Pensieri di un pomeriggio di giugno

Ci siamo. Il giorno tanto atteso volge al termine, sta consumando piano piano i suoi minuti, come se non avesse voglia di svelare gli ultimi misteri. E' forse questa sensazione di lentezza che ti fa sentire i battiti del tuo cuore così veloci, oppure è l'emozione che lo spinge in quel galoppo? Ti guardi intorno: tutti gli altri sono attenti ad osservare i due sbandieratori che stanno per finire la loro esibizione e cerchi di capire, scrutando il fondo di ogni pupilla, se anche i loro cuori stanno rincorrendosi affannosamente. Stanno tutti urlando, ma non senti altro che i battiti dentro di te, quasi un video senza voce, ritmato solo da quel battito, che non vuol saperne di rallentare almeno un po'. Stanno tutti urlando e ti sembra d'esser rimasto da solo, come se tutti ti avessero improvvisamente abbandonato. Ti volti verso il tuo compagno, forse per cercare una conferma al tuo esistere, e lo vedi distaccato da tutto il resto: anche lui non urla. Trovi le conferme che cercavi, immagini che anche lui stia provando le tue stesse sensazioni, ti senti meno solo. Dopo tanti mesi di prove riesci a riconoscere ogni piccolo movimento, ogni scarto più o meno preciso dei muscoli, ogni smorfia della faccia di entrambi; ma la mente, pensi, non sai mai cosa stia inseguendo di preciso. Ed è strano come la mente riesca, in qualche breve attimo, senza che sia volutamente sollecitata, a ricondurti in altri luoghi e ad altri momenti, ad episodi che non ti spieghi nemmeno il perchè meritino d'esser ricordati. Ti rivedi bambino, quando eri seduto nello stesso posto, felice d'essere stato scelto e di poter stare accanto a quelli che erano i tuoi eroi. Rivedi tutte le Feste passate, con le vittorie e le sconfitte, cerchi di ricordare anche se l'emozione era la stessa o se, ora, è diverso. Certo, questa è la prima volta che difendi i colori del tuo Quartiere, che dipende da te far gioire i tuoi compagni... ci hai già pensato tante volte, ma perchè ora sembra che qualcuno voglia ricordartelo per forza? In fondo ti è già capitato di sbandierare di fronte a tanta gente, perchè allora non riesci ad esser tranquillo? Ti sforzi di cancellare ogni altro pensiero per poterti concentrare sui gesti che, fra poco, dovrai ripetere per l'ennesima volta, cercando di rammentarteli uno ad uno. Ma è come se non volessero saperne di venir fuori. Eppure ti eri stupito più di una volta a guardare le tue braccia che si prolungavano a divenir bandiere, a vedere i loro panni azzurri che si confondevano col cielo, d'egual colore, nel loro leggero incrociarsi. Gli altri hanno appena finito, non li hai visti, ma te ne sei accorto perchè ora tutti ti guardano, tutti ti parlano, tutti non aspettano altro che tu vada in mezzo allo spiazzo ed inizi a sbandierare. Ed il tempo, ora, passa anche troppo velocemente, sembra che perfino le bandiere, ora, siano impazienti, tanto si sono lasciate svolgere rapidamente... nemmeno loro ti vogliono lasciar tranquillo. Un altro sguardo, come un ultimo cenno d'intesa, diretto al tuo compagno, poi agli altri... bisogna andare, anche se il tuo cuore non vuol proprio rallentare. Sei ormai al tuo posto, aspetti solo il suono del tamburo che dia il via allo spettacolo, a quei cinque minuti che attendi da mesi. Ed al primo rullo riesci a capire quello che nessuno ti aveva mai detto. Ora il tamburo ritma ogni tuo movimento, ed hai scoperto che il tuo cuore ha lo stesso identico ritmo, che è lui che guida con la giusta cadenza ogni attimo di questo pomeriggio. Sei molto più tranquillo: ora sai che puoi farcela. Grazie al cuore che ti batte dentro... il vero, solo e grandissimo, il tuo cuore bianco-azzurro!

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