"A cena coi piatti da casa" Doveva essere proprio un altro mondo quello dei primi anni del Barbarossa! Quel mondo pochi di noi l'hanno vissuto perchè siamo un Quartiere piuttosto giovane, molti invece hanno potuto conoscerlo solo attraverso i racconti e gli aneddoti di chi nel 1962 era già adulto. In esclusiva per i nostri lettori ce ne parla uno dei padri del Quartiere di Canneti: Giulio Morelli. Oggi lui è il Priore Anziano del nostro Quartiere, carica che ha assunto nel lontano 1979, dopo 18 anni d'attiva militanza nella prima linea bianco-azzurra: quasi avesse atteso la maggiore età dei Canneti, la certezza che potevano andare avanti anche senza la sua esperienza e il suo amorevole, costante, apporto. In quei 18 anni Giulio fu sempre Segretario, ma ricoprì anche le cariche di Vicecapitano (1965-68), Capitano (1969-79) e Cassiere (1975-79)... in pratica il vero fac-totum dei Canneti, certo uno dei pochissimi, se non l'unico, che può dire d'aver "vissuto" da sempre la nostra Festa. Ed è solo da quest'anno che il nostro attuale Capitano ha eguagliato il suo record di ininterrotta permanenza nello staff dirigenziale dei Canneti. "Nei primi anni della Festa nel corteo c'era un carro con i buoi: il carro lo dava Aroldo e i buoi erano di Gosto di Riguardo. Sopra al carro c'erano le citte che cantavano con la musica di un grammofono messo nel carro". Poi Giulio ci racconta dei Canneti. "Prima della Festa si portava i ragazzi più giovani a mettere le bandiere per le vie, e dopo si faceva le merende. C'era molta partecipazione della gente, trainati dal Maestro Sorbellini, tutti si dava una mano: io, il Casini, Eros, il Sodi, Gosto, Beppe e gli altri. Dopo il Barbarossa si faceva la cena all'aperto. Le donne preparavano la pasta, l'insalata e le patate, noi uomini invece si faceva l'arrosto. A cena venivano parecchie persone, a volte anche centinaia, che si portavano i piatti e le posate da casa... chi ce l'aveva le posate per tutti? E poi c'era il ballo con la fisarmonica. A volte s'andava a giro con le bandiere: siamo stati a Castelvetro, a Acquapendente, a Sarteano, a Montalcino nella contrada con i nostri colori (ndr. gemellaggio con il Pianello del 1978) e, dopo la vittoria nella sbandierata, il mio figliolo Mario e Beppino Ciacci li chiamarono anche ad Asti". C'eravamo dimenticati di dire che Giulio da Capitano ha portato in Via Nuova 4 brocche (altre 4 da Vice), ed anche che è il padre dell'altro Priore ed ex Capitano, Fausto, nonché di Mario vittorioso alfiere. Dobbiamo essere tutti grati e riconoscenti alle persone come Giulio, che la nostra Festa praticamente l'hanno fatta nascere e crescere, trasmettendoci le tradizioni ed i valori genuini dello stare insieme e del divertirsi in maniera sana e costruttiva. Per questo alcuni si dovrebbero sforzare a vivere un po' meno di protagonismo e più in armonia fra loro, per far crescere ancora di più la nostra (di tutti... come sempre) Festa e quindi San Quirico, se non altro proprio per rispetto a quei valori e tradizioni che dicevamo prima, se non lo si vuol fare per il paese. |
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