Gita cultural-gastronomica a Caprarola e Sutri

Consolidando un nostro abituale costume (si potrebbe quasi parlare di tradizione visto che ormai son due anni) del trascorrere insieme una domenica del mese di maggio, il 30 appunto, siamo andati a fare una gitarella nell'alto Lazio. Perché, direte voi? Ma per incrementare la nostra amicizia, per divertirsi insieme, per essere il più possibile, davvero, un Quartiere e, tanto che ci siamo, allietare lo stomaco e la mente. L'anno scorso andammo al mare, a Follonica, a farci una bella mangiata di pesce, quest'anno abbiamo variato il menù per assaggiare le prelibatezze della cucina del viterbese. Così la mattina di buon'ora una trentina di prodi si sono incamminati (naturalmente con auto e moto) alla volta di Viterbo, passati poi i Monti Cimini, toccato il Lago di Vico, eccoli alfine giungere in quel di Caprarola per visitare il famoso Palazzo Farnese con il suo bellissimo parco. Dapprima la visita al grande edificio cinquecentesco, accuratamente organizzata per noi, che celebra i fasti e le glorie di Paolo III, e di tutta la famiglia Farnese, progettato dal Sangallo e dal Vignola e affrescato dagli Zuccari. A seguire, guidati da un esperto botanico nonché studioso dei giardini storici, appositamente inviato dall'Università della Tuscia, abbiamo potuto ammirare l'immenso e grandioso parco con alberi secolari e giochi d'acqua (i più, probabilmente, lo conoscono perché lo hanno visto in televisione nella vecchia pubblicità del San Paolo di Torino), potendo appurare, tra l'altro, che la guida oltre che esperta era anche paziente e simpatica; infatti i giochi d'acqua, stante la calura della tarda mattinata, sono stati molti di più di quelli solitamente presenti. nulla di trascendentale, ma qualche annaffiata è toccata a grandi e piccini. Ripreso il viaggio alla volta di Sutri siamo giunti giusto in tempo per fare una breve visitina al centro storico, tanto per stimolare l'appetito (non che ce ne fosse bisogno più di tanto) e mettersi a tavola dall'oste Franchino. Un giusto desco allietato da amatriciane, fettuccine ai porcini, arrosti all'etrusca e, naturalmente, dal buon bianchino della zona. Dopo pranzo, ed il riposino di rito, abbiamo preso pieno possesso dell'anfiteatro romano di Sutri, gentilmente concessoci a tale scopo grazie alla disponibilità e sensibilità della Dott.a Anna Maria Moretti Soprintendente ai Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale, per dar modo ai nostri sbandieratori di esibirsi nei loro giochi ed a tutti i parenti ed amici di eseguire qualche foto-ricordo con più calma del solito. Com'è ovvio il rullo del tamburo ed i figuranti in costume hanno fatto da richiamo anche per un poco di pubblico "esterno", che non guasta mai e che ha fatto da cornice all'evento, insieme allo straordinario scenario delle millenarie vestigia. Raccolti i complimenti dei presenti, fatta la dovuta pubblicità alla nostra Festa del Barbarossa (mai dimenticarsi che siamo sanquirichesi e che bisogna sempre fare qualcosa per il bene del paese), rimessi a posto armi e bagagli, si riparte alla volta di Capodimonte per l'immancabile sosta ristoratrice a base di gelato sul lago di Bolsena e, poi, alla volta di casa. Sicuramente non abbiamo inventato nulla, ed è stata una domenica che tutti si possono vivere senza problemi, ma ci è sembrato carino ed importante stare tutti insieme alle nostre famiglie che purtroppo (o, forse, se Dio vuole) si riuniscono nel Quartiere solo quando ci tocca lavorare per far grande il Dragone BiancoAzzurro. molto probabilmente riusciremo, nei prossimi giorni, ad impegnarci con più voglia e serenità per il prossimo, imminente, Barbarossa e, chissà, magari riusciamo anche a far bene qualcosina.

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