Un'annata da ricordare ! La passata edizione della Festa del Barbarossa non potrà essere dimenticata tanto facilmente, non solo perchè è stato uno degli anni del cappotto ma anche perchè, inutile negarlo, la Cena della Vittoria riuscì davvero benissimo. Il merito è, naturalmente, di tutti coloro che hanno lavorato per realizzarla, ma una particolare menzione dev'essere fatta, oltre che alle nostre abili cuoche, a chi preparò la gigantesca torta finale, nonché ai curatori della cerimonia di premiazione, veramente fuori dall'usuale e così bella che sembra quasi impossibile descriverla (e Cucciolo che ha scritto anche l'inno?!). Proprio per questo abbiamo deciso di raccontarla trascrivendo semplicemente quello che gli speaker annunciavano..... per far sapere cosa accadde a chi non c'era, per rinfrescar la memoria a chi ebbe il privilegio di esserci, per consegnare ai posteri il nostro orgoglio d'esser dei Canneti. E anche perchè in queste parole c'è tutta la vita di un'annata passata a costruire insieme un'altro fantastico CAPPOTTO BIANCO-AZZURRO!! E con il Barbarossa 1995 la storia continua...................... PREMIAZIONE "VENI - VIDI - VICI" Il fantasista delle bacchette, vera ed unica colonna sonora del trionfo, il suo rullo ha accompagnato generazioni di alfieri sempre vincenti, bambino prodigio prima, entusismante realtà poi, è al suo secondo cappotto: "bacchette magiche" LORENZO BENOCCI. Entusiasmo, destrezza, agile come un gatto, figlio d'arte ed allevato in contrada finché non s'è compiuto ciò che da tempo era scritto, la voglia di vincere personificata, campione d'oggi e di domani: "la molla vivente" NICOLA CAPITONI. Freddo come il ghiaccio, l'esattezza di un computer programmato per vincere, la potenza esplosiva, i suoi lanci solcano il cielo sfidando la forza di gravità, nato per vincere in eterno: "la catapulta umana" ENRICO CINGOTTINI. Preciso come un orologio, deciso, estroverso, spavaldo, spietato con gli avversari, il suo colore è il rosso del coraggio, debuttante e già vincente: "ciruglia" GIANLUCA MAZZANTINI. Vera macchina da guerra costruita per distruggere il nemico, una freddezza glaciale che emana una forza tale da trasformare innocui dardi in saette esplosive, che partono una dopo l'altra per costruire una leggenda chiamata vittoria: "terminator" ANDREA DINETTI. A due anni dal suo ultimo trionfo, ha inoculato il suo talento nel corpo dei suoi due giovani allievi, la bandiera è tutt'uno con il suo corpo, come l'ala di una rondine che guizza nell'aria, l'ingegnoso costruttore di questa vittoria: "the flag-master" ROBERTO PERUGINI. |
Quartiere di Canneti via Simone Martini, 37 Tel. e Fax 0577-897642 |