Il Gran Cenone della 21^ Vittoria

E' ormai tradizione da noi fare la Cena della Vittoria (ben sette negli ultimi otto anni) e l'unica variante finora era stata quella di festeggiare Alfieri o Arcieri... o anche tutti e due! Quest'anno, tanto per cambiare (siamo sempre stati un po' innovativi), grazie anche alle molte serate impegnate da manifestazioni un po' di tutti i generi, l'abbiamo fatta di venerdì e le sventure prospettate a viva voce dai denigratori più o meno assidui non si sono avverate. La pubblicità contraria è stata tanta, sia palese (evviva la finezza ed il fair-play) che occulta (evviva i segreti di Pulcinella) ma le cose sono andate tutte per il verso giusto ed i fieri cannetini si son potuti godere un'altra piacevole serata all'insegna del Dragone. Ci spiace solo che qualche fedelissimo non sia potuto esser presente per precedenti impegni, ed è per questo che anziché raccontare come sono andate le cose con parole nostre ci piace raccontarvele attraverso le parole di "voice" Pippo, l'ufficialità predisposta al meglio dal nostro valente Comitato di Festeggiamento, per la premiazione:

VINCERE non è mai facile, ma quello che è più arduo è restare al vertice. NOI ci siamo riusciti. Questo è infatti il quinto anno consecutivo che ci ritroviamo in Via Nuova a festeggiare l'ennesimo trionfo Biancazzurro.

Ogni anno porta con se un ricordo particolare, il 1998 resterà nella memoria per esser consegnato alla storia come l'Anno della Perfezione. I nostri Alfieri hanno presentato ai dieci giurati uno spettacolo di prim'ordine: acrobazie al limite del funambolismo, eleganza e portamento ai massimi livelli, affiatamento esemplare, scenografia originalissima, il tutto all'insegna della perfezione assoluta: senza una sbavatura, un'incertezza, un'indecisione.

E' un'occasione in più, se mai ce ne fosse stato bisogno, per ribadire la nostra superiorità nel volteggiar bandiere: la nostra scuola è ormai leggenda, gli anni '90 ci hanno consegnato ben 6 brocche (per ora), nella graduatoria degli Alfieri siamo ormai in fuga, 12 vittorie ci collocano sull'Olimpo, siamo noi la razza padrona... agli altri le briciole!

Per quanti non hanno goduto il 21 giugno, e per coloro che vogliono godere ancora, ECCE VOBIS.... I FENOMENI. (segue sbandierata)

Aloro il grazie del popolo biancazzurro tutto e del Grande Dragone Dorato:

- Il pluridecorato, il plurirullante, lo Zidane delle bacchette, non bastano più gli aggettivi per descriverlo, ci vogliono i numeri... alla sua 7^ vittoria, inarrivabile per chiunque, il cuore fatto tamburo, il prestigiatore LORENZO BENOCCI.

- I dominatori incontrastati del campo delle armi, da "enfantes prodiges" ad Imperatori della bandiera, la coppia delle meraviglie, dominatrice della fine millennio, i predatori delle brocche, inceneritori di presunti miti caduti inermi ai loro piedi, i Re Mida del Barbarossa ENRICO & NICOLA!!!!!!!!!!

Ma le vittorie non vengono mai per caso o improvvisazione, le vittorie son figlie dell'organizzazione e del duro lavoro. Dietro le quinte si muove un intero popolo che, giorno dopo giorno, si applica per porre le basi di questi successi: a loro dedichiamo questa serata ed invitiamo tutti coloro che vogliono seguire quest'esempio ad unirsi a noi per condividere l'entusiasmo ed il divertimento, poiché non solo le vittorie devono rappresentare il nostro immenso blasone.

Ma, come dice il titolo, le sorprese non sono finite qui. Infatti i denigratori di cui si diceva prima, invidiosi della buona riuscita della serata, hanno sparso in giro voci tendenziose su presunti avvelenamenti ed intossicazioni in cui sarebbero poi incorsi i partecipanti. La notizia, ovviamente, è falsa, ma una piccola verità essa la contiene: l'intossicamento da travaso di bile è venuto a chi ci vuol male... perché noi le cene si continua sempre a farle ed a loro, se proprio vogliono mangiare in compagnia d'una brocca, alla cena del Castello d'andar gli tocca! Ridicoli è poco.

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