La vera storia del nostro Barbarossa Negli ultimi tempi è stato introdotto qualche piccolo cambiamento nel modo di svolgersi della Festa del Barbarossa ma la formula iniziale, quella che il Sorbellini inventò trentacinque anni or sono, è rimasta pressoché intatta. In questa ricorrenza vogliamo ringraziare il Professore per averci regalato quest'abile mescolanza di teatro, bravura, grazia e divertimento che nessuno dei paesini che ci stanno attorno ha mai avuto, anche se han tentato tutti di copiarci. Il Sorbellini prese spunto da un fatto vero e ci ha costruito attorno, di sana pianta e prima di tutti, una bella festa; non è andato in giro a raccontare che, sfogliando qualche vecchio libro nell'Archivio (scusa fra le più usate) ha scoperto che una volta c'era una festa e sarebbe stato bello rifarla. Per esempio a Montalcino questa scoperta è stata fatta, guarda caso, due anni dopo che noi s'era iniziato a fare il Barbarossa! Con molte difficoltà alcune persone dettero vita ai Quartieri, molto arrangiati, ma con tanto sincero entusiasmo ed amicizia. E c'erano dei momenti che avevano un sapore quasi rituale come, per esempio, l'addobbare la contrada insieme agli "uomini" di allora. Giulio, Eros, Gosto, Beppe, ci facevano qualche "canata" perchè non ci mettevamo tutta la serietà dovuta, ma tutto finiva con una merenda, semplice festicciola che stava a significare che non si lavorava e basta; e dove, bevendo i primi bicchieri di vino che ci fossero concessi, ci si sentiva più grandi e più importanti degli altri che non erano stati ammessi. Forse oggi non siamo più capaci di far provare queste emozioni ai giovani che vengono nel Quartiere (credo che lo sapremo solo quando anche loro si metteranno a scrivere), forse sono i tempi che sono cambiati e tutto viene preso con molta più superficialità, ma ritengo che si potrà dire di aver fatto qualcosa di buono se riusciremo a dare loro anche solo una piccola parte di quanto quegli "uomini" han saputo dare a noi, ad insegnargli che il Quartiere è amicizia, e non solo vincere. |
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