Tutti gli uomini del Gran Dragone

A piè delle pagine sono riassunti i nomi di coloro che hanno contribuito a dare lustro ai Canneti conquistando le vittorie o mandando avanti il Quartiere ma, com'è logico, non sono certamente i soli che hanno meriti. Cominciamo però dall'inizio, da quel fatidico 1962. La nascita della Festa fu per i Quartieri piuttosto approssimativa in quanto, dopo essersi messi daccordo sui confini, sui colori, sui nomi, sugli stemmi e sui costumi (tutti più o meno uguali), nessuno voleva fare il Capitano... fu così che, con un articolo apparso sul giornale, il Sorbellini nominò i dirigenti "sul campo" all'insaputa degli stessi; tant'è vero che il Ricci (nominato più per il fatto d'essere il farmacista, o di venir da Siena, che per altro) fu il nostro 1^ Capitano più di nome che di fatto e, praticamente, le redini le prese subito Mario Casini. Nel territorio cannetino abitavano allora solo 26 famiglie (compresi il prete e le suore!) e fuori delle mura, fra la Cassia e la strada della Ripa (territorio a noi assegnato) c'era solo una via abitata (Via dei Canneti) e due viottoli sterrati che erano appena accennati (Via Nuova e Via Duccio di Buoninsegna)... s'era i più piccini di tutti ed il nostro motto, "unus sed draco", non è stato scelto a caso! Col passare degli anni l'espansione edilizia ha portato più della metà dei sanquirichesi ad abitare nei Canneti, ma ciò (forse è anche giusto) non ha convertito i cuori e le menti alla causa del Dragone. Il fatto che siamo sempre stati pochi da una parte ci ha penalizzato, ma ci ha anche dato più unità. Nei primi anni eravamo addirittura i primi dell'Albo d'Oro grazie ai fratelli Casini ed a Beppino Ciacci, ma dopo il '68, anno di grandi cambiamenti, dovemmo abdicare in favore del Castello, che domina a tutt'oggi. Beppe Ciacci è, forse, il Cannetino più illustre essendo poi divenuto un famoso ed apprezzato neurologo... c'è chi dice che sia stato spinto all'amore verso questa professione dalle frequentazioni coi prataioli, ma non esistono notizie certe in merito pur essendo, tale ipotesi, ampiamente plausibile. Ma la buona volontà a volte non riesce a sopperire alla mancanza di persone e, quindi, il periodo buio si manifestò per lunghi anni di poche vittorie ed organizzazione approssimativa. Ma questo non era certo per il demerito di Giulio, Beppe, Gosto, Gualtiero, Eros o il Sodi (l'entourage di allora), anzi loro si davano da fare tantissimo e, soprattutto, ci facevano crescere nel Quartiere, insegnandoci l'amicizia e l'impegno nel fare ogni cosa, dandoci quei valori sani che sono alla base dei risultati di oggi. Infatti se ora siamo la "potenza" della Festa lo si deve soprattutto al lavoro di formazione che è stato fatto in quegli anni e che ci hanno insegnato anche a continuare in seguito. E se qualcuno volesse obiettare che siamo ancora secondi in quanto a vittorie non c'è altra risposta da dare che la seguente: siamo stati anche molto più indietro e ci siamo riconquistati la posizione che abbiamo regalando due brocche già vinte nella gara dell'arco ('87 e '89) e facendocene fregare una nelle bandiere ('74) da una giuria così scandalosamente partigiana che lo ha pubblicamente ammesso anche il Prato... non sò se mi spiego! Fate i vostri conti e vedrete che senza tanta ingenuità e generosità saremmo primi già da qualche anno. Nel periodo fra la fine degli anni '70 e la prima metà degli anni '80 ci fu il nostro primo cappotto ('77) seguito dai cinque anni consecutivi di buio completo, che rappresentano il punto più basso che si sia mai toccato, ma ci furono anche grandi cambiamenti nel Quartiere che hanno portato all'attuale situazione. L'abbandono di tutta la "vecchia guardia" e la prematura scomparsa di Pietro Zamperini (Capitano in pectore) non sono stati un trauma facile da superare, ma Fausto e Mauro, oggi Priori, han saputo gestire bene il passaggio ed ora, pur rimanendo sempre in pochi, si può contare su una ventina di persone che, a vario titolo ed impegno, si danno da fare per, come dice il nostro Statuto, "la vita ed il prestigio del Quartiere". E 8 brocche negli ultimi 7 anni vogliono dire che stiamo lavorando bene nel campo più importante, quello delle vittorie: Roberto, Enrico, Nicola, Stefano, Andrea e Gianluca sono il frutto e il premio del lavoro e della dedizione... speriamo che si continui così. Potremmo anche ricordare, infine, ad uno ad uno coloro che hanno vinto e coloro che non ci sono purtroppo riusciti, ma il discorso diventerebbe troppo lungo e non avrebbe, forse, nemmeno senso perchè nulla di ciò che facciamo deve servire alla gloria dei singoli, ma solo a quella del Grande Dragone Cannetino. Il 21 giugno prossimo vi vogliamo tutti a S.Quirico a sostenerci perchè poi, per festeggiare la 21^ (o forse anche la 22^...) brocca, potremo fare un altro grandissimo cenone in Via Nuova.

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