Il mistero della cassetta scomparsa

Ci sembra doveroso ricordare uno dei pochi casi irrisolti della lunga carriera del pluridecorato Ispettore Benlow, forse il più scottante anche della storia del Barbarossa: il mistero della cassetta scomparsa, altrimenti noto al grande pubblico anche con la sigla "Brownwater". A ragion del vero non si può dire che si tratti di un caso completamente irrisolto in quanto i sospetti furono molti e circostanziati, ma le prove non sono mai state trovate: ripercorriamone i fatti. Fino ad una decina d'anni or sono le sbandierate dei Quartieri sanquirichesi erano sempre state abbastanza simili, seguivano lo storico stile della "scuola senese" e la differenza era data dalla maggiore o minore classe degli alfieri che, usando un po' di fantasia potevano, al limite, inventare qualche nuovo gioco. L'inizio degli anni ottanta era anche caratterizzato dal dominio dei castellani Motorino & Tartaruga che mietevano successi, a malapena interrotti dai cannetini Poppe & Fegatello, e la neonata coppia biancoverde Bagnaia & Cammello stentava a ricalcar l'impronte del duo Gildo & Pistoi. Proprio in quel momento, nella torrida estate dell'87, si verificò il fattaccio, l'episodio che vogliamo narrare e render pubblico. Dopo la fine dei Campionati Italiani degli Sbandieratori tenutisi a Faenza (terra famosa anche per il bandito detto "il passatore"... che sia un caso?), ai quali partecipò il Gruppo Sbandieratori di S.Quirico, vennero donate dagli organizzatori alcune videocassette, riproducenti l'intera manifestazione, al responsabile del Gruppo. Lo scopo di tale dono era, chiaramente, quello di fornire materiale istruttivo a tutti gli sbandieratori. Ma una cassetta scomparve. Infatti il responsabile suddetto dette in visione soltanto cassette con sbandierate di gruppi di 20/30 persone, senza dubbio belle a vedersi, ma con utilità pari a zero per una coppia. La cassetta scomparsa risultò essere proprio la più utile, l'unica che conteneva la sbandierata della coppia vincitrice, della quale non si ebbe più traccia e che nessuno ha più potuto vedere. Proprio nessuno? Sembra di no! Tant'è che il Prato l'anno seguente ce lo fece ammirare il contenuto di quella cassetta: le stesse movenze, lo stesso balletto, gli stessi giochi, addirittura lo stesso ritmo del tamburo. Potenza della memoria di cui alcuni sono dotati.... a volte il caso, eh? Il Prato ricominciò a vincere eseguendo la "sbandierata faentina", eseguendola anche molto bene grazie alla bravura dei suoi abilissimi alfieri, riportando in Piazza Tonda cinque meritate coppe (si passa bene e non si spende nulla). E allora, direte voi, dove si vuole arrivare? E' forse reato l'integrale copiatura della sbandierata di Faenza? Certo che no! Ogni meglio è meglio, ed è sempre positivo il progredire per il bene, anche, della Festa. Ma la cassetta chi l'aveva tenuta nascosta? L'Ispettore Benlow sospettò subito dell'allora Capitano del Prato che era anche, guardacaso, responsabile del Gruppo Sbandieratori, ma le prove non sono mai saltate fuori. Tale coincidenza è sempre apparsa strana, soprattutto in relazione alla più volte sbandierata (gioco di parole) lealtà di cui si è fregiato negli anni il soggetto. Oggi, dopo che è caduto anche il muro di Berlino, ci rimane solo una richiesta da fare: O Sergio, dillo e zitti che la cassetta ce l'hai sempre avuta te! L'Ispettore Benlow ha garantito la chiusura del caso per sempre e l'impunità.

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