"Tanto le cose si strigano sù..." Era davvero molto tempo che non veniva fuori qualche frase di quelle definite "storiche", che rimarranno nella memoria di tutti coloro che seguono con passione le vicende del nostro Barbarossa, ma quest'anno, finalmente, ecco del fresco materiale. Non ci riferiamo alle espressioni tipiche, magari legate ai particolari momenti di gioia o di sconforto, che sicuramente esistono all'interno di ogni Quartiere, ma vogliamo appuntare la nostra attenzione su quelli più plateali, che interessano tutti. Purtroppo non siamo ai livelli dei mitici "unnè possibile un vince", "mai più così vicino" o "è un rubamento, è un rubamento", tanto per fare qualche esempio introduttivo, ma i tempi cambiano e non si può avere sempre il massimo. Dando fondo alle nostre reminiscenze scolastiche ci pare di ricordare che era il Leopardi che voleva insegnarci, ne "Il sabato del villaggio", che spesso l'attesa è più bella dell'evento che, appunto, si attende... e anche quest'anno l'attesa non ha deluso. Non ci riferiamo alla naturale e logica tensione pre-agonistica, bensì all'atmosfera, invero rovente, del sabato sera... sarà stata forse colpa dei mangiafuoco? A pensarci bene anche i Bee Gees (tanto per parlare di cose più familiari a tutti) avevano, a loro tempo, dissertato sulla "Febbre del sabato sera" ma, nel nostro caso, la temperatura si avvicinava al surriscaldamento, per non dire addirittura all'incandescenza. Evidentemente alcuni personaggi stavano prendendo coscienza del fatto che molto difficilmente avrebbero potuto riproporsi in maniera credibile all'inappellabile giudizio supremo. In tali casi s'imporrebbe un orgoglioso silenzio, una passiva difesa delle proprie supposizioni, perchè con ogni altro gesto si rischia di poter offrire all'avversario un'inaspettata occasione di scherno. Invece niente; i soliti noti, dopo aver ridiscusso per l'ennesima volta di chi inventa i giochi e di chi li copia (ma allora, se avevano già visto, com'appare chiaro, la nostra sbandierata, perchè fingere poi la stupefatta indignazione del giorno dopo? ndr), su chi possa dirsi alfiere e chi pseudo-alfiere... in parole povere, come si suol dire, "della rava e della fava", ma non senza esser spronati da bruciaculi e travasi di bile vari, ebbero a pronunciare con malcelata alterigia: "tanto le cose si strigano sù"! Che tipo di messaggio ci veniva indirizzato con cotale epiteto? Minacce? (ci auguriamo, e pensiamo, di no, in fondo son bravi ragazzi) Promesse? (se così fosse vogliamo sperare che l'esito sortito abbia a ripetersi molte volte in futuro) Sfide? (in tal caso l'agone ci ha visto trionfare e vorremmo che ci venissero riproposte anche l'anno venturo) A voi la spiegazione, gentile pubblico, che più v'aggrada; per quanto ci riguarda ci sembra appropriato concludere con una frase ripresa da "Bocca di rosa" di De André (siamo in vena di citazioni): "le contromisure, fino a quel punto, si limitarono all'invettiva". FORZA CANNETI |
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