Marileno Franci nuovo Presidente dell'EAB

La cronaca dei fatti può essere riassunta anche solo nel titolo che abbiamo dato a questo articolo; infatti la cronaca è l'elenco delle cose accadute e, per noi, ciò che conta sono le motivazioni che stanno dietro alla cronaca, perché una visione ragionata delle cose può aiutare a capirle meglio. Naturalmente non vogliamo di certo prendere in esame le ragioni che hanno portato alla vittoria di Marileno piuttosto che di Ugo (non compete a noi) né, tantomeno, pensiamo che quello che entrambi hanno detto di voler fare per l'EAB abbia potuto influire sull'esito del voto. se fosse dipeso da questo non avrebbe vinto nessuno! Si, qualcosina sul Barbarossa è stato detto, ma parlandone come una festa generica, quasi fra le righe e senza mai ricordare seriamente, nemmeno nei programmi, che esiste, appunto, l'EAB. E pensare che è l'unica istituzione paesana a cui il Comune partecipa direttamente! Forse proprio per questo si è ritenuto di non approfondirne l'esame, cerchiamo di pensare positivo. Chi ha vinto ha parlato della Festa del Barbarossa, elencandola dopo la Festa dell'Olio (forse è quest'ultima che può vantare 38 anni di vita, anziché 6 come noi!), senza mai citare l'EAB, quale momento d'incontro la cui immagine va rafforzata. forse cominciando proprio, parrebbe di dover capire, a lavorare su coloro che se ne dovrebbero occupare per primi. Chi è stato invece sconfitto ha superato ogni limite: come si fa a dire che si vorrebbero sostituire gli stemmi in compensato dei Quartieri con altri in ceramica, dopo che per anni si è fatto di tutto perché ciò non avvenisse? Vedi in merito l'Urlo n° 9 del settembre 1995! Forse è solo perché ora si vorrebbe che ci pensasse il Comune anziché ognuno dei Quartieri per proprio conto? Oppure è perché, tanto che s'era a parlare delle madonne (rigorosamente prima, forse perché anche queste sono una ventina invece di tre-quattro sole?), mettiamo nel monte anche questi benedetti stemmi. Comunque, a tal proposito, non credo che, pur avendo perso, non possiate portare avanti questa parte di programma; ci potrebbe bastare anche solo questo e, in fondo in fondo, anche solo il permesso di poterli mettere da noi. tanto ci sarà di sicuro qualche altro che vorrà mettere i bastoni fra le ruote (magari proprio dentro all'EAB), come si è già potuto cominciare ad intravedere quando, poco tempo or sono, è stato il Borgo a rifare la proposta di mettere stemmi più decenti. Ma lasciamo perdere le critiche che potrebbero esser considerate (non lo sono di certo) fini a se stesse e passiamo alle nostre proposte. E' inutile continuare a domandarsi che cosa si può fare per migliorare la Festa, farcendo il quesito con le dissertazioni filosofiche più varie, se non si vogliono aprire gli occhi e vedere ciò che manca: il mangiare e bere gratis che c'è alla Festa dell'olio, la collaborazione dei commercianti, qualche spettacolo nei giorni di contorno. E' difficile fare queste cose? Parrebbe di sì, perché non si vuol prender capo a farle, sicuramente no se ci si crede. Ma li vedete i cartelloni di qualsiasi cazzatina di festicciola attaccati ai muri? Che c'è? C'è almeno una quindicina di giorni di festeggiamenti vari, ma niente di niente se si tolgono gli stands gastronomici, i balli lisci, le processioni e, più raramente, i fuochi d'artificio. E allora? Allora, invece di voler dilazionare gli spettacoli per favorire l'allungarsi della presenza turistica (l'avete mai visto qualche turista venuto appositamente per un certo spettacolo che non sia la Festa del Barbarossa?), cosa che tra l'altro dovrebbe essere, come nel resto del mondo, a carico dei commercianti, concentriamoli almeno in parte in 10-15 giorni del mese di giugno. Facciamo fare gli stands (come alla Festa dell'olio!) a chi vuole vendere un prodotto tipico, inseriamo dentro ai "festeggiamenti di giugno" il Santo Patrono, una fiera e 3-4 fra spettacoli e balli lisci ed il gioco è fatto. In ultimo, non perché non ci sarebbero da dire tante altre cose, ma per non parlare solo di questo, aiutiamo i Quartieri a vivere ed a darsi da fare, così come pare si voglia fare con la danza, la musica, il teatro, ecc., anziché trovare scuse per farli inciampare, perché i Quartieri potrebbero, ne siamo certi, contribuire a risolvere tanti di quei problemi che sembrano impellenti. Un augurio, dunque, a Marileno & Co.. perché abbiano voglia di fare.

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