S.Quirico e i Quartieri: tutto bene? L'inaugurazione alla quale oggi partecipiamo attivamente e gli ultimi strascichi polemici sui nostri recenti scritti ci offrono l'occasione di fare un discorso più generale sulla vita dei Quartieri sanquirichesi, su ciò che rappresentano, su ciò che sarebbe possibile ed auspicabile venisse fatto: partiamo da lontano. Ogni essere umano ha l'innata necessità (è scientificamente provato) di sentirsi parte di qualcosa, di dimostrare che non è solo ma che appartiene ad un gruppo, di far vedere, anche esteriormente, che le proprie idee sono comuni a più persone, in un tentativo di dare un senso alla vita di ciascuno. Così si spiegano tutti i fenomeni ai quali, talvolta apparentemente incomprensibili, assistiamo ogni giorno: ultras del calcio, naziskin, sette pseudo-religiose, ecc. L'elemento comune a tutti è la voglia di non sentirsi esclusi, ma accettati, da quella che si usa chiamare comunemente la società. Senza dubbio questa è una disamina molto breve e succinta, senza la pretesa d'essere esauriente sull'argomento ma, riteniamo, sufficientemente chiara. E' vero che a San Quirico non assistiamo a fenomeni abbastanza aberranti come quelli esemplificati sopra, ma è anche vero che non esistono, se escludiamo i bar o quelli "istituzionali", punti di aggregazione per le persone che hanno voglia di fare qualcosa, ma che hanno bisogno di una spintarella d'aiuto per farlo. Badate bene che non stiamo affatto criticando il nostro paese e/o la sua gente, anzi riteniamo che San Quirico sia uno dei paesi più vivi e vitali che ci sono, ma pensiamo anche che abbia delle potenzialità ancora non sfruttate. E sono proprio i Quartieri che possono inserirsi in questi spazi vuoti, cambiando leggermente la mentalità che li ha guidati in questi 35 anni della loro vita. Senza sminuire la Festa del Barbarossa, che è il punto di partenza e la ragione essenziale della loro esistenza, noi riteniamo che i Quartieri (e da qualche tempo tentiamo di metterlo in pratica) possano farsi promotori di tantissime iniziative, senza aspettare che siano per forza le istituzioni a provvedere ma, anzi, spronare quest'ultime in un rapporto di collaborazione che sia fattiva. Un primo riuscito esempio, che spesso viene dimenticato, è proprio l'Ente Autonomo Barbarossa, che nacque per la ferma volontà dei Qaurtieri. Ogni Quartiere, quindi, non dovrebbe essere solo un'entità in costume che si ritrova la terza domenica di giugno per contendersi le brocche, ma dovrebbe rappresentare una parte del nostro paese che concorre attivamente, con le altre tre, alla vita di ogni giorno. Abbiamo appositamente usato la parola "concorre" perchè riteniamo che sia necessaria una stretta collaborazione fra tutti, senza alzare assurdi steccati, ma anche senza metter troppo da parte la giusta rivalità. Avere una sede, magari che possa essere aperta spesso (quasi una specie di club), che funga da vero punto di ritrovo sarebbe una cosa sicuramente ottima... certamente non è una cosa così semplice come dirlo, non basta la sola volontà, ma la volontà è il punto d'avvio e, se c'è la convinzione, le cose sono molto meno insormontabili di quanto possono sembrare all'inizio. L'impegno dev'essere nel voler costruire un San Quirico che sia dei Quartieri e non, come ora, l'opposto, perchè sono i Quartieri che devono fare San Quirico e non sopravviverci alle spalle (in senso buono). Naturalmente stiamo parlando dell'ambito sociale possibile, di, come detto prima, appropriarsi degli spazi inutilizzati, non certo di cambiarne le istituzioni e, men che meno, della trasposizione delle idee leghiste. Forse può sembrare un'utopia, ma ogni cosa, anche se piccola, nasce solo da grandi progetti ed è necessario, sempre, pensare in grande, darsi obiettivi che possono apparire irraggiungibili, perchè solo così si può avere il giusto stimolo a lavorare ed a sfidare noi stessi. Concludendo vogliamo augurarci che, in futuro non troppo lontano, le nostre parole vengano ascoltate e che i sanquirichesi possano andare orgogliosi di tutti e quattro i loro Quartieri. |
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