PERSONAGGI CELEBRI Anche in questo numero torna la rubrica dedicata ai personaggi che hanno fatto la storia della Festa del Barbarossa e, pur essendo un nostro acerrimo rivale, dobbiamo render merito all'alfiere del Prato Angelo Melani detto "cammello". Dopo aver subito varie sconfitte Angelo ha colto una serie di ben tre successi consecutivi (88-89-90), interrompendo così un digiuno del Prato che durava dal 1979. Si era poi dovuto arrendere allo strapotere BiancoAzzurro, ma con la dichiarazione che avrebbe appeso la bandiera al chiodo soltanto dopo aver ottenuto un'altra vittoria. E questa arrivò, puntuale, nel 1993, sempre in coppia con Bagnaia, quando non ebbe davvero avversari... ad onor del vero dev'essere detto che venne avvantaggiato anche dal ricambio generazionale avvenuto in tale anno negli altri tre Quartieri. Del "cammello" dobbiamo sicuramente apprezzare l'amore che ha sempre dimostrato per il suo Quartiere, e di conseguenza per la Festa, nonché la tenacia e l'impegno messi nel giostrar bandiere che, uniti alla sua enorme classe e carisma, ne hanno fatto un alfiere eccezionale e dalla grandissima spettacolarità. Dal punto di vista caratteriale però il Melani lascia alquanto a desiderare e lo ha, purtroppo, dimostrato in varie occasioni. Basti ricordare il suo atteggiamento dopo la gara delle bandiere del 91 dove, dopo aver portato al termine una modesta esibizione, con svariati errori, il "cammello", come del resto tutto il Prato, era convinto di aver colto la vittoria. Giustamente, invece, ad alzare la brocca al cielo (come quella, tra l'altro, degli arcieri) furono i nostri stupendi colori BiancoAzzurri. Per Angelo non ci furono solo sentimenti di delusione ed amarezza per una sconfitta legittima, bensì una tale rabbia da portarlo a dei gesti decisamente incivili e sicuramente fuori luogo, segno di un non saper accettare una sconfitta con lealtà e sportività. Dopo, comunque, fu tutto chiarito. A distanza di oltre quattro anni quella nostra vittoria gli rode ancora (e parecchio), ed il solo fatto che lui lo dia a vedere esternamente, a noi non può che riempirci di gioia e soddisfazione. Forse il "cammello" in tutto quello che fa nell'ambito contradaiolo (e sappiamo che è uno di quelli che lavora moltissimo) ci dovrebbe soltanto mettere un pizzico di ironia in più, perchè è sì bello vincere, ma a volte si può anche perdere e l'importante, in questi casi, è mantenere la calma e la lealtà. D'altra parte è un prataiolo.... come si può pretendere che stia allo sfottò? (scherziamo). Con i prossimi numeri cominceremo a passare in rassegna anche gli alfieri, arcieri, tamburini, ecc, che hanno fatto grande il nostro amato Quartiere, portandolo al considerevole numero di 18 brocche. |
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