Canneti: primi anche nella Vallée !

Dopo le rime ecco la prosa. Tutto ha inizio nell'ultimo mattino di gennaio, così come previsto... quello che non era previsto era l'acqua insistente che cadeva e che sembrava di cattivo augurio. "Niente paura", apostrofò l'Aruspice del Gran Dragone, "è solo la misera velleità d'una qualsiasi macumba taurina, basterà una piccola orazione per sconfiggere simili dilettanti". Così si fece e così bastò. Ci dispiace per gli altri sanquirichesi che si son dovuti sorbire una settimana di acqua e di freddo, ma il Dragone non tradisce mai chi ripone in lui la sua fiducia: sole e caldo per sette giorni sette! E così la numerosa compagnia (s'era in 63), chi con la macchina e chi con l'autobus, giunse in quel di Stafal, frazione di Gressoney. Visto il gran numero di sciatori non era certo possibile star tutti insieme ma, grazie alle fascette-paraorecchi azzurre del "Canneti ski team", donate generosamente a tutti, ci si riconosceva da lontano sulla neve. Come ben sapete i Canneti sono abituati a vincere e, anche in Val d'Aosta, non ci siamo smentiti riportando a casa tutti i 1^ premi delle gare a cui abbiamo partecipato... ma andiamo con ordine iniziando con la "Caccia al tesoro del Monboso". Come tutti i team che rispettano s'era iscritto due squadre: la Canneti-1 con TB, il Cingo, il Dinetti ed il Pinzino, e la Canneti-2 con Guido, Nardo, Benda e il Pinzi. Il risultato già lo sapete, ma quello che ancora non sapete è che è giunto nonostante l'avversità della giuria che voleva far vincere una squadra del loro Hotel (ed erano ben 18); i rallentamenti impostici si sono sprecati ma, grazie alla perizia dei nostri campioni, il successo arrivò. Meno bene Canneti-2, che era al 2^ posto dopo 1/3 di gara, che fu sviata (volutamente?) da errate indicazioni che la misero irrimediabilmente fuori gioco. Pazienza... ci siamo rifatti subito dopo vincendo le garette-puttanatina (indovinelli, mimi, ecc) che si fanno in tutti gli alberghi. E molto interessante, in questa tenzone, fu l'approccio con la squadra avversaria, il cui capitano (un romano forse, "de centocelle", molto somigliante ad un altro capitano nostrano) s'agitava troppo, rischiando più volte le mani nella bocca, e meritandosi l'augurio dell'Aruspice di prima: "ma un braccio un te lo stronchi mai?"... il giorno seguente un altro sciatore lo investì e la sera era proprio col braccio al collo! Che dire? Torniamo alle gare e passiamo a quelle di sci dove il "dream team" partecipò soltanto a quelle delle categorie "bambini" e "maestri", vincendole entrambe grazie a Emanuele Flamini e Giorgio Capecchi. Sempre a proposito delle vincite c'è stato chi è tornato a mani piene anche dal casinò di S.Vincent, che volete di più? Potremmo parlare anche della lotteria ma, visto che si organizzò noi, era logico che tutti i premi fossero stati vinti da persone del gruppo... nessuno dai fedelissimi, purtroppo, ma tutti ad amici degli altri paesi; del resto era una cosa seria e non certo pilotata, perchè noi non si frega mai (tanto per ribadirlo a quelli che si divertono a dire il contrario). Per il resto da segnalare c'è solo il grande consenso e divertimento che tutte le iniziative hanno avuto: dalla serata a base di giochi (mai visto una bandierina più contesa, con scene d'autentico vigore atletico e schienate madornali) alle mangiate nelle baite, dal vin-brulè (con legna fregata nottetempo) alle accesissime partite a carte. La mitica apoteosi ci fu, però, all'ultima sera con le premiazioni dei bambini (e di qualche adulto), nonché il sorteggio della lotteria e con l'ode al Capitano (vedi pag. 2). Unica nota triste di tutta la settimana, insomma, è stata la partenza, soprattutto perchè durante una sosta ad un autogrill dell'alessandrino s'accese una gran diatriba sulla provenienza di un autobus di gitanti, anch'esso fermo: chi sosteneva che fossero marocchini e chi invece, dotato evidentemente di meno diottrie, riconosceva in loro paesani in atteggiamento di spie. Ripartimmo riguardandoci "Bravehearth", la storia dell'eroe della bianco-azzurra Scozia, per prepararci meglio all'ormai prossimo Barbarossa.

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