Pensieri lontani: Nilla Pizzi & C. "Grazie dei fiori, fra tanti li ho riconosciuti..." con questa canzone la mitica Nilla Pizzi partecipò ad un qualche Festival di S.Remo (e forse lo vinse anche, non ricordiamo bene) una quarantina d'anni fa e, qualche anno dopo, l'altrettanto mitico Renzo Arbore ne fece una nuova e scherzosa riedizione: come non prenderne spunto per trattare del mazzo di fiori mancante? Avrete già capito di cosa stiamo parlando. Infatti non pochi hanno notato che, la sera della cena della vittoria "Alfieri '96", c'erano due soli mazzi di fiori portati in omaggio al Quartiere vincitore: mancava quello del Prato! Indubbiamente il gesto è stato d'effetto perchè non era mai successo nella storia del Barbarossa che un Quartiere non omaggiasse, seppur in maniera così semplice, i vincitori. A dire il vero, per chi non lo sapesse, una cosa simile era già accaduta esattamente una settimana prima, alla cena del Castello, ma, in quell'occasione, il Capitano del Prato si era scusato con il Quartiere ospite adducendo motivazioni di noviziato (non sapeva che si usava fare anche di queste cose)... il che farebbe un po' sorridere ma è accettabile. Con noi niente di tutto questo, anzi addirittura nessuno si è presentato alla cena. E come, allora, non ricordare anche il celebre monologo di Nanni Moretti in "Ecce Bombo": mi si noterà di più (ad una festa - ndr) se ci vado o se non ci vado? E se non vado, sarò più notato se avverto o se non avverto? Certamente se il mazzo di fiori fosse regolarmente arrivato, o se qualcuno fosse venuto a cena, non c'erano spunti per il presente articolo... e forse nemmeno per i vittimismi che, siamo certi, ne seguiranno (ce l'hanno sempre con noi...). C'era qualcuno che diceva "parlatene bene o parlatene male, purché ne parliate": che abbiamo scelto questo stile? Credo che, comunque, sia preferibile non fare figure del genere, ma ognuno è padrone di fare ciò che crede. Senza voler scomodare l'educazione, il Bon Ton o il Galateo, vogliamo aggiungere che è buona norma, tra l'altro universalmente riconosciuta, il far sapere a colui che invita che non si può prender parte alla cerimonia a cui siamo invitati. Certo non reputavamo il nostro invito una cosa così formale da dover aggiungere la frase di rito R.S.V.P. (che in francese vuol dire, appunto, di avvertire gentilmente della presenza), ma anche in futuro la ometteremo di sicuro perché non vorremmo che venga interpretata come "Ricordatevi: Siamo Veri Prataioli". Probabilmente ci saranno ulteriori motivazioni, sicuramente molto più profonde (se non ci si rifà dalle nozze di nonno non sembra che si campi bene), ma se si voleva dimostrare di sentirsi offesi (di cosa poi?) si poteva fare come fece il Castello qualche anno or sono, guarda caso verso il Prato (quindi non c'è da dire che non lo sapessero come si fa), che recapitò, la sera della cena, una lettera dove si diceva, più o meno: "il Quartiere non ritiene di poter partecipare alla vostra cena a causa dei fatti recentemente accaduti". In ultimo non si può non notare che, ad un Quartiere che si chiama Prato, non fa certo onore dimenticarsi dei fiori! In ogni caso non è morto nessuno (semmai le cuoche si sono dovute dividere meno fiori, pazienza) e non ci sentiamo per nulla offesi... vedremo il prossimo anno come andranno le cose. |
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