Vigilanza, salvaguardia e fedeltà !

Dopo aver cominciato, nel numero scorso, a parlare di araldica vogliamo ora dare inizio al promesso approfondimento della materia. Il primo aspetto che salta subito all'occhio è quello dei colori scelti per i Quartieri: nel linguaggio araldico i colori vengono chiamati smalti e quelli principali sono quattro, proprio i quattro asseganti ai nostri Quartieri... frutto di studio o semplice caso? Comunque sia, sotto questo aspetto, non c'è nulla da eccepire e possiamo tranquillamente passare a prendere in esame le figure degli stemmi dei Quartieri. Ognuno di essi non deriva da quello, come era uso all'epoca, della famiglia dominante, ma sono quasi tutti scelti in assonanza col nome del Quartiere. Non sono usate, però, figure "parlanti" (con tale termine s'intende, per esempio, la figura del gallo posta nello stemma della famiglia Galletti) se non nel caso del Castello che, pur presentando una torre ben conosciuta (in araldica il castello viene rappresentato anche soltanto con una torre) qual'è Porta Cappuccini, può esser definito tale. Gli altri, invece, hanno tutti figure di animali, più o meno mitologiche. Il Borgo ha l'aquila, figura poco usata da sola perchè simboleggia il potere imperiale e ci voleva, appunto, il permesso dei regnanti per usarla. Purtroppo il Borgo ha modificato un po' troppo il disegno quando rifece le bandiere e l'aquila è divenuta un grifo. Potrebbe andar bene anche così, ma sarebbe bene non fare errori simili. Il Prato ha il toro seduto (che non è il pellerossa Sitting Bull), figura poco usata e mai in tale posizione... si potrebbe dire che di esattezza araldica ha veramente poco o nulla. Tra l'altro ci sono varie interpretazioni su detta posizione, infatti c'è chi dice che stia prendendo la rincorsa per incornare e chi dice che, invece, stia defecando. Ci pare molto più credibile la prima ipotesi, anche se non si è mai visto un toro che si siede prima di caricare. Il nostro amato Quartiere invece, com'è ormai noto a tutti, ha la possente figura del Drago rampante. Il Drago è animale mitologico frai più usati in assoluto e simboleggia (vedi il titolo) la vigilanza, il dominio, la salvaguardia, la fedeltà e buona custodia quali qualità di colui che lo porta. La credenza popolare legata alle pie leggende cristiane (ad esempio S.Giorgio, S.Michele e S.Margherita) ha legato tale figura, talvolta, a sinonimo di malvagità, di peccato o, addirittura, di demonio: nulla di più falso! E a riprova di questo, se non bastasse la sola indole di noi suoi fedeli figli, c'è il fatto che molti personaggi del passato lo hanno voluto nel proprio emblema e, primi fra tutti, due Pontefici certamente non di secondo piano quali Gregorio XIII (uno dei protagonisti del Concilio di Trento e colui che riformò nel modo tutt'oggi usato il calendario) e Paolo V (confermò la condanna a Galileo e finì la basilica di S.Pietro). Possiamo anche citare vari casati come i Visconti, i Malaspina, i Baglioni ed i Malatesta, il Collegio dei Notai di Padova (proprio per il significato di garanzia e fede pubblica) e, nel '200, la Comunità di Cortona. Vi sembra poco? Allora vi narreremo anche di Artù Bendragon, Signore di Camelot, (il cui stemma "parlante" era un drago) che compì l'unificazione dell'Inghilterra e, acclamato Re a Stonehenge, dette vita al primo regno quasi democratico con l'istituzione della Tavola Rotonda che annoverava fra i suoi componenti gente del calibro di Lancillotto e Parsifal. Potremmo proseguire con i draghi vichinghi posti a prua delle navi ad indicar la giusta via, continuare, spostandoci in oriente, a narrarvi del drago quale animale fra i più fausti (e simbolo di fortuna e regalità) della mitologia di quei popoli, ma non vogliamo stupirvi con effetti speciali... Vi basti sapere quanto appena detto, per comprendere le ragioni della nostra indubbia ed innata vocazione al pacifico dominio e ad esser illuminata guida anche per le genti non elette, e, dopo questo, a prostrarvi, quali sudditi riconoscenti e felici, ai piedi del nostro Grande Dragone Bianco Azzurro in giusta e dovuta adorazione.

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