Cena della Vittoria: vènti e... vénti La brocca che abbiam conquistato è stata per noi la numero vénti, e per averla abbiamo dovuto fare i conti con i vènti. Ventosa era infatti la serata del 22 giugno, così come ventosa è stata quella del 5 luglio. Non c'è che dire: venti, con ogni tipo d'accento, è la parola chiave di quest'anno cannetino. Sia ben chiaro che é meglio vincere e festeggiare dentro una bufera, piuttosto che non vincere in una tranquilla e calma giornatina. Ma parliamo della Cena della Vittoria, che per noi è divenuta quasi una tradizione, un appuntamento che si rinnova da ormai 4 anni consecutivi... e ne siamo orgogliosi. Delle sbornie, protagoniste nella passata edizione, nemmeno l'ombra: l'acqua ha prevalso sul vino. Nel tavolo dei campioni, anziché ridere pel troppo alcool, si rideva per i premi della cec-lotteria, che facevano bella mostra su simpatici opuscoletti. C'era chi sperava di vincere un viaggio per due persone alle 3,5 terre o chi una bandiera della Ferrari, chi un corso per alfieri o una asta di vetroresina, adatta anche alla pesca: così è iniziata la caccia ai biglietti fortunati che erano venduti al modico prezzo di 1 solo baiocco. Fra la degustazione dei cibi sempre più squisiti fatti dalle nostre donne (sempre più formidabili) siamo giunti alla cerimonia di premiazione. I tre campioni Enrico, Roberto e Lorenzo, indossando i nuovi costumi, hanno deliziato gli astanti con la seconda parte della sbandierata vincente... anche per ribadire che tutti i giochi venivano perfetti. Per l'occasione hanno fatto la loro prima apparizione in pubblico gli allievi tamburini Salvatore e Giacomo, che hanno accompagnato il loro maestro. Naturalmente il tutto è stato ben sottolineato dalla voce dello speaker per antonomasia Pippo Quinci. Nell'occasione il Capitano ha anche omaggiato con una pergamena-ricordo i "vecchi" Priori del Quartiere, Giulio Morelli, Mauro Generali e Fausto Morelli, nonché, fra il consenso generale, il Prof. Sorbellini Priore di fresca nomina. Questi, visibilmente commosso (è stata, per lui come per gli altri, una gradita sorpresa), ha salutato tutti i presenti complimentandosi per i riusciti festeggiamenti e per l'impegno che "questi ragazzi con la maglietta azzurra" mettono nel tenere alto il nome dei Canneti che, anche oggi, a dispetto di quanto s'asserisce frequentemente in giro, è un Quartiere piccolo, poco più grande delle ventiquattro famiglie che ci abitavano all'inizio. Ma, forse proprio per questo, è quello che cerca più d'ogni altro di proporre sempre nuove iniziative e di portarle avanti nel miglior modo possibile... e per le gare e la Festa in generale sembra proprio che ci riesca! La torta, anche quest'anno fatta dalle mani di fata di Capello Caselli, ha concluso in degno modo la serata; bella, gigantesca e buona era fatta di quattro piani: uno per ogni parola del nostro motto "unus sed drago" e quello più in alto per la ventesima brocca. In ultimo il saluto agli altri graditi ospiti presenti: gli amici di Campiglia venuti in settimana bianca con noi, il maestro di sci che ci accompagnerà nella prossima (dettagliate notizie sul prossimo Urlo) e quelli "istituzionali". Fra questi ultimi era ancora assente il Prato ed i suoi fiori, ma questa è storia vecchia e ne parliamo in un'altra parte. Dopo aver rimesso un po' a posto, ormai a notte fonda, solite quattro chiacchiere fra amici a tirar tardi ed a dettagliare progetti futuri, perchè ci sia anche l'anno prossimo una Cena della Vittoria... per noi il Barbarossa '98 è già iniziato!!!!!!!!!! |
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