutti" non si voleva intendere tutti i partecipanti, ma solo noi dei Canneti, che il Capitano del Prato non si voleva più dimettere (poi ridisse di sì, poi non si sa che voleva fare), che l'esempio era già stato dato, ecc. ecc. Morale della favola tutto si doveva risolvere con una multa di 50.000 £ al Borgo e di 150.000 £ al Prato, "perché non è giusto dare le pene massime ed il Regolamento non è tanto chiaro"... e il Ciolfi? Probabilmente per casi del genere, dobbiamo dedurre, la pena massima non è la squalifica ma la pubblica fustigazione, o un mese di gogna, oppure il taglio delle mani! Dipenderà di certo, come questa volta, da quello che al momento potrà risultare più utile agli interessi di chi dovrà decidere! Il bello è che nessuno ha messo in dubbio che le cose stiano veramente così, quindi le conclusioni non possono che essere queste. Siamo caduti (direi proprio scaduti) molto in basso, forse troppo, ma se è questo che si vuole. Mah. |
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